Lo zar li ha sempre coccolati. Ma ora sono un problema
MOSCA – «Quando la feccia nazista risorge, non potete stare a guardare… prendete le armi!» Ogni tre minuti la voce del narratore, che spiega con tono abbastanza piatto come «noi non abbiamo cominciato questa guerra, ma la finiremo», si interrompe all’improvviso, per iniziare a urlare con tono stentoreo quello slogan che invita, anzi ordina, di partire senza indugio per il fronte.
Mai viste così tante Z messe insieme. Sui giubbotti, sui cappelli, persino sui grembiuli dei ragazzi che maestri zelanti guidano in visita tra frammenti di droni, porte di auto annerite dalle esplosioni, una targa spiega che erano le macchine dei «nazisti seguaci di Bandera», pannelli illuminati che mostrano come funzionano i sistemi anticarro Khrizantema-S e il nuovo missile balistico Oreshnik. La professoressa Barbara è sinceramente convinta della funzione pedagogica di questa mattinata al Museo dell’Operazione Militare Speciale, aperto alla fine dello scorso febbraio al VDNKH, il gigantesco spazio espositivo alla periferia di Mosca. «Così i bambini capiscono che bisogna sacrificarsi per la loro nazione» dice con un sorriso, che lascia qualche dubbio sul fatto che davvero creda a quello che ha appena affermato.
Il museo SVO
«Se non sei davvero un patriota convinto, ma tanto convinto, qui non ci vieni» riconosce il guardiano della sala che ospita i volti di tutti i soldati russi morti in questi tre anni di guerra, al quale si accede da una camera oscura dove un televisore trasmette in continuazione un Vladimir Putin di 11 anni fa che spiega le ragioni russe per l’annessione della Crimea. Dev’essere per quello che ogni sabato, davanti e dentro questa area enorme, vengono inscenate manifestazioni e happening di vario genere da parte dei partiti e delle associazioni ultranazionaliste.
Il museo SVO, acronimo russo per Operazione militare speciale, è un simbolo, nonché un punto di raccolta. Ma il nazionalismo sta diventando un piccolo problema anche per il suo demiurgo, per colui che l’ha rilanciato. Per Putin. I cosiddetti «Patrioti Z» si oppongono alla pace. Per tre lunghi anni hanno aiutato Putin a mantenere alto il consenso intorno al conflitto in Ucraina. E adesso, che con tutte le cautele del caso si parla di negoziati, non sono d’accordo e lo fanno sapere su ogni media, che siano i siti di riferimento della loro galassia, oppure i programmi televisivi, dove dominano per presenza, assiduità e popolarità.
La protesta
«Stiamo tradendo il nostro Paese» scrive su Telegram Pavel Gubarev, attivista molto popolare del Donbass. «La nostra guerra deve continuare fino alla completa liberazione della Novorossia» afferma Konstantin Malofeev, l’oligarca devoto che ha creato Tsargrad, struttura mediatica di riferimento dei nostalgici dell’Impero russo. Fu lui a finanziare la spedizione dei cosiddetti «omini verdi» che nel 2014 entrarono nel Donbass, guidati dal «fuciliere» Igor Girkin, il quale torna a farsi sentire dal carcere dove sta scontando quattro anni di pena per aver esagerato con le critiche all’esercito.
«Solo un agente del nemico può parlare di compromessi e di fine della guerra». La sorte di Girkin è emblematica del fatto che il Cremlino concede spesso di tirare un poco la corda, ma non troppo. Lo stragista che i nazionalisti considerano un eroe è stato condannato nel 2024 per aver incitato all’estremismo. Esistono delle linee rosse. Non attaccare Putin a livello personale, non «screditare» l’operato delle forze armate, reato punibile fino a 15 anni di reclusione secondo una legge che gli stessi «Patrioti Z» avevano richiesto a gran voce.
Per tacere della fine di Evgenij Prigozhin, che fu idolo incontrastato dei falchi più estremi.
Ai tempi dell’Urss
Ma stiamo parlando di un’area che rappresenta un potenziale 15 per cento dell’elettorato, secondo un recente sondaggio. E che per ora bisogna tenere buona, anche con concessioni importanti. Il recente cambio al vertice dell’esercito è stato accolto con giubilo da Tsargrad e dai principali talk-show che formano e fomentano la pubblica opinione. Andrej Mordvichev, il nuovo comandante delle forze terrestri, «conquistatore» di Mariupol, è considerato un bellicista intransigente, «uno di noi».
Fonti vicine al Cremlino affermano che se mai verrà quel giorno, anche gli ultranazionalisti si faranno andare bene la pace, con le buone oppure con le cattive. Ma intanto, loro si fanno sentire, gridando «a Kiev, per la vittoria definitiva».
Il VDNKH era stato creato per mostrare ai sovietici le meraviglie del Piano quinquennale. Il padiglione che ospita la mostra sull’Operazione militare speciale è stato dedicato per anni ai progressi di un popolo fratello. All’ingresso, su un bassorilievo poco illuminato, si può ancora leggere la scritta «Proletari di tutto il mondo unitevi». È in lingua ucraina.
23 maggio 2025 ( modifica il 23 maggio 2025 | 07:56)
The Rise of Nationalist Factions and Their Impact on Geopolitics
The landscape of global politics is perpetually shifting, with various ideologies vying for influence. One such potent force is nationalism, which is currently reshaping power dynamics across the globe. Understanding the evolution of nationalist movements, the key players involved, and the implications for international relations is crucial for anyone seeking to grasp the complexities of our world. This article will dissect the growing influence of nationalist groups and their impact on the current political environment.
Defining Nationalism in the 21st Century
Nationalism, at its core, is an ideology that emphasizes loyalty, devotion, or allegiance to a nation. However, the form and function of nationalism are far from static. Contemporary nationalist movements frequently manifest as a response to perceived threats, economic anxieties, or cultural shifts. These movements can be incredibly diverse, spanning from civic nationalism, which emphasizes shared values and institutions, to ethno-nationalism, which prioritizes a shared ethnic or cultural identity.
Did you know?
The resurgence of nationalist sentiment is often linked to periods of economic instability and political turmoil.
Key Players and Emerging Trends
Several countries are seeing a significant rise in nationalism. In some regions, the support for nationalist parties and ideologies is growing steadily. These groups often capitalize on public dissatisfaction with existing political systems and offer a vision of national revival or protection against external threats. A clear example is the “Patrioti Z” mentioned in the original article, who oppose peace negotiations in the context of a conflict.
A crucial aspect is the role of media and propaganda. Nationalist groups skillfully utilize various platforms, from traditional media to social media, to disseminate their messages and cultivate a strong base of support. They often exploit existing divisions within society and employ powerful rhetorical strategies to mobilize their followers.
Pro tip:
Stay informed by analyzing a diverse range of news sources and fact-checking information. This is vital to understanding the nuances of nationalist movements.
Impact on Geopolitical Stability
The surge of nationalism is significantly reshaping geopolitical dynamics. Rising nationalist sentiment can lead to increased tensions between nations, trade disputes, and even armed conflicts. The emphasis on national interests and sovereignty often undermines international cooperation and global governance efforts.
One notable trend is the strengthening of national borders and immigration policies. Many nationalist movements advocate for stricter controls on immigration and border security, often framing these policies as essential for preserving national identity and protecting domestic jobs. This can have a direct impact on international relations and humanitarian efforts.
Furthermore, nationalism can influence foreign policy decision-making. Governments influenced by nationalist ideologies may prioritize national interests over international norms, leading to a more assertive stance in global affairs.
Future Outlook and Potential Risks
The future trajectory of nationalism is complex and uncertain. Several factors could influence its evolution, including the state of the global economy, social and cultural shifts, and the strategies employed by nationalist movements themselves.
One of the primary risks is the potential for increased conflict and instability. As nationalist ideologies gain further traction, the likelihood of international disputes and internal conflicts may increase. Additionally, rising nationalism could pose a threat to democratic institutions and human rights.
Reader Question:
What strategies can be employed to mitigate the negative impacts of rising nationalism? Share your thoughts in the comments.
Mitigation Strategies
Tackling the challenges presented by resurgent nationalism requires a multi-faceted approach. Promoting inclusive societies, fostering economic cooperation, and strengthening international institutions are all vital steps.
Education plays a crucial role in combating nationalism. By promoting critical thinking skills and awareness of historical events, societies can equip individuals with the tools needed to evaluate nationalist narratives and reject divisive ideologies. Here are some ways to help:
- Support educational programs.
- Encourage global citizenship.
- Foster open dialogue.
In addition, it’s imperative to counter disinformation and hate speech. This may involve working with social media platforms to remove hateful content and promoting media literacy to enable citizens to distinguish between fact and fiction. The role of civil society organizations, journalists, and academics is critical in this endeavor.
We must also advocate for international collaboration and respect for human rights. By promoting peaceful dialogue and diplomatic solutions to conflict, the global community can build resilience against the negative effects of nationalism.
Conclusion
The rise of nationalist movements is a pivotal trend in global politics. Its impact will be felt for years to come. It’s critical for individuals, policymakers, and organizations to understand the dynamics of nationalism and to work towards a more inclusive and peaceful future. The insights we’ve covered offer a strong foundation for understanding the intricate forces at play.
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