Bombardamento a Dnipro e crisi umanitaria: le ultime news

Le forze russe hanno bombardato un treno nella città di Dnipro, causando la morte di almeno 14 persone, secondo quanto riferito dalle autorità locali e ripreso da tg24. Nel frattempo entra nel vivo l’operazione umanitaria a Oleshky, cittadina nella regione ucraina di Kherson occupata dalle truppe russe, dove 2.000 civili tra cui bambini e anziani sono allo stremo per la mancanza di viveri, medicinali e acqua potabile secondo quanto riportato da la Repubblica.

La tregua umanitaria a Oleshky

Le forze ucraine e russe hanno iniziato le operazioni di sminamento per consentire il passaggio di aiuti e le evacuazioni dei civili in trappola. Per la popolazione sono state preparate strutture di accoglienza temporanea, e il governatore filorusso Vladimir Saldo ha annunciato che chi vorrà potrà partire per la Russia o per il territorio ucraino. Sul posto è arrivato anche l’Elemosiniere del Papa con un carico di aiuti invernali e cibo. Yania Lantratova ha ringraziato la First Lady e ha ribadito che l’unico obiettivo è aiutare le persone ad Oleshky e garantire la partenza in sicurezza di chi ne ha bisogno, mentre Vladimir Saldo ha precisato che l’assistenza sarà data sia a chi deciderà di rimanere in Russia sia a chi vorrà partire per il territorio ucricano per riunirsi con le famiglie. Le immagini del ministero della Difesa russo hanno mostrato genieri intenti a sminare un terreno vicino alla località, caratterizzata da carcasse di auto infiammate e scheletri di edifici devastati da artiglieria e droni.

Prospettive diplomatiche e incontri

Le trattative si concentreranno sulle possibili garanzie di sicurezza per Mosca e Kiev dopo la fine della guerra. Secondo fonti citate dal Financial Times, Washington avrebbe in precedenza legato le garanzie per Kiev alle concessioni territoriali, salvo poi indicare di non voler spingere gli ucraini a cedere territori al tavolo dei negoziati. La stessa amministrazione Trump starebbe inoltre valutando la revoca delle sanzioni contro il Russian Direct Investment Fund, il fondo d’investimento russo ritenuto un potente strumento di influenza internazionale di Mosca. Nelle interlocuzioni diplomatiche si registrano tuttavia posizioni rigide, come evidenziato dal viceministro degli Esteri russo Aleksander Grushko, secondo il quale gli europei nei contatti sporadici chiedono solo la capitolazione di Mosca. Sulle polemiche internazionali è intervenuta anche Yulia Navalnaya, vedova del dissidente Alexei Navalny morto in detenzione nel 2024, criticando duramente le lodi rivolte a Vladimir Putin dal rappresentante speciale statunitense Steve Witkoff per il rilascio del cittadino statunitense Stephen Hubbard e definendo assurdo definire compassionevole il leader russo. Le dichiarazioni sono arrivate durante la presentazione a Londra dell’Authoritarian Collaboration Index delle ong Human Rights Foundation e Action for Democracy, un rapporto secondo cui 102 dei 176 Paesi censiti sono regimi autoritari o semi-autoritari e in cui viene criticato il coordinamento tra partiti di estrema destra europei e regimi autoritari esterni.