Italy’s 81st Liberation Day Marred by Violence and Clashes

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È stata una giornata di polemiche, scontri e aggressioni quella del 25 aprile 2026, 81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. A Roma due iscritti all’ANPI sono stati feriti da colpi di pistola ad aria compressa sparati da una persona che è poi fuggita in scooter. I due feriti hanno riportato lievi escoriazioni. A Milano invece, dopo ore di tensione, la Brigata Ebraica è stata fatta uscire dal corteo dalla polizia in tenuta antisommossa. Fiano denuncia:”Ci hanno cacciati dal corteo, mai successo in 50 anni”.n

In giornata il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato a San Severino Marche (Macerata), dove ha ricordato che la Repubblica è “nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore“. La premier Meloni: “Ricordiamo la sconfitta dell’oppressione fascista. Oggi sia l’ora della coesione nazionale”. Schlein (Pd): “Il fascismo non è un’opinione, è un reato”. Conte (M5s): “Giornata divisiva solo per chi non si riconosce nei valori democratici”.

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Gli episodi di aggressione e discriminazione contro persone con bandiere ucraine durante le celebrazioni odierne” del 25 aprile “sono assolutamente inaccettabili”. Lo scrive su X l’ambasciata ucraina in Italia. “La bandiera ucraina è oggi simbolo della lotta per la libertà, l’indipendenza, la democrazia e la vita umana contro la brutale guerra della Russia, la più grande guerra dalla Seconda guerra mondiale. Siamo sinceramente grati al governo italiano e a tutti gli italiani che sostengono l’Ucraina e il popolo ucraino nella lotta per la vita e il futuro”, sottolinea l’ambasciata, ribadendo che “la violenza contro chi si oppone alle uccisioni quotidiane di persone innocenti, alla deportazione dei bambini e ai tentativi della Russia di distruggere uno Stato indipendente e il suo popolo suscita profonda indignazione e totale incomprensione” e “non deve ripetersi”.

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“Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione:

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• Aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione;

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• Sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati;

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• Cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati;

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• La Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine.

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Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”, ha scritto sui social  in serata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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“Escludere la Brigata ebraica e i giovani di Forza Italia dal corteo di Milano, così come il ferimento di due iscritti all’Anpi a Roma, sono una vergogna che tradisce i valori di libertà e democrazia che onoriamo nel giorno della Festa della Liberazione. A loro va la mia sincera vicinanza, insieme all’augurio di una pronta guarigione ai feriti. Il 25 aprile è e deve continuare a essere una giornata di unità nazionale e di piena adesione ai valori della nostra Costituzione”, ha detto la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

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“Quanto accaduto anche quest’anno nei cortei del 25 aprile è grave e inaccettabile. Nel giorno della Liberazione è stato negato il diritto di commemorare il contributo eroico della Brigata Ebraica alla sconfitta del nazifascismo, da parte di chi pretende di arrogarsi il monopolio della memoria, della storia e dello spazio pubblico. Intolleranza che ha poi colpito anche altre comunità e cittadini, tra cui iraniani e ucraini, anch’essi bersaglio di ostilità e insulti”, ha detto Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia. “A questo clima infame si aggiunge il fatto gravissimo avvenuto a Roma, dove due iscritti all’Anpi sono stati feriti da colpi di pistola ad aria compressa. Un episodio allarmante che impone una riflessione collettiva e richiama tutti a un’assunzione di responsabilità, a partire dall’uso di toni adeguati e dal rifiuto di ogni forma di demagogia e radicalizzazione”.

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“Da questa piazza di Milano, diciamo una cosa semplice e ferma: l’antifascismo è un presidio vivo della nostra Repubblica. La libertà va difesa, la democrazia praticata, la pace costruita, il lavoro rimesso al centro”. È quanto ha affermato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, nel suo intervento alla manifestazione di Milano a Piazza Duomo, con il ricordo del partigiano Domenico Bertinatti, vicecomandante della 47ma Brigata Garibaldi, fucilato dai tedeschi il 24 novembre 1944.

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“La libertà che celebriamo il 25 aprile è anche il frutto del sacrificio di 90mila soldati americani. Uomini arrivati nella nostra Italia lacerata e che sono rimasti sul nostro suolo, a dispetto dei loro interessi”, ha detto la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, NM, UDC, MAIE.

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“Quanto accaduto nel corteo del 25 aprile lascia amarezza e preoccupazione. La cacciata della Brigata ebraica e di quanti sostengono con convinzione la prospettiva di due popoli e due Stati rappresenta una ferita ai valori di pluralismo e convivenza che quella giornata dovrebbe incarnare”, ha dichiarato Piero Fassino.

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“Condanno i gravi episodi di violenza e gli scontri in occasione di quella che dovrebbe essere una festa di tutti gli italiani, in ricordo dei caduti e di coloro che si unirono indistintamente per il trionfo della libertà. Esprimo solidarietà ai giovani di Forza Italia ai quali è stato impedito di sfilare con le loro bandiere e alla brigata ebraica esclusa dal corteo di Milano”, ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Esprimo altresì vicinanza ai due iscritti all’Anpi feriti a Roma da colpi di pistola ad aria compressa. Inaccettabili episodi che macchiano una giornata di festa. Il 25 Aprile deve essere una giornata dell’unità nazionale, della democrazia e dei valori sanciti dalla Costituzione”.

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‘Mai più fascismi’ è la scritta sullo striscione che ha aperto il corteo antifascista che nel pomeriggio ha attraversato il centro di Bari nell’ambito delle iniziative organizzate per il 25 aprile dal Coordinamento Antifascista di Bari, che comprende Anpi, Arci, Cgil, Libera e le associazioni studentesche Udu, Uds e Zona Franka. Il lungo serpentone con bandiere tricolore, della pace, striscioni e cartelli, sulle note di ‘Bella Ciao’, è partito da piazza del Ferrarese e ha terminato il percorso nel parco Rossani, dove questa sera si terrà un concerto antifascista. Sui cartelli e gli striscioni dei manifestanti frasi come “ieri partigiani, oggi antifascisti”, “partigiani della pace”, “il fascismo non è un’idea, è la morte di tutte le idee”, “Bella Ciao è divisiva solo se sei fascista”.

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“Il 25 Aprile appartiene a tutti: all’Italia, agli italiani e a ogni persona che si riconosce nei valori della democrazia, della libertà e della pace. È una ricorrenza che dovrebbe unire il Paese, non dividerlo. Per questo sono inaccettabili gli insulti rivolti alla Brigata Ebraica, le aggressioni contro chi sfilava con la bandiera ucraina e persino gli spari con una pistola ad aria compressa contro due manifestanti. Episodi del genere non hanno nulla a che vedere con lo spirito della Liberazione: sono atti di intolleranza e violenza che vanno condannati senza ambiguità. Celebrare il 25 Aprile significa difendere la libertà di tutti, il rispetto delle persone e il rifiuto di ogni forma di odio, antisemitismo e sopraffazione. Chi è sceso in Piazza e ha impedito ad altri di manifestare ha negato i valori fondanti di questa giornata”, ha detto il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi.

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“L’episodio di gravissimo antisemitismo che si è verificato a Milano ci preoccupa e ci indigna. Voglio esprimere solidarietà a tutti gli ebrei italiani. Quanto è avvenuto a Milano è gravissimo. La cacciata dal corteo del 25 Aprile dei rappresentanti della Brigata ebraica e della Comunità ebraica dimostra come alcuni diano un tono fazioso e di parte a celebrazioni che dovrebbero unire e ispirarsi a principi di pace e di pacificazione. È indispensabile rafforzare immediatamente le norme che contrastano l’antisemitismo. È un fenomeno che cresce, che si manifesta anche in momenti e in circostanze istituzionali. Questi sentimenti di odio e di razzismo non sono compatibili con la nostra democrazia. I responsabili di quanto è avvenuto vanno individuati e devono rispondere di quanto è accaduto. Le colpe si estendono a promotori e organizzatori di eventi che dovrebbero andare nella direzione esattamente contraria rispetto a quella che ha caratterizzato la giornata odierna a Milano”, ha detto il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri.

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“Sono uscito da poco dall’oftalmico. Ho un’abrasione alla cornea dopo gli avvenimenti di questa mattina. Nelle prossime ore procederemo con la denuncia contro chi ci ha aggredito questa mattina. Chiediamo a tutti di prendere le distanze da questi estremisti di sinistra che stanno rovinando delle celebrazioni come queste”, ha detto Matteo Hallissey, presidente di Radicali italiani, in merito all’aggressione subita durante il corteo per il 25 aprile a Roma con spray urticante.

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In foto, i manifestanti in piazza Duomo a Milano per le celebrazioni del 25 aprile.

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“Gli insulti di oggi alla Brigata ebraica sono inaccettabili. I riferimenti alla pagina più buia e terrificante della nostra storia sono solo odio e negazione della memoria. Come resta intollerabile l’aggressione subita da Matteo Hallissey e la delegazione radicale presente a Roma con le bandiere ucraine. Quelle di un popolo che oggi combatte la propria di Resistenza. Atti vigliacchi e squadristi nel giorno della Liberazione. Celebrare il 25 aprile significa anche rispettarlo, senza piegarlo a divisioni o strumentalizzazioni”, ha scritto sui social il vicesegretario di Azione, Ettore Rosato.

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“Accuso il presidente nazionale dell’Anpi Pagliarulo e il presidente dell’Anpi di Milano Minelli: quello che fanno è incitamento all’antisemitismo”: lo ha detto il presidente della comunità ebraica milanese Walker Meghnagi uscendo dalla Questura. “È stata una pessima giornata. Gli ebrei sono stati parte attiva della liberazione dell’Italia e oggi sono stati fatti ostaggi da persone che hanno vietato di partecipare a un corteo pacifico”, ha aggiunto Meghnagi che non ha partecipato alla manifestazione perché era shabbat ma è arrivato quando è stato avvisato di cosa stava succedendo. “Sono stati offesi, anche con il lancio di uova e pomodori”, ha aggiunto.

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Il capo della Polizia Vittorio Pisani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sono intervenuti al telefono all’incontro che gli esponenti della Brigata e della comunità ebraica di Milano hanno avuto con il questore Bruno Megale dopo che hanno dovuto lasciare il corteo del 25 aprile. “Quando siamo entrati il questore era al telefono con Pisani che mi ha voluto parlare”, ha spiegato Emanuele Fiano. Una conversazione sul “fenomeno nuovo in larga scala diffuso” di antisemitismo “che non può essere trattato come il solito. Anche con il ministro abbiamo avuto lo stesso colloquio: sarà qui martedì al memoriale della Shoah. Bisogna aprire una riflessione su cosa si può fare” e iniziare a pensare alla manifestazione del prossimo anno “da domani. Non si può far finta di niente”.

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“Il 25 aprile dovrebbe essere una festa di libertà, di memoria e di riconoscenza verso tutti coloro che hanno combattuto l’orrore del fascismo e del nazismo. Libertà di manifestare le proprie opinioni e la propria identità, memoria soprattutto di coloro che sono le vittime della follia nazista e riconoscenza verso coloro che hanno combattuto nella Resistenza, come la Brigata Ebraica. È grave arrendersi all’antisemitismo e alla violenza di pochi gruppi estremisti. Significa tradire il senso del 25 aprile: non è un problema degli italiani di origine ebraica e nemmeno degli ucraini a cui è stato impedito di sventolare la propria bandiera, è un problema della nostra democrazia. Che va affrontato, rigettando con forza ogni violenza che vuole reprimere il libero pensiero e la memoria”, ha detto il senatore del Pd Graziano Delrio.

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Sono state 100mila le persone che hanno sfilato nel corteo nazionale per il 25 aprile a Milano, secondo quanto riferito dal presidente di Anpi Milano, Primo Minelli. “C’è stato un tappo nel corteo e qualche tensione, ma alla fine il bilancio che noi facciamo di questa giornata è positivo – ha detto al termine dei discorsi dal palco – perché c’è tanta gente e tanti giovani e quindi siamo soddisfatti”.

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“È gravissimo l’episodio che ha coinvolto due persone rimaste ferite da colpi di pistola ad aria compressa mentre si accingevano a celebrare la Festa della Liberazione del 25 aprile. Si tratta di un fatto inquietante, che colpisce una giornata simbolo per i valori democratici del nostro Paese. Mi auguro che venga fatta piena luce al più presto su quanto accaduto e che i responsabili di questo gesto vile e vigliacco siano assicurati alla giustizia”, ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

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Avrebbe esploso tre colpi presumibilmente con una softair l’uomo che ha ferito una coppia, iscritta all’Anpi, nei pressi di parco Schuster dov’era terminato il corteo per il 25 aprile. Dalle prime informazioni, sembra che l’uomo (e non due come si era ipotizzato in un primo momento) fosse a bordo di uno scooter chiaro, con casco integrale nero e giacca verde militare, e abbia sparato da una distanza di circa dieci metri prima di fuggire. Due colpi hanno ferito il marito e un altro la moglie. Sono al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso dettagli dello scooter per risalire all’identità dell’aggressore. Al momento non si esclude alcuna pista. Sulla vicenda indagano gli investigatori della Digos e del commissariato San Paolo.

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Le persone colpite a Roma, che sono state ferite, fisicamente ora stanno bene ma sono “estremamente scioccate”. Lo ha detto ai giornalisti la presidente del comitato provinciale dell’Anpi, Marina Pierlorenzi. “C’erano i comizi, poi c’era la musica e nel pomeriggio, due nostri compagni, un signore e una signora, con il fazzoletto dell’Anpi, mentre stavano arrivando qui, sono stati colpiti con una pistola d’aria compressa, o una una scacciacani, io non so bene. La signora è molto scioccata, ed è stata ferita ad una spalla, il marito alla gola e ad una mano perché evidentemente ha tentato di ripararsi. Sono stati medicati, stanno comunque in buona salute, ma sono estremamente scioccati”.

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“Io non so che notizie abbiano riferito a Pagliarulo, ma evidentemente gli hanno riferito delle notizie sbagliate”: così Emanuele Fiano ha replicato al presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, secondo cui la Brigata ebraica ha bloccato il corteo. “La brigata ebraica con dietro i ragazzi dell’Hashomer Hatzair e lo striscione di ‘Sinistra per Israele, due popoli, due Stati’ si è inserita nel corteo seguendo le istruzioni della polizia che ha deciso esattamente dove e quando doveva entrare” e “la Brigata ebraica non si è fermata all’incrocio tra via Senato e corso Venezia, ma è stata fermata da qualche migliaio di persone che, siccome la Brigata Ebraica ha un vessillo con la stella di Davide, siccome Sinistra per Israele ha un vessillo con la stella di Davide, hanno ritenuto, in nome di una loro versione della libertà, che queste persone non potessero sfilare. Punto. Non ci sono altre motivazioni”.

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Il questore di Milano Bruno Megale sta incontrando una delegazione dei manifestanti della Brigata ebraica al corteo del 25 aprile, con loro anche il presidente della comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi. Fra i presenti il direttore del museo della Brigata Ebraica Davide Romano, Daniele Nahum ed Emanuele Fiano.

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“Che due persone con il fazzoletto dell’Anpi al collo vengano colpite da colpi di pistola, anche se ad aria compressa, come è avvenuto a Roma è di una gravità assoluta. Ai due feriti la nostra solidarietà. Siamo certi che le forze dell’ordine individueranno al più presto il responsabile di questo gesto”, ha detto Nicola Fratoianni di Avs appena appresa la notizia di quanto accaduto nella capitale.

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Lo spezzone della Brigata ebraica del corteo del 25 aprile a Milano si sta dirigendo verso la Questura in via Fatebenefratelli. Fra i presenti Emanuele Fiano, Daniele Nahum e il consigliere regionale Manfredi Palmeri. Una delegazione dovrebbe essere ricevuta dal questore Bruno Megale.

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“È un giorno di festa nazionale perché dai fatti della resistenza sono nati i valori della Repubblica, della democrazia, della Costituzione ed è un dovere per noi, anche come magistrati, trasmettere e custodire la memoria collettiva, anche e soprattutto per le giovani generazioni. Più avranno conoscenza di ciò che è accaduto in quegli anni bui, prima della Liberazione, più avranno consapevolezza, più apprezzeranno quelle conquiste che non sono affatto scontate”, ha detto il presidente dell’Anm, Giuseppe Tango, a margine di un evento del 25 aprile.

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Dopo un lungo blocco, lentamente il corteo principale del 25 aprile a Milano ha ripreso la sua marcia in direzione Piazza Duomo, dove sono già iniziati i comizi finali. Un gruppo di manifestanti con bandiere della Palestina, circa un centinaio, hanno seguito lo spezzone della Brigata ebraica quando è uscita dal corteo in via Senato. Al momento un cordone di forze dell’ordine li ha fermati in via Senato. I manifestanti scandiscono ”Palestina libera’, ‘Milano sa da che parte stare. Palestina libera da fiume al mare’ e ‘Fuori i sionisti da Milano’.

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In foto, un momento di tensione al corteo di Milano

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“Il 25 aprile dovrebbe essere la festa della democrazia, la festa di tutti. È invece quest’anno è stata segnata da episodi di intolleranza e violenza. A Milano, dove cori razzisti e vergognosi sono stati rivolti contro la Brigata ebraica. A Roma, dove due esponenti dell’Anpi sono stati colpiti da colpi di pistola ad aria compressa. E ancora, l’aggressione intollerabile ai militanti e dirigenti di Più Europa, l’allontanamento di un nostro iscritto al corteo di Bologna, colpevole di portare una bandiera ucraina. Un clima di odio inaccettabile. La politica sia unita nel respingerlo”, ha detto Matteo Renzi.

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“Chiederemo conto al ministro Piantedosi”: è quanto ha detto la parlamentare del Pd Lia Quartapelle in merito all’uscita dello spezzone della Brigata ebraica al corteo del 25 aprile a Milano. “Credo che sia gravissimo che la Questura, dopo gli ultimi anni e dopo quanto è successo oggi a Roma e Bologna, non abbia predisposto un sistema di sicurezza in grado di far sfilare le persone con i simboli ebraica in sicurezza”, ha aggiunto. “È una ferita per Milano e per gli antifascisti”, ha concluso.

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“Oggi festeggiamo la scintilla vitale che ha vinto il gelo dell’odio. Il 25 Aprile è la celebrazione di un risveglio umano e civile, è il giorno in cui l’Italia ricorda a se stessa che la libertà è un atto di coraggio collettivo, la democrazia è un sentimento attivo da alimentare ogni giorno con la stessa passione di chi, ottantuno anni fa, scelse di stare dalla parte della luce”. È la riflessione della senatrice Tatjana Rojc (Pd), oggi alla Risiera di San Sabba di Trieste, alla cerimonia per il 25 Aprile.

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“Siamo stati cacciati dalla Polizia, è un fatto grave e ne parleremo”. Lo ha detto il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano, dopo che lo spezzone della Brigata Ebraica è stata fatta uscire dal corteo del 25 aprile a Milano.

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Il corteo del 25 aprile a Milano “non è bloccato per le contestazioni ma perché la Brigata ebraica non si è mossa. Il problema è che la Brigata come da accordo con il questore, così mi hanno detto, doveva uscire a un certo punto dal corteo”. Così il presidente di Anpi Gianfranco Pagliarulo commenta il blocco del corteo nazionale a Milano per le contestazioni alla Brigata ebraica. “Perché non c’è solo la Brigata ebraica, cosa assolutamente legittima, ma ci sono anche gli iraniani che vogliono il ritorno del figlio dello Scià, e questo non mi pare sia una posizione coerente col 25 aprile”. “Ci sono le bandiere israeliane ma c’era stato un impegno, mi hanno detto, da parte della comunità ebraica di non portare le bandiere israeliane per motivi ovvi data la situazione, tutto questo non è avvenuto e si è creata questa situazione molto incresciosa”.

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“Non eravamo eroi. Eravamo ragazzi che a un certo punto hanno deciso di non avere più paura”: la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha citato Ada Gobetti nel suo intervento alle manifestazioni per il 25 aprile. Sottolineando che “non è un altare, è una scelta, è il momento in cui ricordiamo l’Italia che ha scelto di non avere più paura, di non abbassare più lo sguardo di fronte a nessuno”.

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“È una cosa da anni ’30. Sono senza parole”: Daniele Nahum, consigliere comunale di Azione e membro della comunità ebraica di Milano, ha commentato in questo modo l’uscita della Brigata ebraica dal corteo del 25 aprile. “Questi sono fascisti: il problema dell’antisemitismo è diventato una emergenza del Paese. Questa è una ferita per Milano e per gli antifascisti’.

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“I tempi sono questi. Io devo dire che avevo espresso al prefetto e al questore la mia preoccupazione da tempo”, ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala arrivando con la testa del corteo in piazza Duomo, commentando il fatto che la manifestazione del 25 aprile è stata di fatto spezzata di due per le Proteste contro la Brigata ebraica. “Capisco che poi loro facciano quello che possono, ma la situazione in queste settimane, in questi mesi è questa, quindi c’è poco da stupirsi. Io sinceramente un po’ me l’aspettavo. E non lo so, è un fatto organizzativo su cui non posso ovviamente commentare”. Sono state anche urlate delle frasi tipo “meritate di esser saponette”: “Questo è anche il clima che si è creato in quest’ultima fase, spiace perché il 25 aprile è un momento importantissimo. Forse sarebbe ora che la smettessimo di chiamarla festa. Non è una festa, è un momento di riflessione, è un momento di impegno, è un momento di volontà. Però certamente tutto ciò si sta un po’ perdendo”.

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“Siamo stati cacciati dal corteo, perché abbiamo nei nostri striscioni la stella di David, perché difendiamo il diritto dello stato d’Israele di esistere, perché difendiamo i diritti della Brigata ebraica a sfilare? Non lo so, chiedetelo a loro”. è quanto ha spiegato Emanuele Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, presente con la Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile a Milano. “Adesso non ho ancora deciso cosa faremo, se andare in piazza del Duomo o meno. È il cinquantesimo anno che partecipo, non era mai successa una cosa così”, ha aggiunto.

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A quanto si apprende due iscritti all’Anpi, con il fazzoletto dei partigiani al collo, erano in cerca di un bar a via della delle Sette chiese, a Roma, vicino alla piazza della manifestazione per il 25 aprile quando un uomo su uno scooterone chiaro con casco integrale ed un giubbotto di colore militare si è fermato, ha estratto pistola e ha sparato con pistola ad aria compressa. I due, marito e moglie, sono stati colpiti al collo ed alla guancia il primo, alla spalla la seconda. Hanno perso sangue.

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Fra fischi e applausi, insulti e grida ‘fuori, fuori’, la polizia in tenuta antisommossa sta facendo spostare lo spezzone della Brigata ebraica fuori dal corteo del 25 aprile a Milano, lungo via Senato.

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“Come ben ricordato dal Capo dello Stato è bene rinnovare l’impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. In un periodo caratterizzato da guerre e minacce, l’auspicio è che questa giornata sia la festa di ogni italiano, a prescindere dallo schieramento politico a cui appartiene”, ha detto l’onorevole Aldo Mattia (FdI), che a Matera ha partecipato alle celebrazioni in occasione del 25 aprile, “onorato di essere presente quale rappresentante del Parlamento Italiano”.

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La testa del corteo nazionale del 25 aprile è arrivata in piazza Duomo a Milano, dove si terranno i discorsi delle autorità dal palco. Il corteo della Liberazione è di fatto spezzato in due, perché la gran parte dei manifestanti è ancora bloccata a metà di corso Venezia per le proteste dei pro Palestina e di altri cittadini contrari alla presenza della Brigata ebraica. Le tensioni negli ultimi giorni sono aumentate anche a causa della decisione del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, di mantenere il gemellaggio con la città di Tel Aviv. Una decisione che ha provocato anche la spaccatura delle piazze, che sono tre diverse a Milano in questo 25 aprile segnato da tensioni e divisioni. Anche la testa del corteo, dove sfila il sindaco Giuseppe Sala, ha subito qualche contestazione anche se in tono minore, con qualche cittadino che ha urlato: “Sala non ci ascolta, no al gemellaggio con Tel Aviv”.

“,”postId”:”c6d55dd5-f4d2-4491-848c-6d7f614a1345″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-25T14:13:49.350Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-25T16:13:49+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Fiano: “Folle che qualcuno possa decidere chi partecipa o meno a un corteo””,”content”:”

“Siamo entrati nel corteo dove ci hanno detto le forze dell’ordine. Siamo rimasti dietro un cordone di polizia fino a quando ci hanno detto di entrare. Il problema non è quando siamo entrati, ma che ci sono migliaia di persone che non vogliono che lo spezzone della Brigata ebraica vada avanti”, ha spiegato Emaniele Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, presente con la Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile a Milano. “Pensare che ci sia qualcuno che può decidere chi partecipa a un corteo e chi no, è una cosa folle” ha aggiunto, spiegando che la polizia ha chiesto che “lo spezzone si sposti in via Senato” una volta passato il resto del corteo. “Impedire a qualcuno di partecipare è molto grave”.

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Un appello a non trasformare il 25 aprile in un “grigio concentrato di retorica rivolto solo al passato” ma a rendere vivi i valori della Liberazione “nelle scelte del presente e proiettarsi nel futuro”. Con queste parole il sindaco di Imperia Claudio Scajola ha aperto il proprio intervento durante le celebrazioni del 25 aprile nel capoluogo del Ponente ligure. “I tanti ragazzi che hanno dato la vita nella lotta di Liberazione non morirono soltanto per sconfiggere il nazifascismo. Si impegnarono soprattutto per un cambiamento profondo dell’Italia, pur con ragioni diverse, pur con ideali diversi, talvolta anche molto diversi gli uni dagli altri”. In chiusura il sindaco ha richiamato le parole di Alcide De Gasperi: “Davanti a un congresso di partigiani De Gasperi che, mi piace ricordare, ha istituito ufficialmente la festa della Liberazione, disse: “Aiutateci a superare lo spirito funesto delle discordie”. È un monito valido ancora oggi”.

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“Quello che celebriamo oggi è un patto solenne tra cittadini scritto nella nostra carta costituzionale. È un patto che si fonda sull’antifascismo. Dobbiamo dirlo chiaramente l’antifascismo non è una scelta politica, non è una bandiera di parte. È il valore fondante su cui poggia la nostra democrazia. Senza l’antifascismo, non avremmo la Repubblica. Per questo dobbiamo difendere la nostra Costituzione anche e soprattutto dalla destra che oggi governa e dimostra di non aver mai fatto i conti con il passato, con il fascismo e le sue responsabilità storiche”. Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, in un video per i social.

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In foto, un momento di tensione durante il corteo per il 25 aprile a Milano. 

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“Il 25 aprile è il giorno più bello è la più bella festa della Repubblica, è la festa della liberazione dal nazifascismo. E mi auguro sempre che questa festa possa essere celebrata e vissuta come una pratica quotidiana”, ha detto Nicola Fratoianni di Avs giungendo a Porta Venezia prima della partenza del corteo di Milano.

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Al corteo del 25 aprile a Milano “c’è divisione, io mi auguro che si ricomponga e mi auguro che in Piazza Duomo arriviamo tutti insieme, ma comunque sia la stragrande maggioranza arriverà in Piazza Duomo”, ha detto il presidente di Anpi Gianfranco Pagliarulo, alla partenza del corteo nazionale a Milano. “L’augurio di questa unità non si limita ad oggi. Io mi auguro che si rafforzi l’unità antifascista nei prossimi giorni, nei prossimi mesi perché abbiamo davanti un grande pericolo, il pericolo che si potrebbe definire di fascismo nuovo”.

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In occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha deposto questa mattina a Roma una corona d’alloro presso il busto di Lauro De Bosis, situato sulla Passeggiata del Gianicolo. “Un gesto di rispetto e riconoscenza nei confronti di una figura che ha incarnato, con coraggio e senso civico, i valori di libertà alla base della nostra storia repubblicana”, ha dichiarato Giuli.

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“La partigiana Teresa Mattei ‘Chicchi’, nata a Genova, in una lettera datata 25 aprile 1945 ancora non ha idea che sarà la più giovane eletta all’assemblea costituente, scrive da Firenze a una compagna partigiana di Milano, Anna Maria Magni, appena mezz’ora dopo aver sentito alla radio che Torino e Milano sono liberate dai ‘patrioti’, dice proprio così perché i patrioti erano, sono e resteranno sempre i partigiani, anche se da destra cercano di rubare e appropriarsi di questa parola”. Lo ricorda la scrittrice Benedetta Tobagi a Genova, in piazza Matteotti, nell’orazione commemorativa per l’81esimomo anniversario della Liberazione.

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“Tutti i partiti politici dell’arco costituzionale e le organizzazioni antifasciste sono qui insieme alla Brigata ebraica”: Emanuele Fiano, esponente del PD e di Sinistra per Israele, lo ho sottolineato rispondendo a una domanda sulla divisione del corteo del 25 aprile a Milano.  “Questo è il corteo in cui si difende la libertà di tutti. Poi ci sono estremisti che assegnano la libertà a chi vogliono loro”, ha aggiunto.

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È stato fischiato da una parte della piazza l’intervento del presidente della Regione Liguria Marco Bucci a Genova in occasione dell’81mo anniversario della Liberazione, la contestazione si è placata quando ha ricordato al microfono la figura del partigiano Aldo Gastaldi detto ‘Bisagno’. La sindaca di Genova Silvia Salis si è offerta di intervenire in aiuto, ma Bucci l’ha invitata a “lasciare perdere” proseguendo l’intervento che non non è stato mai interrotto.

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Mentre la testa del corteo del 25 aprile a Milano è quasi arrivata in piazza Duomo, risulta bloccato dalle proteste dei pro-Palestina tutto il resto del corteo milanese, compreso lo spezzone della Brigata ebraica, che ha percorso pochi metri e poi si è fermato. I militanti pro Palestina continuano a gridare “fuori dal corteo” e “vergogna” e bloccano il passaggio all’incrocio con via Senato e corso di porta Venezia.

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Una manifestante, sotto il palco allestito a Roma per la Festa della Liberazione, ha contestato il sindaco della Capitale Roberto Gualtieri. La donna è stata fischiata dalla piazza, mentre i manifestanti hanno applaudito e incitato Gualtieri a proseguire nel suo intervento. “Grazie a tutti. Ma sono cose che succedono: a noi le piazze piacciono vere. Ne abbiamo fatte tante di assemblee “, ha detto il sindaco dal palco, continuando il suo discorso.

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A Genova la sindaca Silvia Salis ha mostrato un cartello con la scritta “W il 25 Aprile” tra la folla in piazza Matteotti, durante le celebrazioni per l’81esimo anniversario della Liberazione.

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“Oggi celebriamo l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione d’Italia. Il coraggio delle scelte compiute e i sacrifici condivisi da donne e uomini uniti negli ideali di libertà e democrazia, rappresentano un patrimonio prezioso che siamo chiamati a custodire e difendere, ogni giorno, con responsabilità, educazione civica e impegno collettivo. Buona Festa della Liberazione a tutti gli Italiani”, ha scritto su X il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago.

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“Uno ci ha detto, siete solo saponette mancate”. Lo ha riferito l’esponente del Pd Emanuele Fiano al corteo del 25 aprile a Milano parlando delle contestazioni ricevute alla Brigata ebraica dai manifestanti pro Palestina. Molti i fischi arrivati dai manifestanti allo spezzone dove si trova anche Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre, protetto da un ampio schieramento di forze dell’ordine.

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Fischi e grida “vergogna vergogna” al momento dell’immissione della Brigata ebraica nel corteo per il 25 aprile a Milano. La contestazione è avvenuta subito e prosegue lungo via Palestro, mentre la Brigata ebraica lentamente prosegue la marcia scortata da City Angels. “Fuori fuori dal corteo”, viene urlato dai contestatori.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a San Severino Marche ha deposto una corona d’alloro presso il Monumento ai Caduti della Resistenza.

“,”postId”:”cd73caad-4a4a-4c08-9104-ffc1721a5907″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-25T12:39:00.045Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-25T14:39:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Conte: “25 aprile patto fondativo della Repubblica””,”content”:”

“25 aprile, sempre. Perché la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo non è una semplice ricorrenza ma la viva memoria del patto fondativo della nostra Repubblica, della consapevole scelta compiuta da giovani donne e uomini che hanno piantato i semi di una nuova e duratura libertà per la nostra Nazione”, ha scritto sui suoi social il presidente del M5S Giuseppe Conte pubblicando le foto della cerimonia del25 aprile a Napoli a cui ha partecipato. “Celebrare il 25 aprile significa valorizzare la faticosa conquista della convivenza democratica, rinnovare il riscatto morale e sociale dalla repressione cupa e violenta della dittatura. Significa, soprattutto, scongiurare che il ricordo di chi si è sacrificato per liberare l’Italia venga diluito nelle bassezze di nuovi ed eversivi rigurgiti revisionisti. Viva l’Italia democratica, viva la Costituzione antifascista, viva la Liberazione!”.

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“Ci saranno le solite contestazioni contro di noi in piazza San Babila ma ormai siamo abituati e lo accettiamo con serenità, noi ricordiamo chi ha liberato l’Italia”, ha spiegato il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano, prima della partenza del corte del 25 aprile. Il gruppo sfilerà insieme a cittadini iraniani, ucraini, georgiani, “che sono oppressi dalle dittature”. “Il nostro obiettivo il 25 aprile è sempre quello di allargare le comunità e le etnie presenti per ricordate la Liberazione, perché chi ha liberato l’Italia etano decine di comunità. Senza preclusione, senza alcun colore. Noi siamo qua per ricordate i 5mila soldati della Brigata ebraica, volontari ebrei che hanno combattuto contro i nazisti, se qualcuno non ci vuole viola la memoria del 25 aprile”. La Brigata ebraica come ogni anno sfilerà scortata dal cordone di sicurezza dei City Angels e dagli agenti delle forze dell’ordine.

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In occasione della Festa della Liberazione dal nazifascismo, la street artist Laika firma una nuova opera apparsa nella notte tra il 24 e il 25 aprile nel quartiere della Garbatella, a Roma, luogo simbolo della Resistenza capitolina. Il lavoro, realizzato in collaborazione con i collettivi Join the Resistance e Artivismo, si intitola “Senza memoria non c’è futuro” e ritrae un nonno partigiano che regala un fiore rosso alla sua nipotina. Il poster è accompagnato da un estratto di Oltre il Ponte, brano scritto da Italo Calvino nel 1959: “E vorrei che quei nostri pensieri, quelle nostre speranze di allora rivivessero in quel che tu speri, o ragazza color dell’aurora”.

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“Buon 25 aprile. Grazie a chi ci ha liberato dal fascismo e ci ha dato la democrazia. Grazie a Sandro Pertini, Alcide De Gasperi, Umberto Terracini, Teresa Noce, Nilde Iotti, Aldo Moro e tante/i altre/i. Ricordare per non dimenticare gli orrori del nazifascismo. O bella ciao”, ha scritto su X Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde.

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Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è intervenuto alle celebrazioni dell’81° Anniversario della Liberazione a Montemiletto, in provincia di Avellino.

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“Il 25 aprile è un momento in cui tutti possiamo ritrovarci uniti attorno ai valori della democrazia, della libertà, del rispetto dei diritti fondamentali. Principi mai scontati, che vanno custoditi e difesi ogni giorno, con responsabilità e impegno”. Lo dichiara in una nota il ministro della Salute, Orazio Schillaci.

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“La libertà non è mai scontata! Ricordare ai nostri figli il sangue versato per riconquistarla è un dovere assoluto”. Lo scrive su X il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto. “Il 25 aprile celebriamo la liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista. In tempi drammatici in cui sembra tristemente più facile dover spiegare la guerra, capiamo che la pace non può essere retorica, ma un tenace sforzo costruttivo quotidiano”, sottolinea Fitto, esortando l’Ue a “essere protagonista in questo”. “Sulle macerie dei totalitarismi, padri fondatori come De Gasperi, Adenauer e Schuman hanno edificato la più grande architettura di democrazia e pace del nostro continente – osserva -. Spetta a noi difenderla”.

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“Celebriamo l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione dal nazifascismo che segnò l’avvio del cammino che portò alla nascita della Repubblica e della Costituzione, fondamento della nostra democrazia. Il 25 aprile è una ricorrenza che, oggi più che mai, non può essere terreno di divisione, ma deve elevarsi a momento di memoria condivisa perché espressione di valori che sono patrimonio comune e che guidano ancora oggi la nostra convivenza civile. In un tempo attraversato da nuovi conflitti, richiama l’impegno a riaffermare con forza quegli ideali perché continuino a vivere nelle giovani generazioni”. Così il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, oggi all’Altare della Patria.

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“Oggi, 25 aprile, riflettiamo ancora di più sul senso della libertà di un popolo e della sua storia. Oggi in un mondo sempre più complesso e travolto da conflitti, ingiustizie e incertezze pensiamo a quanto vale la vita di ogni Persona. La dignità, la vita indipendente, l’autonomia, il diritto di tutti alla piena cittadinanza, sono elementi essenziali per una vita libera per tutti, senza lasciare indietro nessuno”. Lo afferma la ministra alle Disabilità Alessandra Locatelli in un post su Facebook.

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“Oggi si festeggia la Liberazione, figlia di tanti ragazzi e tante ragazze che hanno dato la loro vita, più di 300mila alleati da tutto il mondo, quasi 100mila dagli Stati Uniti, sono sepolti in decine di cimiteri italiani, combattendo contro il nazifascismo, siamo qua anche grazie a loro. È una giornata di tutti, per tutti”, e “spero che non passino ancora troppi anni perché sia una giornata di riconciliazione, di pacificazione nazionale. Perché dopo 80 anni ancora polemiche, divisioni, fischi, scontri ai cortei in una giornata che dovrebbe festeggiare la risorgenza, fanno male”, ha detto il vicepremier e ministro Matteo Salvini al Florence American Cemetery and Memorial a Tavarnuzze, in provincia di Firenze, a margine della commemorazione del 25 aprile.

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“Questa giornata non appartiene a una parte politica ma a tutti gli italiani perché, superate le contrapposizioni ideologiche del Novecento, tutti noi ci riconosciamo nella Costituzione e nella lotta antifascista. Nostalgie e malintesi su questo punto non sono possibili: d’altronde la destra italiana, dalla svolta di Fiuggi in poi, ha superato gli equivoci del passato riconoscendo che, nella storia, tutti meritano rispetto ma non tutti hanno le stesse ragioni”. Così l’ex presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, celebrando il 25 aprile nel comune di Modigliana (Forlì-Cesena).

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In occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha deposto questa mattina a Roma una corona d’alloro presso il busto di Lauro De Bosis, situato sulla Passeggiata del Gianicolo. “Un gesto di rispetto e riconoscenza nei confronti di una figura che ha incarnato, con coraggio e senso civico, i valori di libertà alla base della nostra storia repubblicana”, ha dichiarato Giuli.

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Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi la celebrazione del 25 aprile è “l’occasione per ribadire, con chiarezza, una condanna netta del nazifascismo e del regime fascista, che negarono la libertà, calpestarono la dignità della persona e trascinarono l’Italia nella tragedia della guerra”. Il responsabile del Viminale ne ha parlato a Montemiletto, in provincia di Avellino, evidenziando che “ricordare la Liberazione significa contrastare ogni forma di violenza politica, di nostalgia autoritaria, di antisemitismo, di razzismo, di intolleranza. Perché la Repubblica è nata da una rottura netta con tutto questo”.

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“Il 25 aprile rappresenta una data fondativa per la nostra Repubblica e un momento di memoria collettiva che deve unire tutti gli italiani nel ricordo di chi ha lottato per la libertà e la democrazia. È nostro dovere custodire e trasmettere alle nuove generazioni i valori che hanno guidato la rinascita del Paese, rafforzando ogni giorno il rispetto delle istituzioni e il senso di comunità”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia, Pino Bicchielli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico. “Mai come oggi, in uno scenario internazionale segnato da tensioni e conflitti, è fondamentale ribadire l’importanza della pace e dell’impegno comune per difenderla. Il 25 aprile sia un momento di unità nazionale, al di là di ogni divisione”, conclude Bicchielli.

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Il 25 aprile “dobbiamo interrogarci sul perché oggi e sempre è importante contrastare qualsiasi idea fascista e totalitaria”. Lo ha spiegato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, parlando del senso della festa della Liberazione a margine della deposizione di una corona davanti alla sede del Comune di Milano, insieme al sindaco Giuseppe Sala. “Il 25 aprile è una giornata di riflessione e nelle scuole dovrebbe svilupparsi una riflessione di questo tipo – ha aggiunto -, perché, soprattutto nell’ottantesimo anniversario dell’avvio dei lavori dell’Assemblea Costituente, è importante che si capiscano anche le radici culturali, storiche, politiche della Costituzione”.

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“Noi dobbiamo ragionare, a partire dalle scuole, sul significato della lotta contro il fascismo”, ha rimarcato ancora il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in occasione del 25 aprile. “Certo, noi siamo contro il fascismo per le leggi razziali, ma chi oggi potrebbe non essere contro le leggi razziali? Ci sono stati antifascisti ben prima delle leggi razziali, antifascisti che hanno perso la vita. Penso a Matteotti, a Gobetti, ai fratelli Rosselli. Allora bisogna andare ancora più in profondità e chiedersi perché il fascismo era sbagliato e perché è giusto celebrare il 25 aprile”. “Innanzitutto perché il fascismo era negazione delle libere elezioni – ha spiegato ancora Valditara -. Poi il fascismo, non soltanto aveva cancellato la democrazia, aveva anche cancellato alcune libertà fondamentali. Penso alla libertà di opinione, libertà di pensiero, libertà di manifestazione della parola”. “Il fascismo aveva cancellato l’importanza della persona. La nostra Costituzione rovescia questa impostazione, a differenza di tutti i regimi totalitari, la nostra Costituzione mette la persona al centro, non al servizio dello Stato, dell’ideologia, della religione o di qualsiasi altra cosa, del partito”, ha concluso.

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“Felice di aver partecipato alle cerimonie per la Festa della Liberazione nella mia Firenze. Viva il 25 aprile, viva la memoria, viva la libertà! Viva l’Italia!”. Così su X il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

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“In occasione della Festa della Liberazione celebriamo una ricorrenza che appartiene al Paese intero, a ciascuno di noi: il giorno in cui l’Italia archiviò il nazifascismo, ritrovando la strada della libertà. Una festa che affonda le sue radici nei valori più alti della Costituzione repubblicana, nata dal sacrificio di donne e uomini che hanno dato la propria vita per restituire al Paese dignità, diritti e futuro”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia. “Il 25 aprile – prosegue – deve essere sempre più un momento di unità, mettendo da parte le divisioni. Una giornata in cui riconoscerci come comunità, nel rispetto della nostra storia e dei principi che ci tengono insieme. Ricordare significa custodire quella memoria, il modo più autentico per onorare chi ha lottato per consegnarci un’Italia libera, democratica e in pace”.

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Questo 25 aprile “sarà una giornata delicata, perché ci sono divisioni, ci sono sempre strascichi di polemiche”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha parlato della giornata della Liberazione, con il corteo che questo pomeriggio si suddividerà per concludersi in diverse piazze, a margine della deposizione delle corone davanti alla sede del Comune. “Però proprio per il fatto che qualcuno non vuol festeggiare il 25 aprile e un po’ nega anche il senso di questa giornata – ha aggiunto -, chi ci crede deve fare la sua parte, deve partecipare, deve far sentire la sua voce. Con grande educazione, che è qualcosa che oggi in politica spesso manca, ma anche in maniera ferma”. “Questo è il motivo per cui siamo qui e saremo oggi in manifestazione e sul palco”, ha concluso.

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Un corteo antifascista, promosso da Trieste Antifascista e da Global Sumud Italia Fvg, è partito dai pressi della Risiera di San Sabba a Trieste in occasione della Festa della Liberazione. In testa lo striscione con scritto: “Resistere oggi come ieri contro la guerra e i nuovi fascismi”. Diverse le bandiere della Palestina. E ancora slogan contro il riarmo, l’America, Israele, i Cpr e il decreto sicurezza.

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“Da San Severino Marche, segnata dalle prove del sisma di dieci anni or sono, dalle recenti alluvioni, si conferma la volontà di risorgere. La Repubblica è riconoscente alla gente delle Marche per il contributo che ha dato alla sua fondazione e al suo svilupparsi. Viva la Liberazione, viva la Repubblica!”. Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiuso il suo intervento per le celebrazioni del 25 aprile a San Severino Marche.

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Serve sempre un’opera “di costruzione della pace attraverso la cooperazione che gli italiani e i popoli europei hanno realizzato sulle ceneri del nazifascismo e sulle rovine del comunismo sovietico. L’Italia, raccolta intorno alla sua Costituzione, guarda con fiducia alle sfide del futuro, insieme agli altri popoli europei”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“Le dittature che avevano scatenato il Secondo conflitto mondiale avevano fatto della retorica della guerra un valore. Contro il loro disegno, dai morti tra la popolazione civile, dai militari caduti, dalle vittime dei campi di concentramento, si levava – e si leva – una sola invocazione: pace. Pace per ogni persona. Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese. Questo il senso della Resistenza. Opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“Lo scrittore statunitense, William Faulkner – premio Nobel per la letteratura nel 1949 -ammoniva, nel suo “Requiem per una monaca” che “il passato non è mai morto, non è neanche passato”. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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La pace, “fu per rispondere a questo accorato appello che la comunità internazionale progettò, con l’Onu, di ambire a liberare il mondo dall’incubo della guerra e, con il disegno dell’unità europea, di liberarne il nostro continente. In questi ultimi anni stiamo assistendo, dolorosamente, ad antistoriche velleità di affievolire se non addirittura di rimuovere quei percorsi. Dimenticando o ignorando che reagire alla guerra fra i popoli significa dar fiducia a istituzioni comuni di pace, renderle più autorevoli ed efficienti: un impegno tanto più indispensabile ora”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“La stretta relazione tra forze partigiane e popolazione scatenava la rabbia nazifascista con eccidi gratuiti contro la popolazione civile: oltre trecento saranno i civili uccisi per rappresaglia. Gli eccidi si succedevano: Fragheto di Casteldelci, Fabriano, Morro, Pozzuolo e Capolapiaggia, Valdiòla, Matelica, Ponte Chigiano, Pozza e Umito di Acquasanta Terme, Arcevia, Filottrano e la Val Musone. Era un popolo unito quello che si opponeva all’invasore”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“Eminenti figure ebbero a compiere in queste terre scelte che, segnando la loro vita, avrebbero, nel contempo, segnato quella dell’Italia. Il sottotenente dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, che operò, in quegli anni, a San Benedetto del Tronto e a Porto D’Ascoli. Un eroe della Repubblica. Enrico Mattei, protagonista dell’indipendenza economica e dello sviluppo nel dopoguerra della nuova Italia. La sua scelta avvenne proprio qui vicino, a Matelica, per entrare a far parte, successivamente, del Comando del Corpo Volontari della Libertà e, in questa qualità, sfilare, insieme ad altri comandanti, alla testa dei partigiani vittoriosi il 5 maggio 1945 a Milano. E nelle Marche, nell’entroterra maceratese, ebbe modo di operare Sandro Pertini, settimo presidente della nostra Repubblica, dopo la fuga dal carcere di Regina Coeli di Roma – compiuta insieme a Giuseppe Saragat, quinto presidente della Repubblica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“Gli avvenimenti in queste terre, con la decisiva avanzata delle truppe alleate, segnarono la ricongiunzione all’Italia libera delle province centro-settentrionali cadute sotto il dominio hitleriano con i suoi zelanti complici fascisti. Anche in questa regione, anche qui a San Severino, a Castel Raimondo, a Matelica, la Liberazione anticipò l’arrivo delle truppe alleate, nel luglio del 1944. Così come le Marche non furono esenti dall’esperienza di ‘zone libere’, di centri amministrati dalle forze partigiane per periodi più o meno lunghi, “Repubbliche” modellate su principi inediti nella storia italiana, esempi embrionali di vita democratica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“L’occupazione germanica, la complicità della Guardia Nazionale Repubblicana, la presenza degli uomini della malfamata Legione Tagliamento, hanno recato lutti e sofferenze a questi borghi e alla loro gente. In particolare, questa provincia di Macerata e questi luoghi, come abbiamo ascoltato, furono oggetto di prevaricazioni e stragi. Il concentramento di bande partigiane sapeva tenere in scacco i nazifascisti e si subivano le loro rappresaglie: proprio San Severino fu teatro dei primi scontri a fuoco”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“Da San Severino, intendiamo sottolineare – insieme al carattere della nostra ferma unità – la nostra determinazione nella difesa delle nostre libertà, la nostra convinta apertura a condividere, con gli altri popoli, i valori della giustizia e della pace”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“La Repubblica è “nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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Un amor di Patria, ha continuato il presidente Mattarella, “che, con immenso sacrificio, ebbero a testimoniare i militari lasciati allo sbando, in assenza di ordini dopo l’8 settembre 1943. I giovani che fuggivano i bandi della sedicente Repubblica Sociale Italiana e che si unirono nelle formazioni partigiane. I contadini che venivano strappati alla terra per essere comandati a lavorare alla cosiddetta Linea Gotica, ultimo tentativo del Reich hitleriano di ritardare la disfatta. Le donne, le famiglie verso cui si scatenò, anche in queste contrade, una cieca violenza. I sacerdoti trucidati per rappresaglia, come don Enrico Pocognoni, Medaglia d’oro al Merito civile, parroco di Braccano di Matelica. I Carabinieri che dettero la vita, come Glorio Della Vecchia, vice brigadiere, Medaglia d’argento al valor militare, al quale fu intitolata la Caserma dei Carabinieri di San Severino e il maggior Pasquale Infèlisi, Medaglia di bronzo al valor militare, al quale è intitolata la Caserma della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise a Chieti. Questa la storia, scritta con la loro vita. Da questi italiani”

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“Oggi, a San Severino Marche, facciamo memoria del 25 aprile, data della Liberazione del nostro Paese. A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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Le statue raffiguranti Giulio Cesare e Augusto collocate a Torino nella zona della Porta Palatina sono state coperte con un telo nero oggi per iniziativa di Extinction Rebellion in occasione del 25 aprile.

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Il 25 aprile “è una festa divisiva per chi non vuole riconoscere i valori della convivenza democratica, la liberazione dalla opaca schiavitù repressiva nazifascista, ma non c’è possibilità di dividersi sul fatto che abbracciamo i valori della convivenza democratica e della nostra Costituzione. La Costituzione è chiaramente antifascista”. Lo ha detto Giuseppe Conte, presidente M5S, a margine della cerimonia del 25 aprile a Napoli, in Piazza Matteotti.

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“Tutti seppero accantonare le differenze, anche le più profonde, per combattere insieme. I comunisti e i cattolici, i socialisti e i liberali, gli azionisti e i monarchici, di fronte a un dramma comune, scrissero, ciascuno per la loro parte, una grande pagina della nostra storia. Una pagina sulla quale si fonda la nostra Costituzione, sulla quale si fonda la nostra libertà”. Lo scrive la ministra all’Università e alla Ricerca Anna Maria Bernini su X in occasione del 25 aprile. “Le parole del presidente Silvio Berlusconi a Onna – aggiunge – ci ricordano il coraggio, soprattutto dei più giovani, che ha fatto la differenza: ragazzi e ragazze che hanno scelto, spesso senza esitazioni, da che parte stare, mettendo davanti a tutto la libertà e il futuro del Paese. È a loro che dobbiamo guardare oggi, con gratitudine e responsabilità. Perché quel patrimonio non è solo memoria, ma una promessa da rinnovare ogni giorno, insieme. Buon 25 aprile a tutti”.

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“Io sto alle dichiarazioni che vengono fatte, non spetta a me arrogantemente distribuire patenti di democraticità agli altri leader politici e alla presidente del Consiglio”. Lo ha detto Giuseppe Conte, presidente M5S commentando le parole di Giorgia Meloni sul 25 aprile. “Prendiamo atto – ha detto Conte a margine della sua partecipazione alla celebrazione a Napoli, in Piazza Carità – delle sue dichiarazioni, prendiamo anche atto che fino all’altro giorno La Russa ha fatto dichiarazioni di tono diverso, prendiamo atto che all’interno di Fratelli d’Italia molto spesso vengono fuori delle posizioni più ambigue, ma l’importante è che tutte le forze politiche che siedono in Parlamento si riconoscano nell’ordinamento democratico e abbraccino questi principi e questi valori antifascisti”. Conte sottolinea che “l’importante è questo, non spetta a me – aggiunge – distribuire patenti di antifascismo, spetta a me però, con la responsabilità di essere un leader politico richiamare tutti i cittadini, celebrare questo momento che non deve essere un omaggio formale, ma il ricordo di un momento importante dove l’Italia ha avuto una svolta, si è liberata dalle catene della repressione dittatoriale e ha abbracciato una svolta democratica e quindi di lì è venuta in seguito la nostra Costituzione”.

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“Siamo stati aggrediti brutalmente al corteo del 25 aprile da militanti di Cambiare Rotta. Ci hanno spruzzato spray al peperoncino negli occhi e strappato e tolto le bandiere dell’Ucraina, che avevano portato in piazza come ogni anno insieme a quelle della Palestina. Sono dovute intervenire le forze dell’ordine e un’ambulanza per soccorrere me, l’inviato di Pulp Podcast Ivan Grieco e altri compagni radicali, tra cui il segretario Filippo Blengino. In una festa come quella della Liberazione è inammissibile ci sia spazio per questi gruppi violenti e incapace di tollerare la diversità in una piazza che dovrebbe essere inclusiva e aperta, nel ricordo dei partigiani e a sostegno di tutti i popoli che ancora oggi si difendono”. Lo dichiara in una nota Matteo Hallissey, presidente di Radicali Italiani e +Europa.

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“La Resistenza è l’atto di nascita della nostra democrazia e il 25 aprile è la giornata più bella del nostro Paese”. Lo ha detto Matteo Lepore, intervenendo per le celebrazioni dell’81esimo anniversario della Liberazione in piazza del Nettuno a Bologna. Nel suo discorso, il sindaco ha ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “custode della Costituzione”, per aver ricordato “i valori di libertà, giustizia, pace e democrazia nati dalla Resistenza”. “Non possiamo dimenticare – ha aggiunto Lepore – che oggi nel mondo sono in corso decine di conflitti e milioni di persone vivono sotto guerre e regimi autoritari: per questo l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra, resta un riferimento fondamentale”. Il primo cittadino ha poi ribadito il ruolo di Bologna, “città medaglia d’oro della Resistenza”, come presidio di diritti e solidarietà.

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Tra bandiere rosse, e dell’Anpi, vessilli della pace, ma anche della Palestina, di Hezbollah, e dell’Iran, migliaia di persone si sono ritrovate a Porta San Paolo e sono ora partite in corteo per l’81esimo anniversario della Liberazione, al termine di una mattinata aperta dalle cerimonie istituzionali.

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Accoglienza calorosa e carica di emozione per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sia al suo arrivo in città, che al suo ingresso nel teatro Feronia di San Severino Marche (Macerata), dove terrà il discorso ufficiale in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile. Il capo dello Stato è stato salutato da una lunga standing ovation del pubblico presente, che si è alzato in piedi tributando un applauso prolungato mentre Mattarella faceva il suo ingresso in sala. All’interno del teatro presenti autorità civili, militari e religiose, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.

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“Chiediamo con rispetto e fermezza al governo il ripristino delle risorse per i luoghi di memoria. So che ci sono state interlocuzioni e le parole del ministro Giuli le giudico positivamente e con rispetto ma bisogna passare dalle parole ai fatti”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nel suo intervento per le celebrazioni del 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema (Lucca).

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“Se la nostra Costituzione sancisce la libertà di manifestazione dl pensiero e di opinione dobbiamo dire che il fascismo non è un’opinione, è un crimine, è un reato, e voglio ringraziare i 32 parlamentari che hanno letto la Costituzione per impedire una conferenza dei neofascisti. Le organizzazioni neofasciste devono essere sciolte, questo dice la nostra costituzione. Il 25 aprile è un giorno di festa, di memoria, impegno, porteremo avanti l’impegno della proposta legge nata proprio a Stazzema contro la propaganda nazista e fascista. Il 25 aprile ci insegna che non va mai persa la speranza, è davvero una giornata luminosa di riscatto e libertà, la nascita di una nuova Italia”. Lo ha detto la segreterai del Pd Elly Schlein nella sua orazione ufficiale per le celebrazioni del 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema (Lucca).

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“Sindaco, parla di Gaza non solo di Minneapolis”. Con queste parole una cinquantina di manifestanti pro Palestina ha incalzato il primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore, nel corso del suo intervento in piazza del Nettuno in occasione del 25 aprile, invitandolo a prendere le distanze dal conflitto in Medio Oriente. Oltre alle bandiere della Palestina, in manifestanti hanno portato in piazza anche cartelli che recitano ‘Liberazione ieri dal fascismo, oggi dal sionismo’ e ‘Free Palestine, liberazione dal sionismo e dal fascismo’ e hanno urlato slogan come ‘La lotta partigiana ce l’ha insegnato, combattere il fascismo non è reato’ e ‘Sionismo, fascismo, ora e sempre resistenza’. Gli attivisti hanno sottolineato diversi passaggi del discorso del sindaco Lepore, della presidente dell’Anpi di Bologna, Anna Cocchi con frasi e slogan per richiamare l’attenzione sul conflitto in atto, che hanno paragonato alla lotta di Liberazione. Poi, durante l’intervento della consigliera regionale Isabella Conti, i manifestanti hanno lasciato la piazza senza tensioni.

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Attimi di tensione alla manifestazione indetta dell’Anpi a Roma per il 25 aprile. Tutto è nato vicino a Porta San Paolo quando, poco prima delle 11, un gruppo di circa dieci manifestanti ha raggiunto i pressi della Piramide Cestia con bandiere ucraine. Le forze dell’ordine, secondo quanto si apprende, sono intrevenute per evitare che l’episodio potesse degenerare. In quegli attimi, infatti, alcuni manifestanti riconducibili alla componente di estrema sinistra hanno usato spray urticante anche in direzione di agenti in borghese. La situazione è poi tornata alla normalità con l’allontanamento dei manifestanti pro-Ucraina che sono monitorati dalle forze dell’ordine.

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Migliaia di persone in corteo a Palermo per celebrare la Liberazione del 25 aprile. La marcia è partita dalla via Libertà a conclusione della cerimonia istituzionale che si è svolta nel giardino Inglese, intitolato al presidente della Regione Piersanti Mattarella assassinato nel 1980, dove sono state deposte corone d’alloro e fiori nel cippo dedicato a Pompeo Colajanni, il comandante Barbato, e nella lapide dei caduti di Cefalonia dopo gli interventi del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, contestato al grido ‘vergogna’ e ‘dimettiti’, e del presidente dell’Anpi di Palermo Ottavio Terranova. In testa al corteo una gigantografia della carta costituzionale e a seguire lo striscione della Cgil. Tra i manifestanti tante famiglie con bambini, i rappresentanti dell’Anpi, collettivi, associazioni, movimenti. In mezzo un bandierone della Palestina di circa 20 metri. Dedicati alla liberazione di Gaza e dei territori palestinesi i tanti cori dei manifestanti diretti verso piazza Massimo per il comizio finale. Ampio lo spiegamento di agenti della Digos, poliziotti e carabinieri alla cerimonia istituzionale e al corteo pacifico.

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“È un momento particolare da un punto di vista geopolitico e proprio per questo, come abbiamo detto tante volte, la storia ci insegna e noi dobbiamo essere bravi scolari, perché magari tempo fa qualcuno non sapeva, ma oggi noi sappiamo quello che può accadere, quindi giornate come oggi assumono un significato ancora più importante di grande attualità”. Lo ha detto il governatore della Puglia Antonio Decaro in occasione del 25 aprile.

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“Dobbiamo custodire la memoria di questa giornata, celebrare la storia di questa giornata, ma dobbiamo saperla anche trasformare in un’idea di futuro, in una Puglia che deve essere sempre di più una casa dell’accoglienza, ponte di pace, una terra di lavoro. Quindi è un giorno importante che ci ricorda che oggi viviamo in un Paese libero e democratico anche grazie al sacrificio di tante persone. Fu un moto popolare dove tutti decisero di fare la propria parte senza essere di parte e questa è una cosa che dobbiamo ricordarci tutti, perché questa è una festa di tutti, è una festa del popolo italiano”, ha detto il governatore della Puglia Antonio Decaro in occasione del 25 aprile.

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“Questa è una giornata importante che ricorda a tutti noi che siamo noi, con le nostre scelte, le nostre parole, le nostre azioni politiche, a rappresentare gli anticorpi democratici ai fascismi e anche ai nazionalismi che si riaffacciano spavaldi nel mondo”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, partecipando a Lecce, in piazza Partigiani, alla cerimonia per la Festa della Liberazione, indossando al polso un braccialetto tricolore.

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“Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’Anniversario della Liberazione. “Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale”, aggiunge.

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“Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore. Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’81° anniversario della Liberazione.

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“Vorrei ricordare le parole di Papa Giovanni XXIII, drammaticamente attuali: ‘Non si deve permettere che la sciagura di una guerra mondiale con le sue rovine economiche e sociali e le sue aberrazioni e perturbamenti morali si rovesci per la terza volta sull’umanità’. La memoria della Liberazione serva ad aumentare questa consapevolezza che ci viene autorevolmente richiamata anche dall’attuale Pontefice: ‘La pace si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l’amicizia e la cultura dell’incontro. Torniamo a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica'”. Lo dice Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, in occasione del 25 aprile.

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“Il 25 Aprile è una data importante per tutti gli italiani, e deve quindi essere la festa di tutti gli italiani. La memoria del giorno della Liberazione deve essere l’affermazione della libertà per tutti. Per questo è festa nazionale. Perché unisce, perché non esclude. Perché così la pensò Alcide De Gasperi quando la istituì ottant’anni fa. Nel contesto internazionale di oggi il 25 Aprile si arricchisce di un significato particolare, perché il 25 Aprile è una pagina della storia d’Italia che si intreccia con quella dell’Europa, devastata dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.

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“Buon 25 aprile. Nella speranza che questa ricorrenza restituisca a tutti noi il vero senso la parola ‘resistenza’. Che non è uno slogan da esibire una volta l’anno. È una lezione precisa: la libertà non si conserva stando fermi, non si ottiene chiedendo gentilmente pietà a chi vuole toglierla. Si difende. Con coraggio, con scelte difficili, spesso a un costo altissimo. I partigiani lo sapevano come lo sanno gli ucraini”. Così Carlo Calenda, leader di Azione.

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“Sono passati 81 anni da quando l’Italia si è liberata dal nazifascismo, ma quel messaggio resta vivo. Ci parla oggi, qui, adesso. Le parole del Presidente Sergio Mattarella ci ricordano che libertà e pace non sono conquiste definitive: possono arretrare, possono essere messe in discussione, possono essere travolte dalla ‘legge del più forte’, cioè dalla barbarie. Oggi, mentre nel mondo tornano guerre, nazionalismi e violazioni del diritto internazionale, il messaggio della Resistenza è più che mai attuale. Difendere la democrazia significa contrastare ogni deriva autoritaria, ogni tentazione di riscrivere la storia, ogni indebolimento dei diritti. Il 25 aprile è questo: è la scelta, ogni giorno, tra la forza del diritto e il diritto della forza. Perché la libertà non è mai garantita per sempre. Va difesa. Ogni giorno”. Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare.

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“Il 25 aprile è una ricorrenza che appartiene all’Italia e agli italiani, a coloro che si riconoscono nella nostra Costituzione antifascista. I valori che ispirano la nostra convivenza civile fanno parte del nostro Dna culturale: oggi abbiamo il dovere di trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni affinché, in un momento in cui il modello del più forte appare sempre più attraente, prevalga la cultura della democrazia e della libertà contro la deriva della prevaricazione. In questa giornata il mio pensiero affettuoso va al popolo ucraino che, da oltre 4 anni, è protagonista di un’eroica resistenza”. Lo afferma il senatore e segretario nazionale Udc Antonio De Poli in occasione della Festa della Liberazione.

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“Uomini e donne. Civili e militari. Liberali, azionisti, repubblicani, socialisti e comunisti. Cattolici ed ebrei. Italiani, inglesi e americani. Grazie a tutti loro, è stato possibile liberare l’Italia da fascismo e nazismo. Chi oggi vorrebbe il 25 aprile come la festa di una sola parte, dovrebbe ricordare il loro esempio, il loro coraggio di mettere da parte le divisioni per un obiettivo comune. La pace, la libertà. Chiunque creda in questi valori, oggi ha il diritto di festeggiare. Buon 25 aprile!”. Lo scrive in una nota il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio.

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“La Resistenza è anzitutto la storia del riscatto morale dell’Italia, della dignità riconquistata con la lotta al nazifascismo. Fare memoria è una responsabilità, significa difendere la verità, rifiutare ogni ambiguità, custodire ciò che con sangue e sofferenza è stato conquistato. Ancora oggi da quell’eccezionale deposito di valori umani e civili attingiamo ispirazione e forza per chiedere democrazia, libertà e pace per tutti i popoli. Viva il 25 aprile. Viva la Repubblica. Viva la pace”. Così su X Anna Ascani, deputata Pd e vicepresidente della Camera.

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“Nel giorno dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo, rendiamo omaggio a donne e uomini che, spesso a costo della vita, hanno contribuito a restituire all’Italia la libertà. Da culture differenti, hanno saputo unirsi per il bene comune. Le loro storie ci richiamano oggi alla responsabilità di difendere e custodire ogni giorno la democrazia, nel rifiuto di ogni forma di totalitarismo e nella promozione della diplomazia e della pace”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana

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La visita del capo dello Stato Sergio Mattarella a San Severino Marche (Macerata) rappresenta il culmine di un percorso di riconoscimento del ruolo avuto dal territorio settempedano durante la Resistenza. Nel 2022 proprio Mattarella conferì alla città la medaglia d’oro al merito civile per il contributo alla lotta partigiana e per l’accoglienza offerta a centinaia di sfollati durante la guerra. Il programma della giornata prevede la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti, quindi il trasferimento al teatro Feronia, affacciato sulla piazza principale, dove è atteso l’intervento del presidente della Repubblica davanti alle autorità e alla cittadinanza.

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Già dalle prime ore del mattino numerosi cittadini di San Severino Marche (Macerata) si sono radunati in piazza del Popolo, trasformata in un punto di incontro festoso ma anche carico di significato civile, per accogliere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Imponente il dispositivo di sicurezza predisposto con un ampio dispiegamento di forze dell’ordine.

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Giornata storica per San Severino Marche (Macerata) che accoglie il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni della Festa della Liberazione. La città si è svegliata vestita di tricolore: bandiere lungo le vie del centro, palloncini verdi, bianchi e rossi e uno striscione nel cuore cittadino con la scritta “Grazie presidente”.

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Oggi, 25 aprile 2026, è l’81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

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  • A Roma la giornata si è aperta con l’omaggio alle Fosse Ardeatine. Mattarella ha deposto la corona d’alloro all’Altare della Patria: con lui Meloni, Fontana e La Russa. Poi concentramento a Porta San Paolo e corteo verso il parco Schuster.
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  • A Milano la tradizionale manifestazione dell’Anpi, con concentramento in corso Venezia e corteo verso piazza Duomo.
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“Oggi all’Altare della Patria con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le alte cariche dello Stato per celebrare doverosamente la ricorrenza del 25 aprile”. Lo scrive su Instagram il presidente del Senato Ignazio La Russa, postando una foto della cerimonia.

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“Per le polemiche politiche ci sarà tempo; oggi è il momento più giusto per mostrare tutta la nostra sincera gratitudine a chi, nel 1945, donò la propria vita per liberare l’Italia dalla dittatura e la immaginò come patria dei diritti”, ha detto il presidente del Cnel Renato Brunetta. “Il 25 aprile 2026 celebri la rinnovata libertà e l’ansia di pace, e sia un’occasione da non perdere per esaltare il principio fondamentale della tolleranza”, ha aggiunto.

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“Fuori Lagalla e i sionisti dal 25 aprile”, “Lagalla dimettiti”. Sono alcuni dei cori di contestazione contro il sindaco di Palermo alla cerimonia di celebrazione della Liberazione, al giardino Inglese. “Vergogna… vergogna”, hanno urlato i manifestati contro il sindaco Roberto Lagalla quando ha preso la parola, mentre sventolavano bandiere della Palestina e di Cuba. I manifestanti contestano al sindaco di avere incontrato nei giorni scorsi l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled.

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“Se oggi respiriamo aria di libertà, non dobbiamo pensare che sia una cosa scontata. Lo confermano la crisi geopolitica e i venti di guerra che soffiano alle porte dell’Europa. La data del 25 aprile, mai come quest’anno, tra bombe che cadono e crisi energetica, diventa per tutti gli italiani un forte invito all’unità. Divisi perdiamo tutti”. Lo dichiara il presidente del Cnel, Renato Brunetta, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile.

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Ricordare la Liberazione, ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, “significa anche comprendere che la libertà non è mai un bene acquisito una volta per tutte. Vale lo stesso per la pace, che non nasce dal suo semplice desiderio né può essere considerata definitiva. La pace si costruisce ogni giorno, con responsabilità, equilibrio, forza e determinazione. È una verità che oggi avvertiamo con ancora maggiore chiarezza e convinzione. Le trasformazioni del contesto globale ci ricordano che libertà e sicurezza sono inscindibili. Le minacce assumono forme nuove, si sommano a quelle tradizionali, e si estendono a più dimensioni: militare, economica, tecnologica, energetica, informativa, cibernetica, spaziale e cognitiva”.

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La data del 25 aprile è stata scelta convenzionalmente come giornata di Festa nazionale perché quel giorno, nel 1945, iniziò la ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della Repubblica di Salò da Torino e Milano. Ecco la storia.

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“Quello che rende straordinaria la Festa della Liberazione è proprio questo: il fatto che sia nata da scelte difficili, pericolose, compiute in contesti diversi ma unite da uno stesso senso di responsabilità”, ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Fu un impegno diffuso e silenzioso, fatto di volti, storie, gesti concreti; un percorso corale di lotta al nazifascismo che allora opprimeva la nostra Patria e molte Patrie dell’Europa, che ha reso possibile la rinascita dell’Italia come Paese libero e democratico, da cui è poi scaturita la Costituzione repubblicana. Un Paese, il nostro, che oggi è parte fondante dell’Unione europea e attore di primo piano nella scena internazionale”, ha aggiunto Crosetto.

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“Donne e uomini della Difesa, il 25 aprile ricordiamo con profonda gratitudine quella generazione di italiani, civili e militari, che ci ha restituito la libertà con grande valore e sacrificio, e che ci ricorda ciò che siamo oggi come Nazione e come comunità”. Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo messaggio in occasione dell’81esimo Anniversario della Liberazione.

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Il 25 aprile non è un sabato qualsiasi. Diversi consumatori, alle prese con la spesa settimanale oppure, complice il tempo mite, con gli acquisti da fare per picnic, grigliate e gite fuori porta, si chiedono se i supermercati restino aperti per la Festa della Liberazione. Ecco quali centri commerciali sono attivi.

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio, all’Altare della Patria, al milite ignoto e a tutti i caduti per la liberazione, deponendo una corona d’alloro, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Il Capo dello Stato era accompagnato dalla premier Giorgia Meloni e dai presidenti delle camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Alla cerimonia erano presenti anche i vertici dell’Esercito e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche.

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“Contro ogni dittatura e ogni regime, nazifascista, comunista o islamista, ora e sempre. Per la libertà, ora e sempre. Grazie a chi ha donato la vita per salvare altre vite”. Così su X il vicepremier della Lega Matteo Salvini.

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Il 25 aprile si celebra anche a Firenze. Alle 8 cerimonia al cimitero di Trespiano in ricordo della partigiana Gilda La Rocca. Alle 9.45 verrà scoperta la nuova lapide in memoria della “Resistenza senza armi” degli Internati Militari italiani, con deposizione corone alle lapidi della scuola “Vittorino da Feltre”. Alle 10 la celebrazione con deposizione di una corona di alloro in onore ai caduti di tutte le guerre nella Piazza dell’Unità Italiana, mentre alle 11 è prevista la cerimonia sull’arengario di Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria. Nel pomeriggio spazio alla musica: alle 17.30 concerto della Filarmonica Gioacchino Rossini sull’arengario di Palazzo Vecchio. Non solo: le biblioteche comunali propongono un ricco programma di eventi per celebrare la Festa della Liberazione con presentazioni, incontri, letture e attività per tutte le età.

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Il 25 aprile si celebra anche a Bologna. Alle 9.30, nel Chiostro della Basilica di Santo Stefano, prevista la deposizione di una corona alla lapide dei Caduti in Guerra. Alle 10.15, in piazza Nettuno, alzabandiera con picchetto militare d’onore e deposizione di una corona al Sacrario dei Caduti Partigiani. Intervengono il sindaco di Bologna Matteo Lepore, la presidente dell’Anpi provinciale Bologna Anna Cocchi, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. Alle 11.30 attesa l’esibizione musicale dei Modena City Ramblers. Alle 12, nel giardino di Villa Cassarini in porta Saragozza, la deposizione di una corona alla lapide in ricordo delle vittime omosessuali del nazifascismo.

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A Milano si tiene la manifestazione nazionale dell’Anpi, dove partecipa, come ogni anno, il presidente Gianfranco Pagliarulo, con concentramento alle 14 in corso Venezia e corteo verso piazza Duomo. In piazza anche la Brigata ebraica insieme ad un’area della comunità iraniana, “contro ogni dittatura e per la democrazia”. Ci saranno anche i cittadini ucraini, l’Associazione dei Russi liberi, nonché i bielorussi e georgiani che sono contro i loro governi.

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A Roma la giornata si è aperta alle 8.30 con l’omaggio alle Fosse Ardeatine. Alle 9 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella depone una corona d’alloro all’Altare della Patria, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i presidenti di Senato e Camera. Alle 10.30, il concentramento a Porta San Paolo e alle 11 l’omaggio al Memoriale della Resistenza. Poi, partenza del corteo verso il parco Schuster. Alle 12 saluti istituzionali e comizio, quindi alle 13 Festa della Liberazione.

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Reti di studenti e movimenti, insieme alle realtà pro Palestina, sono in pre-concentramento alle 8.30 sotto la Fao, con il corteo diretto verso l’ambasciata di Cuba e poi a Porta San Paolo. Sui social il coordinamento palestinese rilancia le parole d’ordine “antifasciste, antisioniste e antimperialiste”, inserendo il 25 aprile nel quadro delle mobilitazioni contro guerre e riarmo. Previsti anche percorsi separati e iniziative diffuse, tra cui al Quarticciolo.

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Oggi, 25 aprile, è l’81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. In tutta Italia si tengono cortei e manifestazioni, sia istituzionali che civili. Ecco gli appuntamenti più importanti.

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È stata una giornata di polemiche, scontri e aggressioni quella del 25 aprile 2026, 81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. A Roma due iscritti all’ANPI sono stati feriti da colpi di pistola ad aria compressa sparati da una persona che è poi fuggita in scooter. I due feriti hanno riportato lievi escoriazioni. A Milano invece, dopo ore di tensione, la Brigata Ebraica è stata fatta uscire dal corteo dalla polizia in tenuta antisommossa. Fiano denuncia:”Ci hanno cacciati dal corteo, mai successo in 50 anni”.

In giornata il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato a San Severino Marche (Macerata), dove ha ricordato che la Repubblica è “nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore“. La premier Meloni: “Ricordiamo la sconfitta dell’oppressione fascista. Oggi sia l’ora della coesione nazionale”. Schlein (Pd): “Il fascismo non è un’opinione, è un reato”. Conte (M5s): “Giornata divisiva solo per chi non si riconosce nei valori democratici”.

Gli approfondimenti:

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Ambasciata Kiev in Italia: “Violenze ai cortei del 25 aprile inaccettabili”

Gli episodi di aggressione e discriminazione contro persone con bandiere ucraine durante le celebrazioni odierne” del 25 aprile “sono assolutamente inaccettabili”. Lo scrive su X l’ambasciata ucraina in Italia. “La bandiera ucraina è oggi simbolo della lotta per la libertà, l’indipendenza, la democrazia e la vita umana contro la brutale guerra della Russia, la più grande guerra dalla Seconda guerra mondiale. Siamo sinceramente grati al governo italiano e a tutti gli italiani che sostengono l’Ucraina e il popolo ucraino nella lotta per la vita e il futuro”, sottolinea l’ambasciata, ribadendo che “la violenza contro chi si oppone alle uccisioni quotidiane di persone innocenti, alla deportazione dei bambini e ai tentativi della Russia di distruggere uno Stato indipendente e il suo popolo suscita profonda indignazione e totale incomprensione” e “non deve ripetersi”.

25 aprile, al corteo di Milano contestata la Brigata ebraica. VIDEO

Meloni: “Aggressioni e insulti da chi dice di difendere libertà”

“Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione:

• Aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione;

• Sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati;

• Cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati;

• La Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine.

Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”, ha scritto sui social  in serata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

25 aprile, l’omaggio di Mattarella all’Altare della Patria. VIDEO

Le parole della ministra Bernini

“Escludere la Brigata ebraica e i giovani di Forza Italia dal corteo di Milano, così come il ferimento di due iscritti all’Anpi a Roma, sono una vergogna che tradisce i valori di libertà e democrazia che onoriamo nel giorno della Festa della Liberazione. A loro va la mia sincera vicinanza, insieme all’augurio di una pronta guarigione ai feriti. Il 25 aprile è e deve continuare a essere una giornata di unità nazionale e di piena adesione ai valori della nostra Costituzione”, ha detto la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

25 aprile, Craxi: quanto è accaduto è grave e inaccettabile

“Quanto accaduto anche quest’anno nei cortei del 25 aprile è grave e inaccettabile. Nel giorno della Liberazione è stato negato il diritto di commemorare il contributo eroico della Brigata Ebraica alla sconfitta del nazifascismo, da parte di chi pretende di arrogarsi il monopolio della memoria, della storia e dello spazio pubblico. Intolleranza che ha poi colpito anche altre comunità e cittadini, tra cui iraniani e ucraini, anch’essi bersaglio di ostilità e insulti”, ha detto Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia. “A questo clima infame si aggiunge il fatto gravissimo avvenuto a Roma, dove due iscritti all’Anpi sono stati feriti da colpi di pistola ad aria compressa. Un episodio allarmante che impone una riflessione collettiva e richiama tutti a un’assunzione di responsabilità, a partire dall’uso di toni adeguati e dal rifiuto di ogni forma di demagogia e radicalizzazione”.

25 aprile, Fumarola: l’antifascismo è un presidio vivo

“Da questa piazza di Milano, diciamo una cosa semplice e ferma: l’antifascismo è un presidio vivo della nostra Repubblica. La libertà va difesa, la democrazia praticata, la pace costruita, il lavoro rimesso al centro”. È quanto ha affermato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, nel suo intervento alla manifestazione di Milano a Piazza Duomo, con il ricordo del partigiano Domenico Bertinatti, vicecomandante della 47ma Brigata Garibaldi, fucilato dai tedeschi il 24 novembre 1944.

Biancofiore: libertà frutto anche del sacrificio truppe Usa

“La libertà che celebriamo il 25 aprile è anche il frutto del sacrificio di 90mila soldati americani. Uomini arrivati nella nostra Italia lacerata e che sono rimasti sul nostro suolo, a dispetto dei loro interessi”, ha detto la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, NM, UDC, MAIE.

Fassino: “Cacciata Brigata ebraica è ferita ai valori del pluralismo”

“Quanto accaduto nel corteo del 25 aprile lascia amarezza e preoccupazione. La cacciata della Brigata ebraica e di quanti sostengono con convinzione la prospettiva di due popoli e due Stati rappresenta una ferita ai valori di pluralismo e convivenza che quella giornata dovrebbe incarnare”, ha dichiarato Piero Fassino.

25 aprile, coppia ferita da spari a Roma. VIDEO

Tajani: “Condanno i gravi episodi di violenza e gli scontri per il 25 aprile”

“Condanno i gravi episodi di violenza e gli scontri in occasione di quella che dovrebbe essere una festa di tutti gli italiani, in ricordo dei caduti e di coloro che si unirono indistintamente per il trionfo della libertà. Esprimo solidarietà ai giovani di Forza Italia ai quali è stato impedito di sfilare con le loro bandiere e alla brigata ebraica esclusa dal corteo di Milano”, ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Esprimo altresì vicinanza ai due iscritti all’Anpi feriti a Roma da colpi di pistola ad aria compressa. Inaccettabili episodi che macchiano una giornata di festa. Il 25 Aprile deve essere una giornata dell’unità nazionale, della democrazia e dei valori sanciti dalla Costituzione”.

25 aprile, a Bari sfila il corteo antifascista: “Partigiani della pace”

‘Mai più fascismi’ è la scritta sullo striscione che ha aperto il corteo antifascista che nel pomeriggio ha attraversato il centro di Bari nell’ambito delle iniziative organizzate per il 25 aprile dal Coordinamento Antifascista di Bari, che comprende Anpi, Arci, Cgil, Libera e le associazioni studentesche Udu, Uds e Zona Franka. Il lungo serpentone con bandiere tricolore, della pace, striscioni e cartelli, sulle note di ‘Bella Ciao’, è partito da piazza del Ferrarese e ha terminato il percorso nel parco Rossani, dove questa sera si terrà un concerto antifascista. Sui cartelli e gli striscioni dei manifestanti frasi come “ieri partigiani, oggi antifascisti”, “partigiani della pace”, “il fascismo non è un’idea, è la morte di tutte le idee”, “Bella Ciao è divisiva solo se sei fascista”.

25 aprile, Lupi: violenza e intolleranza ne tradiscono i valori

“Il 25 Aprile appartiene a tutti: all’Italia, agli italiani e a ogni persona che si riconosce nei valori della democrazia, della libertà e della pace. È una ricorrenza che dovrebbe unire il Paese, non dividerlo. Per questo sono inaccettabili gli insulti rivolti alla Brigata Ebraica, le aggressioni contro chi sfilava con la bandiera ucraina e persino gli spari con una pistola ad aria compressa contro due manifestanti. Episodi del genere non hanno nulla a che vedere con lo spirito della Liberazione: sono atti di intolleranza e violenza che vanno condannati senza ambiguità. Celebrare il 25 Aprile significa difendere la libertà di tutti, il rispetto delle persone e il rifiuto di ogni forma di odio, antisemitismo e sopraffazione. Chi è sceso in Piazza e ha impedito ad altri di manifestare ha negato i valori fondanti di questa giornata”, ha detto il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi.

Gasparri: gravissimo episodio a Milano, ci indigna e preoccupa

“L’episodio di gravissimo antisemitismo che si è verificato a Milano ci preoccupa e ci indigna. Voglio esprimere solidarietà a tutti gli ebrei italiani. Quanto è avvenuto a Milano è gravissimo. La cacciata dal corteo del 25 Aprile dei rappresentanti della Brigata ebraica e della Comunità ebraica dimostra come alcuni diano un tono fazioso e di parte a celebrazioni che dovrebbero unire e ispirarsi a principi di pace e di pacificazione. È indispensabile rafforzare immediatamente le norme che contrastano l’antisemitismo. È un fenomeno che cresce, che si manifesta anche in momenti e in circostanze istituzionali. Questi sentimenti di odio e di razzismo non sono compatibili con la nostra democrazia. I responsabili di quanto è avvenuto vanno individuati e devono rispondere di quanto è accaduto. Le colpe si estendono a promotori e organizzatori di eventi che dovrebbero andare nella direzione esattamente contraria rispetto a quella che ha caratterizzato la giornata odierna a Milano”, ha detto il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri.

Hallissey dopo l’aggressione a Roma: “Ho abrasione alla cornea”

“Sono uscito da poco dall’oftalmico. Ho un’abrasione alla cornea dopo gli avvenimenti di questa mattina. Nelle prossime ore procederemo con la denuncia contro chi ci ha aggredito questa mattina. Chiediamo a tutti di prendere le distanze da questi estremisti di sinistra che stanno rovinando delle celebrazioni come queste”, ha detto Matteo Hallissey, presidente di Radicali italiani, in merito all’aggressione subita durante il corteo per il 25 aprile a Roma con spray urticante.

Il 25 aprile a Milano

In foto, i manifestanti in piazza Duomo a Milano per le celebrazioni del 25 aprile.

Rosato: contro Brigata ebraica e bandiere ucraine, atti squadristi

“Gli insulti di oggi alla Brigata ebraica sono inaccettabili. I riferimenti alla pagina più buia e terrificante della nostra storia sono solo odio e negazione della memoria. Come resta intollerabile l’aggressione subita da Matteo Hallissey e la delegazione radicale presente a Roma con le bandiere ucraine. Quelle di un popolo che oggi combatte la propria di Resistenza. Atti vigliacchi e squadristi nel giorno della Liberazione. Celebrare il 25 aprile significa anche rispettarlo, senza piegarlo a divisioni o strumentalizzazioni”, ha scritto sui social il vicesegretario di Azione, Ettore Rosato.

Presidente comunità ebraica Milano: Anpi incita all’antisemitismo

“Accuso il presidente nazionale dell’Anpi Pagliarulo e il presidente dell’Anpi di Milano Minelli: quello che fanno è incitamento all’antisemitismo”: lo ha detto il presidente della comunità ebraica milanese Walker Meghnagi uscendo dalla Questura. “È stata una pessima giornata. Gli ebrei sono stati parte attiva della liberazione dell’Italia e oggi sono stati fatti ostaggi da persone che hanno vietato di partecipare a un corteo pacifico”, ha aggiunto Meghnagi che non ha partecipato alla manifestazione perché era shabbat ma è arrivato quando è stato avvisato di cosa stava succedendo. “Sono stati offesi, anche con il lancio di uova e pomodori”, ha aggiunto.

Incontro Brigata Ebraica in Questura, telefonate con Piantedosi e Pisani

Il capo della Polizia Vittorio Pisani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sono intervenuti al telefono all’incontro che gli esponenti della Brigata e della comunità ebraica di Milano hanno avuto con il questore Bruno Megale dopo che hanno dovuto lasciare il corteo del 25 aprile. “Quando siamo entrati il questore era al telefono con Pisani che mi ha voluto parlare”, ha spiegato Emanuele Fiano. Una conversazione sul “fenomeno nuovo in larga scala diffuso” di antisemitismo “che non può essere trattato come il solito. Anche con il ministro abbiamo avuto lo stesso colloquio: sarà qui martedì al memoriale della Shoah. Bisogna aprire una riflessione su cosa si può fare” e iniziare a pensare alla manifestazione del prossimo anno “da domani. Non si può far finta di niente”.

25 aprile, Delrio: “Grave arrendersi ai violenti antisemiti”

“Il 25 aprile dovrebbe essere una festa di libertà, di memoria e di riconoscenza verso tutti coloro che hanno combattuto l’orrore del fascismo e del nazismo. Libertà di manifestare le proprie opinioni e la propria identità, memoria soprattutto di coloro che sono le vittime della follia nazista e riconoscenza verso coloro che hanno combattuto nella Resistenza, come la Brigata Ebraica. È grave arrendersi all’antisemitismo e alla violenza di pochi gruppi estremisti. Significa tradire il senso del 25 aprile: non è un problema degli italiani di origine ebraica e nemmeno degli ucraini a cui è stato impedito di sventolare la propria bandiera, è un problema della nostra democrazia. Che va affrontato, rigettando con forza ogni violenza che vuole reprimere il libero pensiero e la memoria”, ha detto il senatore del Pd Graziano Delrio.

A Roma spari contro due iscritti all’ANPI, feriti. VIDEO

Anpi Milano: circa 100mila persone al corteo del 25 aprile

Sono state 100mila le persone che hanno sfilato nel corteo nazionale per il 25 aprile a Milano, secondo quanto riferito dal presidente di Anpi Milano, Primo Minelli. “C’è stato un tappo nel corteo e qualche tensione, ma alla fine il bilancio che noi facciamo di questa giornata è positivo – ha detto al termine dei discorsi dal palco – perché c’è tanta gente e tanti giovani e quindi siamo soddisfatti”.

Spari a Roma, Gualtieri: “Gravissimo, fare luce al più presto”

“È gravissimo l’episodio che ha coinvolto due persone rimaste ferite da colpi di pistola ad aria compressa mentre si accingevano a celebrare la Festa della Liberazione del 25 aprile. Si tratta di un fatto inquietante, che colpisce una giornata simbolo per i valori democratici del nostro Paese. Mi auguro che venga fatta piena luce al più presto su quanto accaduto e che i responsabili di questo gesto vile e vigliacco siano assicurati alla giustizia”, ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Tre colpi con arma softair contro la coppia dell’Anpi a Roma

Avrebbe esploso tre colpi presumibilmente con una softair l’uomo che ha ferito una coppia, iscritta all’Anpi, nei pressi di parco Schuster dov’era terminato il corteo per il 25 aprile. Dalle prime informazioni, sembra che l’uomo (e non due come si era ipotizzato in un primo momento) fosse a bordo di uno scooter chiaro, con casco integrale nero e giacca verde militare, e abbia sparato da una distanza di circa dieci metri prima di fuggire. Due colpi hanno ferito il marito e un altro la moglie. Sono al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso dettagli dello scooter per risalire all’identità dell’aggressore. Al momento non si esclude alcuna pista. Sulla vicenda indagano gli investigatori della Digos e del commissariato San Paolo.

Anpi Roma: “Le due persone colpite sono estremamente scioccate”

Le persone colpite a Roma, che sono state ferite, fisicamente ora stanno bene ma sono “estremamente scioccate”. Lo ha detto ai giornalisti la presidente del comitato provinciale dell’Anpi, Marina Pierlorenzi. “C’erano i comizi, poi c’era la musica e nel pomeriggio, due nostri compagni, un signore e una signora, con il fazzoletto dell’Anpi, mentre stavano arrivando qui, sono stati colpiti con una pistola d’aria compressa, o una una scacciacani, io non so bene. La signora è molto scioccata, ed è stata ferita ad una spalla, il marito alla gola e ad una mano perché evidentemente ha tentato di ripararsi. Sono stati medicati, stanno comunque in buona salute, ma sono estremamente scioccati”.

Fiano replica a Pagliarulo: noi bloccati, è male informato

“Io non so che notizie abbiano riferito a Pagliarulo, ma evidentemente gli hanno riferito delle notizie sbagliate”: così Emanuele Fiano ha replicato al presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, secondo cui la Brigata ebraica ha bloccato il corteo. “La brigata ebraica con dietro i ragazzi dell’Hashomer Hatzair e lo striscione di ‘Sinistra per Israele, due popoli, due Stati’ si è inserita nel corteo seguendo le istruzioni della polizia che ha deciso esattamente dove e quando doveva entrare” e “la Brigata ebraica non si è fermata all’incrocio tra via Senato e corso Venezia, ma è stata fermata da qualche migliaio di persone che, siccome la Brigata Ebraica ha un vessillo con la stella di Davide, siccome Sinistra per Israele ha un vessillo con la stella di Davide, hanno ritenuto, in nome di una loro versione della libertà, che queste persone non potessero sfilare. Punto. Non ci sono altre motivazioni”.

L’omaggio di Mattarella all’Altare della Patria. VIDEO

Questore di Milano incontra delegazione della Brigata ebraica

Il questore di Milano Bruno Megale sta incontrando una delegazione dei manifestanti della Brigata ebraica al corteo del 25 aprile, con loro anche il presidente della comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi. Fra i presenti il direttore del museo della Brigata Ebraica Davide Romano, Daniele Nahum ed Emanuele Fiano.

Fratoianni: spari a Roma gravi, forze dell’ordine individuino responsabile

“Che due persone con il fazzoletto dell’Anpi al collo vengano colpite da colpi di pistola, anche se ad aria compressa, come è avvenuto a Roma è di una gravità assoluta. Ai due feriti la nostra solidarietà. Siamo certi che le forze dell’ordine individueranno al più presto il responsabile di questo gesto”, ha detto Nicola Fratoianni di Avs appena appresa la notizia di quanto accaduto nella capitale.

Spezzone della Brigata ebraica verso la questura di Milano

Lo spezzone della Brigata ebraica del corteo del 25 aprile a Milano si sta dirigendo verso la Questura in via Fatebenefratelli. Fra i presenti Emanuele Fiano, Daniele Nahum e il consigliere regionale Manfredi Palmeri. Una delegazione dovrebbe essere ricevuta dal questore Bruno Megale.

25 aprile, Anm: un dovere anche per i magistrati trasmettere la memoria

“È un giorno di festa nazionale perché dai fatti della resistenza sono nati i valori della Repubblica, della democrazia, della Costituzione ed è un dovere per noi, anche come magistrati, trasmettere e custodire la memoria collettiva, anche e soprattutto per le giovani generazioni. Più avranno conoscenza di ciò che è accaduto in quegli anni bui, prima della Liberazione, più avranno consapevolezza, più apprezzeranno quelle conquiste che non sono affatto scontate”, ha detto il presidente dell’Anm, Giuseppe Tango, a margine di un evento del 25 aprile.

Riparte il corteo a Milano, Pro Pal fermi vicino a Brigata Ebraica

Dopo un lungo blocco, lentamente il corteo principale del 25 aprile a Milano ha ripreso la sua marcia in direzione Piazza Duomo, dove sono già iniziati i comizi finali. Un gruppo di manifestanti con bandiere della Palestina, circa un centinaio, hanno seguito lo spezzone della Brigata ebraica quando è uscita dal corteo in via Senato. Al momento un cordone di forze dell’ordine li ha fermati in via Senato. I manifestanti scandiscono ”Palestina libera’, ‘Milano sa da che parte stare. Palestina libera da fiume al mare’ e ‘Fuori i sionisti da Milano’.

Tensione a Milano

In foto, un momento di tensione al corteo di Milano

Milano

Renzi: clima di odio inaccettabile, politica sia unita nel respingerlo

“Il 25 aprile dovrebbe essere la festa della democrazia, la festa di tutti. È invece quest’anno è stata segnata da episodi di intolleranza e violenza. A Milano, dove cori razzisti e vergognosi sono stati rivolti contro la Brigata ebraica. A Roma, dove due esponenti dell’Anpi sono stati colpiti da colpi di pistola ad aria compressa. E ancora, l’aggressione intollerabile ai militanti e dirigenti di Più Europa, l’allontanamento di un nostro iscritto al corteo di Bologna, colpevole di portare una bandiera ucraina. Un clima di odio inaccettabile. La politica sia unita nel respingerlo”, ha detto Matteo Renzi.

Quartapelle (Pd): su Brigata Ebraica chiederemo conto a Piantedosi

“Chiederemo conto al ministro Piantedosi”: è quanto ha detto la parlamentare del Pd Lia Quartapelle in merito all’uscita dello spezzone della Brigata ebraica al corteo del 25 aprile a Milano. “Credo che sia gravissimo che la Questura, dopo gli ultimi anni e dopo quanto è successo oggi a Roma e Bologna, non abbia predisposto un sistema di sicurezza in grado di far sfilare le persone con i simboli ebraica in sicurezza”, ha aggiunto. “È una ferita per Milano e per gli antifascisti”, ha concluso.

Rojc (Pd): libertà è atto di coraggio collettivo

“Oggi festeggiamo la scintilla vitale che ha vinto il gelo dell’odio. Il 25 Aprile è la celebrazione di un risveglio umano e civile, è il giorno in cui l’Italia ricorda a se stessa che la libertà è un atto di coraggio collettivo, la democrazia è un sentimento attivo da alimentare ogni giorno con la stessa passione di chi, ottantuno anni fa, scelse di stare dalla parte della luce”. È la riflessione della senatrice Tatjana Rojc (Pd), oggi alla Risiera di San Sabba di Trieste, alla cerimonia per il 25 Aprile.

Brigata Ebraica: “Cacciati dalla Polizia, ne parleremo”

“Siamo stati cacciati dalla Polizia, è un fatto grave e ne parleremo”. Lo ha detto il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano, dopo che lo spezzone della Brigata Ebraica è stata fatta uscire dal corteo del 25 aprile a Milano.

Anpi: blocco corteo causato da Brigata ebraica, non ha rispettato patti

Il corteo del 25 aprile a Milano “non è bloccato per le contestazioni ma perché la Brigata ebraica non si è mossa. Il problema è che la Brigata come da accordo con il questore, così mi hanno detto, doveva uscire a un certo punto dal corteo”. Così il presidente di Anpi Gianfranco Pagliarulo commenta il blocco del corteo nazionale a Milano per le contestazioni alla Brigata ebraica. “Perché non c’è solo la Brigata ebraica, cosa assolutamente legittima, ma ci sono anche gli iraniani che vogliono il ritorno del figlio dello Scià, e questo non mi pare sia una posizione coerente col 25 aprile”. “Ci sono le bandiere israeliane ma c’era stato un impegno, mi hanno detto, da parte della comunità ebraica di non portare le bandiere israeliane per motivi ovvi data la situazione, tutto questo non è avvenuto e si è creata questa situazione molto incresciosa”.

Sindaca di Perugia cita Ada Gobetti: “Non eravamo eroi”

“Non eravamo eroi. Eravamo ragazzi che a un certo punto hanno deciso di non avere più paura”: la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha citato Ada Gobetti nel suo intervento alle manifestazioni per il 25 aprile. Sottolineando che “non è un altare, è una scelta, è il momento in cui ricordiamo l’Italia che ha scelto di non avere più paura, di non abbassare più lo sguardo di fronte a nessuno”.

Nahum: “Una roba da anni ’30, è allarme antisemitismo”

“È una cosa da anni ’30. Sono senza parole”: Daniele Nahum, consigliere comunale di Azione e membro della comunità ebraica di Milano, ha commentato in questo modo l’uscita della Brigata ebraica dal corteo del 25 aprile. “Questi sono fascisti: il problema dell’antisemitismo è diventato una emergenza del Paese. Questa è una ferita per Milano e per gli antifascisti’.

25 aprile, Sala: “C’è poco da stupirsi, io me l’aspettavo”

“I tempi sono questi. Io devo dire che avevo espresso al prefetto e al questore la mia preoccupazione da tempo”, ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala arrivando con la testa del corteo in piazza Duomo, commentando il fatto che la manifestazione del 25 aprile è stata di fatto spezzata di due per le Proteste contro la Brigata ebraica. “Capisco che poi loro facciano quello che possono, ma la situazione in queste settimane, in questi mesi è questa, quindi c’è poco da stupirsi. Io sinceramente un po’ me l’aspettavo. E non lo so, è un fatto organizzativo su cui non posso ovviamente commentare”. Sono state anche urlate delle frasi tipo “meritate di esser saponette”: “Questo è anche il clima che si è creato in quest’ultima fase, spiace perché il 25 aprile è un momento importantissimo. Forse sarebbe ora che la smettessimo di chiamarla festa. Non è una festa, è un momento di riflessione, è un momento di impegno, è un momento di volontà. Però certamente tutto ciò si sta un po’ perdendo”.

Fiano: “Ci hanno cacciati dal corteo, mai successo in 50 anni”

“Siamo stati cacciati dal corteo, perché abbiamo nei nostri striscioni la stella di David, perché difendiamo il diritto dello stato d’Israele di esistere, perché difendiamo i diritti della Brigata ebraica a sfilare? Non lo so, chiedetelo a loro”. è quanto ha spiegato Emanuele Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, presente con la Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile a Milano. “Adesso non ho ancora deciso cosa faremo, se andare in piazza del Duomo o meno. È il cinquantesimo anno che partecipo, non era mai successa una cosa così”, ha aggiunto.

Colpi di pistola a Roma contro due iscritti all’Anpi, feriti

A quanto si apprende due iscritti all’Anpi, con il fazzoletto dei partigiani al collo, erano in cerca di un bar a via della delle Sette chiese, a Roma, vicino alla piazza della manifestazione per il 25 aprile quando un uomo su uno scooterone chiaro con casco integrale ed un giubbotto di colore militare si è fermato, ha estratto pistola e ha sparato con pistola ad aria compressa. I due, marito e moglie, sono stati colpiti al collo ed alla guancia il primo, alla spalla la seconda. Hanno perso sangue.

Brigata ebraica si sposta fuori dal corteo a Milano

Fra fischi e applausi, insulti e grida ‘fuori, fuori’, la polizia in tenuta antisommossa sta facendo spostare lo spezzone della Brigata ebraica fuori dal corteo del 25 aprile a Milano, lungo via Senato.

25 Aprile, Mattia (FdI): “Sia festa di ogni italiano“

“Come ben ricordato dal Capo dello Stato è bene rinnovare l’impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. In un periodo caratterizzato da guerre e minacce, l’auspicio è che questa giornata sia la festa di ogni italiano, a prescindere dallo schieramento politico a cui appartiene”, ha detto l’onorevole Aldo Mattia (FdI), che a Matera ha partecipato alle celebrazioni in occasione del 25 aprile, “onorato di essere presente quale rappresentante del Parlamento Italiano”.

A Milano testa del corteo in piazza Duomo, spezzone principale bloccato

La testa del corteo nazionale del 25 aprile è arrivata in piazza Duomo a Milano, dove si terranno i discorsi delle autorità dal palco. Il corteo della Liberazione è di fatto spezzato in due, perché la gran parte dei manifestanti è ancora bloccata a metà di corso Venezia per le proteste dei pro Palestina e di altri cittadini contrari alla presenza della Brigata ebraica. Le tensioni negli ultimi giorni sono aumentate anche a causa della decisione del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, di mantenere il gemellaggio con la città di Tel Aviv. Una decisione che ha provocato anche la spaccatura delle piazze, che sono tre diverse a Milano in questo 25 aprile segnato da tensioni e divisioni. Anche la testa del corteo, dove sfila il sindaco Giuseppe Sala, ha subito qualche contestazione anche se in tono minore, con qualche cittadino che ha urlato: “Sala non ci ascolta, no al gemellaggio con Tel Aviv”.

Fiano: “Folle che qualcuno possa decidere chi partecipa o meno a un corteo”

“Siamo entrati nel corteo dove ci hanno detto le forze dell’ordine. Siamo rimasti dietro un cordone di polizia fino a quando ci hanno detto di entrare. Il problema non è quando siamo entrati, ma che ci sono migliaia di persone che non vogliono che lo spezzone della Brigata ebraica vada avanti”, ha spiegato Emaniele Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, presente con la Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile a Milano. “Pensare che ci sia qualcuno che può decidere chi partecipa a un corteo e chi no, è una cosa folle” ha aggiunto, spiegando che la polizia ha chiesto che “lo spezzone si sposti in via Senato” una volta passato il resto del corteo. “Impedire a qualcuno di partecipare è molto grave”.

Claudio Scajola cita De Gasperi: “Superare spirito funesto discordie”

Un appello a non trasformare il 25 aprile in un “grigio concentrato di retorica rivolto solo al passato” ma a rendere vivi i valori della Liberazione “nelle scelte del presente e proiettarsi nel futuro”. Con queste parole il sindaco di Imperia Claudio Scajola ha aperto il proprio intervento durante le celebrazioni del 25 aprile nel capoluogo del Ponente ligure. “I tanti ragazzi che hanno dato la vita nella lotta di Liberazione non morirono soltanto per sconfiggere il nazifascismo. Si impegnarono soprattutto per un cambiamento profondo dell’Italia, pur con ragioni diverse, pur con ideali diversi, talvolta anche molto diversi gli uni dagli altri”. In chiusura il sindaco ha richiamato le parole di Alcide De Gasperi: “Davanti a un congresso di partigiani De Gasperi che, mi piace ricordare, ha istituito ufficialmente la festa della Liberazione, disse: “Aiutateci a superare lo spirito funesto delle discordie”. È un monito valido ancora oggi”.

Braga: senza antifascismo non c’è Repubblica

“Quello che celebriamo oggi è un patto solenne tra cittadini scritto nella nostra carta costituzionale. È un patto che si fonda sull’antifascismo. Dobbiamo dirlo chiaramente l’antifascismo non è una scelta politica, non è una bandiera di parte. È il valore fondante su cui poggia la nostra democrazia. Senza l’antifascismo, non avremmo la Repubblica. Per questo dobbiamo difendere la nostra Costituzione anche e soprattutto dalla destra che oggi governa e dimostra di non aver mai fatto i conti con il passato, con il fascismo e le sue responsabilità storiche”. Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, in un video per i social.

Tensione a Milano

In foto, un momento di tensione durante il corteo per il 25 aprile a Milano. 

Milano

Fratoianni: 25 aprile è la festa più bella della Repubblica

“Il 25 aprile è il giorno più bello è la più bella festa della Repubblica, è la festa della liberazione dal nazifascismo. E mi auguro sempre che questa festa possa essere celebrata e vissuta come una pratica quotidiana”, ha detto Nicola Fratoianni di Avs giungendo a Porta Venezia prima della partenza del corteo di Milano.

Pagliarulo (Anpi): serve unità antifascista contro nuovi fascismi

Al corteo del 25 aprile a Milano “c’è divisione, io mi auguro che si ricomponga e mi auguro che in Piazza Duomo arriviamo tutti insieme, ma comunque sia la stragrande maggioranza arriverà in Piazza Duomo”, ha detto il presidente di Anpi Gianfranco Pagliarulo, alla partenza del corteo nazionale a Milano. “L’augurio di questa unità non si limita ad oggi. Io mi auguro che si rafforzi l’unità antifascista nei prossimi giorni, nei prossimi mesi perché abbiamo davanti un grande pericolo, il pericolo che si potrebbe definire di fascismo nuovo”.

25 aprile, Giuli rende omaggio a Lauro De Bosis

In occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha deposto questa mattina a Roma una corona d’alloro presso il busto di Lauro De Bosis, situato sulla Passeggiata del Gianicolo. “Un gesto di rispetto e riconoscenza nei confronti di una figura che ha incarnato, con coraggio e senso civico, i valori di libertà alla base della nostra storia repubblicana”, ha dichiarato Giuli.

Ministro Giuli

Tobagi: “Patrioti erano, sono e resteranno sempre i partigiani”

“La partigiana Teresa Mattei ‘Chicchi’, nata a Genova, in una lettera datata 25 aprile 1945 ancora non ha idea che sarà la più giovane eletta all’assemblea costituente, scrive da Firenze a una compagna partigiana di Milano, Anna Maria Magni, appena mezz’ora dopo aver sentito alla radio che Torino e Milano sono liberate dai ‘patrioti’, dice proprio così perché i patrioti erano, sono e resteranno sempre i partigiani, anche se da destra cercano di rubare e appropriarsi di questa parola”. Lo ricorda la scrittrice Benedetta Tobagi a Genova, in piazza Matteotti, nell’orazione commemorativa per l’81esimomo anniversario della Liberazione.

Fiano: corteo per la libertà di tutti, poi ci sono gli estremisti

“Tutti i partiti politici dell’arco costituzionale e le organizzazioni antifasciste sono qui insieme alla Brigata ebraica”: Emanuele Fiano, esponente del PD e di Sinistra per Israele, lo ho sottolineato rispondendo a una domanda sulla divisione del corteo del 25 aprile a Milano.  “Questo è il corteo in cui si difende la libertà di tutti. Poi ci sono estremisti che assegnano la libertà a chi vogliono loro”, ha aggiunto.

Bucci fischiato da una parte della piazza a Genova

È stato fischiato da una parte della piazza l’intervento del presidente della Regione Liguria Marco Bucci a Genova in occasione dell’81mo anniversario della Liberazione, la contestazione si è placata quando ha ricordato al microfono la figura del partigiano Aldo Gastaldi detto ‘Bisagno’. La sindaca di Genova Silvia Salis si è offerta di intervenire in aiuto, ma Bucci l’ha invitata a “lasciare perdere” proseguendo l’intervento che non non è stato mai interrotto.

Pro-Pal bloccano il corteo del 25 aprile a Milano

Mentre la testa del corteo del 25 aprile a Milano è quasi arrivata in piazza Duomo, risulta bloccato dalle proteste dei pro-Palestina tutto il resto del corteo milanese, compreso lo spezzone della Brigata ebraica, che ha percorso pochi metri e poi si è fermato. I militanti pro Palestina continuano a gridare “fuori dal corteo” e “vergogna” e bloccano il passaggio all’incrocio con via Senato e corso di porta Venezia.

Manifestante contro Gualtieri, ma la piazza la fischia

Una manifestante, sotto il palco allestito a Roma per la Festa della Liberazione, ha contestato il sindaco della Capitale Roberto Gualtieri. La donna è stata fischiata dalla piazza, mentre i manifestanti hanno applaudito e incitato Gualtieri a proseguire nel suo intervento. “Grazie a tutti. Ma sono cose che succedono: a noi le piazze piacciono vere. Ne abbiamo fatte tante di assemblee “, ha detto il sindaco dal palco, continuando il suo discorso.

Il 25 aprile a Genova

A Genova la sindaca Silvia Salis ha mostrato un cartello con la scritta “W il 25 Aprile” tra la folla in piazza Matteotti, durante le celebrazioni per l’81esimo anniversario della Liberazione.

Silvia Salis

Perego: “Liberazione patrimonio prezioso da custodire”

“Oggi celebriamo l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione d’Italia. Il coraggio delle scelte compiute e i sacrifici condivisi da donne e uomini uniti negli ideali di libertà e democrazia, rappresentano un patrimonio prezioso che siamo chiamati a custodire e difendere, ogni giorno, con responsabilità, educazione civica e impegno collettivo. Buona Festa della Liberazione a tutti gli Italiani”, ha scritto su X il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago.

Fiano: insulti alla Brigata ebraica, ‘siete solo saponette mancate’

“Uno ci ha detto, siete solo saponette mancate”. Lo ha riferito l’esponente del Pd Emanuele Fiano al corteo del 25 aprile a Milano parlando delle contestazioni ricevute alla Brigata ebraica dai manifestanti pro Palestina. Molti i fischi arrivati dai manifestanti allo spezzone dove si trova anche Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre, protetto da un ampio schieramento di forze dell’ordine.

Brigata ebraica contestata a partenza corteo Milano

Fischi e grida “vergogna vergogna” al momento dell’immissione della Brigata ebraica nel corteo per il 25 aprile a Milano. La contestazione è avvenuta subito e prosegue lungo via Palestro, mentre la Brigata ebraica lentamente prosegue la marcia scortata da City Angels. “Fuori fuori dal corteo”, viene urlato dai contestatori.

Mattarella: “Da Resistenza si leva invocazione ‘pace, pace, pace’”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a San Severino Marche ha deposto una corona d’alloro presso il Monumento ai Caduti della Resistenza.

Sergio Mattarella

Conte: “25 aprile patto fondativo della Repubblica”

“25 aprile, sempre. Perché la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo non è una semplice ricorrenza ma la viva memoria del patto fondativo della nostra Repubblica, della consapevole scelta compiuta da giovani donne e uomini che hanno piantato i semi di una nuova e duratura libertà per la nostra Nazione”, ha scritto sui suoi social il presidente del M5S Giuseppe Conte pubblicando le foto della cerimonia del25 aprile a Napoli a cui ha partecipato. “Celebrare il 25 aprile significa valorizzare la faticosa conquista della convivenza democratica, rinnovare il riscatto morale e sociale dalla repressione cupa e violenta della dittatura. Significa, soprattutto, scongiurare che il ricordo di chi si è sacrificato per liberare l’Italia venga diluito nelle bassezze di nuovi ed eversivi rigurgiti revisionisti. Viva l’Italia democratica, viva la Costituzione antifascista, viva la Liberazione!”.

Brigata ebraica Milano: “Chi non ci vuole viola memoria Resistenza”

“Ci saranno le solite contestazioni contro di noi in piazza San Babila ma ormai siamo abituati e lo accettiamo con serenità, noi ricordiamo chi ha liberato l’Italia”, ha spiegato il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano, prima della partenza del corte del 25 aprile. Il gruppo sfilerà insieme a cittadini iraniani, ucraini, georgiani, “che sono oppressi dalle dittature”. “Il nostro obiettivo il 25 aprile è sempre quello di allargare le comunità e le etnie presenti per ricordate la Liberazione, perché chi ha liberato l’Italia etano decine di comunità. Senza preclusione, senza alcun colore. Noi siamo qua per ricordate i 5mila soldati della Brigata ebraica, volontari ebrei che hanno combattuto contro i nazisti, se qualcuno non ci vuole viola la memoria del 25 aprile”. La Brigata ebraica come ogni anno sfilerà scortata dal cordone di sicurezza dei City Angels e dagli agenti delle forze dell’ordine.

Alla Garbatella (Roma) nuova opera di Laika per il 25 aprile

In occasione della Festa della Liberazione dal nazifascismo, la street artist Laika firma una nuova opera apparsa nella notte tra il 24 e il 25 aprile nel quartiere della Garbatella, a Roma, luogo simbolo della Resistenza capitolina. Il lavoro, realizzato in collaborazione con i collettivi Join the Resistance e Artivismo, si intitola “Senza memoria non c’è futuro” e ritrae un nonno partigiano che regala un fiore rosso alla sua nipotina. Il poster è accompagnato da un estratto di Oltre il Ponte, brano scritto da Italo Calvino nel 1959: “E vorrei che quei nostri pensieri, quelle nostre speranze di allora rivivessero in quel che tu speri, o ragazza color dell’aurora”.

Bonelli: “Grazie a chi ci ha liberato dal fascismo”

“Buon 25 aprile. Grazie a chi ci ha liberato dal fascismo e ci ha dato la democrazia. Grazie a Sandro Pertini, Alcide De Gasperi, Umberto Terracini, Teresa Noce, Nilde Iotti, Aldo Moro e tante/i altre/i. Ricordare per non dimenticare gli orrori del nazifascismo. O bella ciao”, ha scritto su X Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde.

Piantedosi a Montemiletto

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è intervenuto alle celebrazioni dell’81° Anniversario della Liberazione a Montemiletto, in provincia di Avellino.

Matteo Piantedosi

Landini (Cgil) sul 25 aprile – VIDEO

Schillaci: “Custodiamo i valori della democrazia”

“Il 25 aprile è un momento in cui tutti possiamo ritrovarci uniti attorno ai valori della democrazia, della libertà, del rispetto dei diritti fondamentali. Principi mai scontati, che vanno custoditi e difesi ogni giorno, con responsabilità e impegno”. Lo dichiara in una nota il ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Fitto (Ue): “La libertà non è mai scontata”

“La libertà non è mai scontata! Ricordare ai nostri figli il sangue versato per riconquistarla è un dovere assoluto”. Lo scrive su X il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto. “Il 25 aprile celebriamo la liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista. In tempi drammatici in cui sembra tristemente più facile dover spiegare la guerra, capiamo che la pace non può essere retorica, ma un tenace sforzo costruttivo quotidiano”, sottolinea Fitto, esortando l’Ue a “essere protagonista in questo”. “Sulle macerie dei totalitarismi, padri fondatori come De Gasperi, Adenauer e Schuman hanno edificato la più grande architettura di democrazia e pace del nostro continente – osserva -. Spetta a noi difenderla”.

Mattarella all’Altare della Patria – VIDEO

Rocca (Lazio): “La memoria sia condivisa”

“Celebriamo l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione dal nazifascismo che segnò l’avvio del cammino che portò alla nascita della Repubblica e della Costituzione, fondamento della nostra democrazia. Il 25 aprile è una ricorrenza che, oggi più che mai, non può essere terreno di divisione, ma deve elevarsi a momento di memoria condivisa perché espressione di valori che sono patrimonio comune e che guidano ancora oggi la nostra convivenza civile. In un tempo attraversato da nuovi conflitti, richiama l’impegno a riaffermare con forza quegli ideali perché continuino a vivere nelle giovani generazioni”. Così il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, oggi all’Altare della Patria.

Locatelli: “Oggi pensiamo a quanto vale ogni persona”

“Oggi, 25 aprile, riflettiamo ancora di più sul senso della libertà di un popolo e della sua storia. Oggi in un mondo sempre più complesso e travolto da conflitti, ingiustizie e incertezze pensiamo a quanto vale la vita di ogni Persona. La dignità, la vita indipendente, l’autonomia, il diritto di tutti alla piena cittadinanza, sono elementi essenziali per una vita libera per tutti, senza lasciare indietro nessuno”. Lo afferma la ministra alle Disabilità Alessandra Locatelli in un post su Facebook.

Salvini: “Il 25 aprile una giornata di tutti, per tutti”

“Oggi si festeggia la Liberazione, figlia di tanti ragazzi e tante ragazze che hanno dato la loro vita, più di 300mila alleati da tutto il mondo, quasi 100mila dagli Stati Uniti, sono sepolti in decine di cimiteri italiani, combattendo contro il nazifascismo, siamo qua anche grazie a loro. È una giornata di tutti, per tutti”, e “spero che non passino ancora troppi anni perché sia una giornata di riconciliazione, di pacificazione nazionale. Perché dopo 80 anni ancora polemiche, divisioni, fischi, scontri ai cortei in una giornata che dovrebbe festeggiare la risorgenza, fanno male”, ha detto il vicepremier e ministro Matteo Salvini al Florence American Cemetery and Memorial a Tavarnuzze, in provincia di Firenze, a margine della commemorazione del 25 aprile.

Casini: “Giornata che non appartiene a una sola parte politica”

“Questa giornata non appartiene a una parte politica ma a tutti gli italiani perché, superate le contrapposizioni ideologiche del Novecento, tutti noi ci riconosciamo nella Costituzione e nella lotta antifascista. Nostalgie e malintesi su questo punto non sono possibili: d’altronde la destra italiana, dalla svolta di Fiuggi in poi, ha superato gli equivoci del passato riconoscendo che, nella storia, tutti meritano rispetto ma non tutti hanno le stesse ragioni”. Così l’ex presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, celebrando il 25 aprile nel comune di Modigliana (Forlì-Cesena).

Il ministro Giuli omaggia De Bosis

In occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha deposto questa mattina a Roma una corona d’alloro presso il busto di Lauro De Bosis, situato sulla Passeggiata del Gianicolo. “Un gesto di rispetto e riconoscenza nei confronti di una figura che ha incarnato, con coraggio e senso civico, i valori di libertà alla base della nostra storia repubblicana”, ha dichiarato Giuli.

Piantedosi: “Condanna netta del nazifascismo”

Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi la celebrazione del 25 aprile è “l’occasione per ribadire, con chiarezza, una condanna netta del nazifascismo e del regime fascista, che negarono la libertà, calpestarono la dignità della persona e trascinarono l’Italia nella tragedia della guerra”. Il responsabile del Viminale ne ha parlato a Montemiletto, in provincia di Avellino, evidenziando che “ricordare la Liberazione significa contrastare ogni forma di violenza politica, di nostalgia autoritaria, di antisemitismo, di razzismo, di intolleranza. Perché la Repubblica è nata da una rottura netta con tutto questo”.

Bicchielli (Fi): “Un momento di memoria collettiva”

“Il 25 aprile rappresenta una data fondativa per la nostra Repubblica e un momento di memoria collettiva che deve unire tutti gli italiani nel ricordo di chi ha lottato per la libertà e la democrazia. È nostro dovere custodire e trasmettere alle nuove generazioni i valori che hanno guidato la rinascita del Paese, rafforzando ogni giorno il rispetto delle istituzioni e il senso di comunità”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia, Pino Bicchielli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico. “Mai come oggi, in uno scenario internazionale segnato da tensioni e conflitti, è fondamentale ribadire l’importanza della pace e dell’impegno comune per difenderla. Il 25 aprile sia un momento di unità nazionale, al di là di ogni divisione”, conclude Bicchielli.

Valditara: “Contrastare ogni idea fascista e totalitaria”

Il 25 aprile “dobbiamo interrogarci sul perché oggi e sempre è importante contrastare qualsiasi idea fascista e totalitaria”. Lo ha spiegato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, parlando del senso della festa della Liberazione a margine della deposizione di una corona davanti alla sede del Comune di Milano, insieme al sindaco Giuseppe Sala. “Il 25 aprile è una giornata di riflessione e nelle scuole dovrebbe svilupparsi una riflessione di questo tipo – ha aggiunto -, perché, soprattutto nell’ottantesimo anniversario dell’avvio dei lavori dell’Assemblea Costituente, è importante che si capiscano anche le radici culturali, storiche, politiche della Costituzione”.

Valditara: “Ragionare sul significato della lotta al fascismo”

“Noi dobbiamo ragionare, a partire dalle scuole, sul significato della lotta contro il fascismo”, ha rimarcato ancora il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in occasione del 25 aprile. “Certo, noi siamo contro il fascismo per le leggi razziali, ma chi oggi potrebbe non essere contro le leggi razziali? Ci sono stati antifascisti ben prima delle leggi razziali, antifascisti che hanno perso la vita. Penso a Matteotti, a Gobetti, ai fratelli Rosselli. Allora bisogna andare ancora più in profondità e chiedersi perché il fascismo era sbagliato e perché è giusto celebrare il 25 aprile”. “Innanzitutto perché il fascismo era negazione delle libere elezioni – ha spiegato ancora Valditara -. Poi il fascismo, non soltanto aveva cancellato la democrazia, aveva anche cancellato alcune libertà fondamentali. Penso alla libertà di opinione, libertà di pensiero, libertà di manifestazione della parola”. “Il fascismo aveva cancellato l’importanza della persona. La nostra Costituzione rovescia questa impostazione, a differenza di tutti i regimi totalitari, la nostra Costituzione mette la persona al centro, non al servizio dello Stato, dell’ideologia, della religione o di qualsiasi altra cosa, del partito”, ha concluso.

Renzi: “Viva il 25 aprile, viva la memoria, viva la libertà”

“Felice di aver partecipato alle cerimonie per la Festa della Liberazione nella mia Firenze. Viva il 25 aprile, viva la memoria, viva la libertà! Viva l’Italia!”. Così su X il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Occhiuto: “Ricorrenza che appartiene a ciascuno di noi”

“In occasione della Festa della Liberazione celebriamo una ricorrenza che appartiene al Paese intero, a ciascuno di noi: il giorno in cui l’Italia archiviò il nazifascismo, ritrovando la strada della libertà. Una festa che affonda le sue radici nei valori più alti della Costituzione repubblicana, nata dal sacrificio di donne e uomini che hanno dato la propria vita per restituire al Paese dignità, diritti e futuro”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia. “Il 25 aprile – prosegue – deve essere sempre più un momento di unità, mettendo da parte le divisioni. Una giornata in cui riconoscerci come comunità, nel rispetto della nostra storia e dei principi che ci tengono insieme. Ricordare significa custodire quella memoria, il modo più autentico per onorare chi ha lottato per consegnarci un’Italia libera, democratica e in pace”.

Il sindaco di Milano Sala: “Ci sono divisioni al corteo, ma… “

Questo 25 aprile “sarà una giornata delicata, perché ci sono divisioni, ci sono sempre strascichi di polemiche”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha parlato della giornata della Liberazione, con il corteo che questo pomeriggio si suddividerà per concludersi in diverse piazze, a margine della deposizione delle corone davanti alla sede del Comune. “Però proprio per il fatto che qualcuno non vuol festeggiare il 25 aprile e un po’ nega anche il senso di questa giornata – ha aggiunto -, chi ci crede deve fare la sua parte, deve partecipare, deve far sentire la sua voce. Con grande educazione, che è qualcosa che oggi in politica spesso manca, ma anche in maniera ferma”. “Questo è il motivo per cui siamo qui e saremo oggi in manifestazione e sul palco”, ha concluso.

Partito il corteo antifascista a Trieste

Un corteo antifascista, promosso da Trieste Antifascista e da Global Sumud Italia Fvg, è partito dai pressi della Risiera di San Sabba a Trieste in occasione della Festa della Liberazione. In testa lo striscione con scritto: “Resistere oggi come ieri contro la guerra e i nuovi fascismi”. Diverse le bandiere della Palestina. E ancora slogan contro il riarmo, l’America, Israele, i Cpr e il decreto sicurezza.

Mattarella: “Da San Severino Marche volontà di risorgere”

“Da San Severino Marche, segnata dalle prove del sisma di dieci anni or sono, dalle recenti alluvioni, si conferma la volontà di risorgere. La Repubblica è riconoscente alla gente delle Marche per il contributo che ha dato alla sua fondazione e al suo svilupparsi. Viva la Liberazione, viva la Repubblica!”. Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiuso il suo intervento per le celebrazioni del 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Italia intorno alla sua Carta guarda al futuro”

Serve sempre un’opera “di costruzione della pace attraverso la cooperazione che gli italiani e i popoli europei hanno realizzato sulle ceneri del nazifascismo e sulle rovine del comunismo sovietico. L’Italia, raccolta intorno alla sua Costituzione, guarda con fiducia alle sfide del futuro, insieme agli altri popoli europei”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Dalla Resistenza si leva un’invocazione di pace”

“Le dittature che avevano scatenato il Secondo conflitto mondiale avevano fatto della retorica della guerra un valore. Contro il loro disegno, dai morti tra la popolazione civile, dai militari caduti, dalle vittime dei campi di concentramento, si levava – e si leva – una sola invocazione: pace. Pace per ogni persona. Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese. Questo il senso della Resistenza. Opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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Mattarella ripete ancora: “Ora e sempre Resistenza!”

“Lo scrittore statunitense, William Faulkner – premio Nobel per la letteratura nel 1949 -ammoniva, nel suo “Requiem per una monaca” che “il passato non è mai morto, non è neanche passato”. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Ci sono antistoriche velleità di rimuovere Onu e Ue”

La pace, “fu per rispondere a questo accorato appello che la comunità internazionale progettò, con l’Onu, di ambire a liberare il mondo dall’incubo della guerra e, con il disegno dell’unità europea, di liberarne il nostro continente. In questi ultimi anni stiamo assistendo, dolorosamente, ad antistoriche velleità di affievolire se non addirittura di rimuovere quei percorsi. Dimenticando o ignorando che reagire alla guerra fra i popoli significa dar fiducia a istituzioni comuni di pace, renderle più autorevoli ed efficienti: un impegno tanto più indispensabile ora”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Rabbia nazifascista per relazione partigiani-popolo”

“La stretta relazione tra forze partigiane e popolazione scatenava la rabbia nazifascista con eccidi gratuiti contro la popolazione civile: oltre trecento saranno i civili uccisi per rappresaglia. Gli eccidi si succedevano: Fragheto di Casteldelci, Fabriano, Morro, Pozzuolo e Capolapiaggia, Valdiòla, Matelica, Ponte Chigiano, Pozza e Umito di Acquasanta Terme, Arcevia, Filottrano e la Val Musone. Era un popolo unito quello che si opponeva all’invasore”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella ricorda Pertini, Saragat, Mattei e Dalla Chiesa

“Eminenti figure ebbero a compiere in queste terre scelte che, segnando la loro vita, avrebbero, nel contempo, segnato quella dell’Italia. Il sottotenente dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, che operò, in quegli anni, a San Benedetto del Tronto e a Porto D’Ascoli. Un eroe della Repubblica. Enrico Mattei, protagonista dell’indipendenza economica e dello sviluppo nel dopoguerra della nuova Italia. La sua scelta avvenne proprio qui vicino, a Matelica, per entrare a far parte, successivamente, del Comando del Corpo Volontari della Libertà e, in questa qualità, sfilare, insieme ad altri comandanti, alla testa dei partigiani vittoriosi il 5 maggio 1945 a Milano. E nelle Marche, nell’entroterra maceratese, ebbe modo di operare Sandro Pertini, settimo presidente della nostra Repubblica, dopo la fuga dal carcere di Regina Coeli di Roma – compiuta insieme a Giuseppe Saragat, quinto presidente della Repubblica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Zone sotto nazisti con zelanti complici fascisti”

“Gli avvenimenti in queste terre, con la decisiva avanzata delle truppe alleate, segnarono la ricongiunzione all’Italia libera delle province centro-settentrionali cadute sotto il dominio hitleriano con i suoi zelanti complici fascisti. Anche in questa regione, anche qui a San Severino, a Castel Raimondo, a Matelica, la Liberazione anticipò l’arrivo delle truppe alleate, nel luglio del 1944. Così come le Marche non furono esenti dall’esperienza di ‘zone libere’, di centri amministrati dalle forze partigiane per periodi più o meno lunghi, “Repubbliche” modellate su principi inediti nella storia italiana, esempi embrionali di vita democratica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Complicità della Guardia nazionale repubblicana”

“L’occupazione germanica, la complicità della Guardia Nazionale Repubblicana, la presenza degli uomini della malfamata Legione Tagliamento, hanno recato lutti e sofferenze a questi borghi e alla loro gente. In particolare, questa provincia di Macerata e questi luoghi, come abbiamo ascoltato, furono oggetto di prevaricazioni e stragi. Il concentramento di bande partigiane sapeva tenere in scacco i nazifascisti e si subivano le loro rappresaglie: proprio San Severino fu teatro dei primi scontri a fuoco”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Determinati a difendere unità, giustizia e pace”

“Da San Severino, intendiamo sottolineare – insieme al carattere della nostra ferma unità – la nostra determinazione nella difesa delle nostre libertà, la nostra convinta apertura a condividere, con gli altri popoli, i valori della giustizia e della pace”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Repubblica nata sugli orrori della guerra”

“La Repubblica è “nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Una storia scritta con la vita dagli italiani”

Un amor di Patria, ha continuato il presidente Mattarella, “che, con immenso sacrificio, ebbero a testimoniare i militari lasciati allo sbando, in assenza di ordini dopo l’8 settembre 1943. I giovani che fuggivano i bandi della sedicente Repubblica Sociale Italiana e che si unirono nelle formazioni partigiane. I contadini che venivano strappati alla terra per essere comandati a lavorare alla cosiddetta Linea Gotica, ultimo tentativo del Reich hitleriano di ritardare la disfatta. Le donne, le famiglie verso cui si scatenò, anche in queste contrade, una cieca violenza. I sacerdoti trucidati per rappresaglia, come don Enrico Pocognoni, Medaglia d’oro al Merito civile, parroco di Braccano di Matelica. I Carabinieri che dettero la vita, come Glorio Della Vecchia, vice brigadiere, Medaglia d’argento al valor militare, al quale fu intitolata la Caserma dei Carabinieri di San Severino e il maggior Pasquale Infèlisi, Medaglia di bronzo al valor militare, al quale è intitolata la Caserma della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise a Chieti. Questa la storia, scritta con la loro vita. Da questi italiani”

Mattarella: “25 aprile, a muoverci è amor di Patria”

“Oggi, a San Severino Marche, facciamo memoria del 25 aprile, data della Liberazione del nostro Paese. A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

A Torino coperte statue di Giulio Cesare e Augusto

Le statue raffiguranti Giulio Cesare e Augusto collocate a Torino nella zona della Porta Palatina sono state coperte con un telo nero oggi per iniziativa di Extinction Rebellion in occasione del 25 aprile.

Torino

Conte (M5s): “Festa divisiva solo per chi è antidemocratico”

Il 25 aprile “è una festa divisiva per chi non vuole riconoscere i valori della convivenza democratica, la liberazione dalla opaca schiavitù repressiva nazifascista, ma non c’è possibilità di dividersi sul fatto che abbracciamo i valori della convivenza democratica e della nostra Costituzione. La Costituzione è chiaramente antifascista”. Lo ha detto Giuseppe Conte, presidente M5S, a margine della cerimonia del 25 aprile a Napoli, in Piazza Matteotti.

Bernini: “Accantonare le differenze per combattere assieme”

“Tutti seppero accantonare le differenze, anche le più profonde, per combattere insieme. I comunisti e i cattolici, i socialisti e i liberali, gli azionisti e i monarchici, di fronte a un dramma comune, scrissero, ciascuno per la loro parte, una grande pagina della nostra storia. Una pagina sulla quale si fonda la nostra Costituzione, sulla quale si fonda la nostra libertà”. Lo scrive la ministra all’Università e alla Ricerca Anna Maria Bernini su X in occasione del 25 aprile. “Le parole del presidente Silvio Berlusconi a Onna – aggiunge – ci ricordano il coraggio, soprattutto dei più giovani, che ha fatto la differenza: ragazzi e ragazze che hanno scelto, spesso senza esitazioni, da che parte stare, mettendo davanti a tutto la libertà e il futuro del Paese. È a loro che dobbiamo guardare oggi, con gratitudine e responsabilità. Perché quel patrimonio non è solo memoria, ma una promessa da rinnovare ogni giorno, insieme. Buon 25 aprile a tutti”.

Conte (M5s): “Tutte le forze politiche abbraccino l’antifascismo”

“Io sto alle dichiarazioni che vengono fatte, non spetta a me arrogantemente distribuire patenti di democraticità agli altri leader politici e alla presidente del Consiglio”. Lo ha detto Giuseppe Conte, presidente M5S commentando le parole di Giorgia Meloni sul 25 aprile. “Prendiamo atto – ha detto Conte a margine della sua partecipazione alla celebrazione a Napoli, in Piazza Carità – delle sue dichiarazioni, prendiamo anche atto che fino all’altro giorno La Russa ha fatto dichiarazioni di tono diverso, prendiamo atto che all’interno di Fratelli d’Italia molto spesso vengono fuori delle posizioni più ambigue, ma l’importante è che tutte le forze politiche che siedono in Parlamento si riconoscano nell’ordinamento democratico e abbraccino questi principi e questi valori antifascisti”. Conte sottolinea che “l’importante è questo, non spetta a me – aggiunge – distribuire patenti di antifascismo, spetta a me però, con la responsabilità di essere un leader politico richiamare tutti i cittadini, celebrare questo momento che non deve essere un omaggio formale, ma il ricordo di un momento importante dove l’Italia ha avuto una svolta, si è liberata dalle catene della repressione dittatoriale e ha abbracciato una svolta democratica e quindi di lì è venuta in seguito la nostra Costituzione”.

Standing ovation per Mattarella nelle Marche – FOTO

Mattarella

Hallissey (+Europa): “Aggredito al corteo del 25 aprile”

“Siamo stati aggrediti brutalmente al corteo del 25 aprile da militanti di Cambiare Rotta. Ci hanno spruzzato spray al peperoncino negli occhi e strappato e tolto le bandiere dell’Ucraina, che avevano portato in piazza come ogni anno insieme a quelle della Palestina. Sono dovute intervenire le forze dell’ordine e un’ambulanza per soccorrere me, l’inviato di Pulp Podcast Ivan Grieco e altri compagni radicali, tra cui il segretario Filippo Blengino. In una festa come quella della Liberazione è inammissibile ci sia spazio per questi gruppi violenti e incapace di tollerare la diversità in una piazza che dovrebbe essere inclusiva e aperta, nel ricordo dei partigiani e a sostegno di tutti i popoli che ancora oggi si difendono”. Lo dichiara in una nota Matteo Hallissey, presidente di Radicali Italiani e +Europa.

Il sindaco Lepore: “Bologna città dei diritti e della pace”

“La Resistenza è l’atto di nascita della nostra democrazia e il 25 aprile è la giornata più bella del nostro Paese”. Lo ha detto Matteo Lepore, intervenendo per le celebrazioni dell’81esimo anniversario della Liberazione in piazza del Nettuno a Bologna. Nel suo discorso, il sindaco ha ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “custode della Costituzione”, per aver ricordato “i valori di libertà, giustizia, pace e democrazia nati dalla Resistenza”. “Non possiamo dimenticare – ha aggiunto Lepore – che oggi nel mondo sono in corso decine di conflitti e milioni di persone vivono sotto guerre e regimi autoritari: per questo l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra, resta un riferimento fondamentale”. Il primo cittadino ha poi ribadito il ruolo di Bologna, “città medaglia d’oro della Resistenza”, come presidio di diritti e solidarietà.

Partito il corteo a Roma

Tra bandiere rosse, e dell’Anpi, vessilli della pace, ma anche della Palestina, di Hezbollah, e dell’Iran, migliaia di persone si sono ritrovate a Porta San Paolo e sono ora partite in corteo per l’81esimo anniversario della Liberazione, al termine di una mattinata aperta dalle cerimonie istituzionali.

Calorosa accoglienza a Mattarella a San Severino Marche

Accoglienza calorosa e carica di emozione per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sia al suo arrivo in città, che al suo ingresso nel teatro Feronia di San Severino Marche (Macerata), dove terrà il discorso ufficiale in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile. Il capo dello Stato è stato salutato da una lunga standing ovation del pubblico presente, che si è alzato in piedi tributando un applauso prolungato mentre Mattarella faceva il suo ingresso in sala. All’interno del teatro presenti autorità civili, militari e religiose, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.

Schlein (Pd): “Ripristinare le risorse per i luoghi di memoria”

“Chiediamo con rispetto e fermezza al governo il ripristino delle risorse per i luoghi di memoria. So che ci sono state interlocuzioni e le parole del ministro Giuli le giudico positivamente e con rispetto ma bisogna passare dalle parole ai fatti”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nel suo intervento per le celebrazioni del 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema (Lucca).

Schlein (Pd): “Il fascismo non è un’opinione, è un reato”

“Se la nostra Costituzione sancisce la libertà di manifestazione dl pensiero e di opinione dobbiamo dire che il fascismo non è un’opinione, è un crimine, è un reato, e voglio ringraziare i 32 parlamentari che hanno letto la Costituzione per impedire una conferenza dei neofascisti. Le organizzazioni neofasciste devono essere sciolte, questo dice la nostra costituzione. Il 25 aprile è un giorno di festa, di memoria, impegno, porteremo avanti l’impegno della proposta legge nata proprio a Stazzema contro la propaganda nazista e fascista. Il 25 aprile ci insegna che non va mai persa la speranza, è davvero una giornata luminosa di riscatto e libertà, la nascita di una nuova Italia”. Lo ha detto la segreterai del Pd Elly Schlein nella sua orazione ufficiale per le celebrazioni del 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema (Lucca).

Pro Pal al sindaco di Bologna Lepore: “Parla di Gaza”

“Sindaco, parla di Gaza non solo di Minneapolis”. Con queste parole una cinquantina di manifestanti pro Palestina ha incalzato il primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore, nel corso del suo intervento in piazza del Nettuno in occasione del 25 aprile, invitandolo a prendere le distanze dal conflitto in Medio Oriente. Oltre alle bandiere della Palestina, in manifestanti hanno portato in piazza anche cartelli che recitano ‘Liberazione ieri dal fascismo, oggi dal sionismo’ e ‘Free Palestine, liberazione dal sionismo e dal fascismo’ e hanno urlato slogan come ‘La lotta partigiana ce l’ha insegnato, combattere il fascismo non è reato’ e ‘Sionismo, fascismo, ora e sempre resistenza’. Gli attivisti hanno sottolineato diversi passaggi del discorso del sindaco Lepore, della presidente dell’Anpi di Bologna, Anna Cocchi con frasi e slogan per richiamare l’attenzione sul conflitto in atto, che hanno paragonato alla lotta di Liberazione. Poi, durante l’intervento della consigliera regionale Isabella Conti, i manifestanti hanno lasciato la piazza senza tensioni.

A Roma spuntano bandiere ucraine: attimi di tensione

Attimi di tensione alla manifestazione indetta dell’Anpi a Roma per il 25 aprile. Tutto è nato vicino a Porta San Paolo quando, poco prima delle 11, un gruppo di circa dieci manifestanti ha raggiunto i pressi della Piramide Cestia con bandiere ucraine. Le forze dell’ordine, secondo quanto si apprende, sono intrevenute per evitare che l’episodio potesse degenerare. In quegli attimi, infatti, alcuni manifestanti riconducibili alla componente di estrema sinistra hanno usato spray urticante anche in direzione di agenti in borghese. La situazione è poi tornata alla normalità con l’allontanamento dei manifestanti pro-Ucraina che sono monitorati dalle forze dell’ordine.

A Palermo bandiere palestinesi al corteo

Migliaia di persone in corteo a Palermo per celebrare la Liberazione del 25 aprile. La marcia è partita dalla via Libertà a conclusione della cerimonia istituzionale che si è svolta nel giardino Inglese, intitolato al presidente della Regione Piersanti Mattarella assassinato nel 1980, dove sono state deposte corone d’alloro e fiori nel cippo dedicato a Pompeo Colajanni, il comandante Barbato, e nella lapide dei caduti di Cefalonia dopo gli interventi del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, contestato al grido ‘vergogna’ e ‘dimettiti’, e del presidente dell’Anpi di Palermo Ottavio Terranova. In testa al corteo una gigantografia della carta costituzionale e a seguire lo striscione della Cgil. Tra i manifestanti tante famiglie con bambini, i rappresentanti dell’Anpi, collettivi, associazioni, movimenti. In mezzo un bandierone della Palestina di circa 20 metri. Dedicati alla liberazione di Gaza e dei territori palestinesi i tanti cori dei manifestanti diretti verso piazza Massimo per il comizio finale. Ampio lo spiegamento di agenti della Digos, poliziotti e carabinieri alla cerimonia istituzionale e al corteo pacifico.

Decaro (Puglia): “La storia insegna, bisogna essere bravi scolari”

“È un momento particolare da un punto di vista geopolitico e proprio per questo, come abbiamo detto tante volte, la storia ci insegna e noi dobbiamo essere bravi scolari, perché magari tempo fa qualcuno non sapeva, ma oggi noi sappiamo quello che può accadere, quindi giornate come oggi assumono un significato ancora più importante di grande attualità”. Lo ha detto il governatore della Puglia Antonio Decaro in occasione del 25 aprile.

Decaro (Puglia): “Trasformare la Liberazione in un’idea di futuro”

“Dobbiamo custodire la memoria di questa giornata, celebrare la storia di questa giornata, ma dobbiamo saperla anche trasformare in un’idea di futuro, in una Puglia che deve essere sempre di più una casa dell’accoglienza, ponte di pace, una terra di lavoro. Quindi è un giorno importante che ci ricorda che oggi viviamo in un Paese libero e democratico anche grazie al sacrificio di tante persone. Fu un moto popolare dove tutti decisero di fare la propria parte senza essere di parte e questa è una cosa che dobbiamo ricordarci tutti, perché questa è una festa di tutti, è una festa del popolo italiano”, ha detto il governatore della Puglia Antonio Decaro in occasione del 25 aprile.

Decaro (Puglia): “Siamo noi gli anticorpi democratici ai fascismi”

“Questa è una giornata importante che ricorda a tutti noi che siamo noi, con le nostre scelte, le nostre parole, le nostre azioni politiche, a rappresentare gli anticorpi democratici ai fascismi e anche ai nazionalismi che si riaffacciano spavaldi nel mondo”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, partecipando a Lecce, in piazza Partigiani, alla cerimonia per la Festa della Liberazione, indossando al polso un braccialetto tricolore.

Meloni: “Ricordiamo la sconfitta dell’oppressione fascista”

“Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’Anniversario della Liberazione. “Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale”, aggiunge.

Meloni cita Mattarella: “Sia l’ora della coesione nazionale”

“Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore. Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’81° anniversario della Liberazione.

Lupi cita Papa Giovanni: “Le sue parole sono attuali”

“Vorrei ricordare le parole di Papa Giovanni XXIII, drammaticamente attuali: ‘Non si deve permettere che la sciagura di una guerra mondiale con le sue rovine economiche e sociali e le sue aberrazioni e perturbamenti morali si rovesci per la terza volta sull’umanità’. La memoria della Liberazione serva ad aumentare questa consapevolezza che ci viene autorevolmente richiamata anche dall’attuale Pontefice: ‘La pace si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l’amicizia e la cultura dell’incontro. Torniamo a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica'”. Lo dice Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, in occasione del 25 aprile.

Lupi: “Una Festa che oggi ha un significato particolare”

“Il 25 Aprile è una data importante per tutti gli italiani, e deve quindi essere la festa di tutti gli italiani. La memoria del giorno della Liberazione deve essere l’affermazione della libertà per tutti. Per questo è festa nazionale. Perché unisce, perché non esclude. Perché così la pensò Alcide De Gasperi quando la istituì ottant’anni fa. Nel contesto internazionale di oggi il 25 Aprile si arricchisce di un significato particolare, perché il 25 Aprile è una pagina della storia d’Italia che si intreccia con quella dell’Europa, devastata dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.

Calenda: “Resistenza non è slogan da esibire una volta l’anno”

“Buon 25 aprile. Nella speranza che questa ricorrenza restituisca a tutti noi il vero senso la parola ‘resistenza’. Che non è uno slogan da esibire una volta l’anno. È una lezione precisa: la libertà non si conserva stando fermi, non si ottiene chiedendo gentilmente pietà a chi vuole toglierla. Si difende. Con coraggio, con scelte difficili, spesso a un costo altissimo. I partigiani lo sapevano come lo sanno gli ucraini”. Così Carlo Calenda, leader di Azione.

Ruotolo (Pd): “Libertà e pace non sono conquiste definitive”

“Sono passati 81 anni da quando l’Italia si è liberata dal nazifascismo, ma quel messaggio resta vivo. Ci parla oggi, qui, adesso. Le parole del Presidente Sergio Mattarella ci ricordano che libertà e pace non sono conquiste definitive: possono arretrare, possono essere messe in discussione, possono essere travolte dalla ‘legge del più forte’, cioè dalla barbarie. Oggi, mentre nel mondo tornano guerre, nazionalismi e violazioni del diritto internazionale, il messaggio della Resistenza è più che mai attuale. Difendere la democrazia significa contrastare ogni deriva autoritaria, ogni tentazione di riscrivere la storia, ogni indebolimento dei diritti. Il 25 aprile è questo: è la scelta, ogni giorno, tra la forza del diritto e il diritto della forza. Perché la libertà non è mai garantita per sempre. Va difesa. Ogni giorno”. Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare.

De Poli (Udc): “Trasmettere questo patrimonio ai giovani”

“Il 25 aprile è una ricorrenza che appartiene all’Italia e agli italiani, a coloro che si riconoscono nella nostra Costituzione antifascista. I valori che ispirano la nostra convivenza civile fanno parte del nostro Dna culturale: oggi abbiamo il dovere di trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni affinché, in un momento in cui il modello del più forte appare sempre più attraente, prevalga la cultura della democrazia e della libertà contro la deriva della prevaricazione. In questa giornata il mio pensiero affettuoso va al popolo ucraino che, da oltre 4 anni, è protagonista di un’eroica resistenza”. Lo afferma il senatore e segretario nazionale Udc Antonio De Poli in occasione della Festa della Liberazione.

Centinaio (Lega): “Il 25 aprile non è la festa di una sola parte”

“Uomini e donne. Civili e militari. Liberali, azionisti, repubblicani, socialisti e comunisti. Cattolici ed ebrei. Italiani, inglesi e americani. Grazie a tutti loro, è stato possibile liberare l’Italia da fascismo e nazismo. Chi oggi vorrebbe il 25 aprile come la festa di una sola parte, dovrebbe ricordare il loro esempio, il loro coraggio di mettere da parte le divisioni per un obiettivo comune. La pace, la libertà. Chiunque creda in questi valori, oggi ha il diritto di festeggiare. Buon 25 aprile!”. Lo scrive in una nota il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio.

Ascani (Pd): “La Resistenza è il riscatto morale dell’Italia”

“La Resistenza è anzitutto la storia del riscatto morale dell’Italia, della dignità riconquistata con la lotta al nazifascismo. Fare memoria è una responsabilità, significa difendere la verità, rifiutare ogni ambiguità, custodire ciò che con sangue e sofferenza è stato conquistato. Ancora oggi da quell’eccezionale deposito di valori umani e civili attingiamo ispirazione e forza per chiedere democrazia, libertà e pace per tutti i popoli. Viva il 25 aprile. Viva la Repubblica. Viva la pace”. Così su X Anna Ascani, deputata Pd e vicepresidente della Camera.

Fontana: “Omaggio a donne e uomini di libertà”

“Nel giorno dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo, rendiamo omaggio a donne e uomini che, spesso a costo della vita, hanno contribuito a restituire all’Italia la libertà. Da culture differenti, hanno saputo unirsi per il bene comune. Le loro storie ci richiamano oggi alla responsabilità di difendere e custodire ogni giorno la democrazia, nel rifiuto di ogni forma di totalitarismo e nella promozione della diplomazia e della pace”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana

Perché Mattarella va a San Severino Marche

La visita del capo dello Stato Sergio Mattarella a San Severino Marche (Macerata) rappresenta il culmine di un percorso di riconoscimento del ruolo avuto dal territorio settempedano durante la Resistenza. Nel 2022 proprio Mattarella conferì alla città la medaglia d’oro al merito civile per il contributo alla lotta partigiana e per l’accoglienza offerta a centinaia di sfollati durante la guerra. Il programma della giornata prevede la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti, quindi il trasferimento al teatro Feronia, affacciato sulla piazza principale, dove è atteso l’intervento del presidente della Repubblica davanti alle autorità e alla cittadinanza.

San Severino Marche si prepara ad accogliere Mattarella

Già dalle prime ore del mattino numerosi cittadini di San Severino Marche (Macerata) si sono radunati in piazza del Popolo, trasformata in un punto di incontro festoso ma anche carico di significato civile, per accogliere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Imponente il dispositivo di sicurezza predisposto con un ampio dispiegamento di forze dell’ordine.

Giornata storica per San Severino Marche

Giornata storica per San Severino Marche (Macerata) che accoglie il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni della Festa della Liberazione. La città si è svegliata vestita di tricolore: bandiere lungo le vie del centro, palloncini verdi, bianchi e rossi e uno striscione nel cuore cittadino con la scritta “Grazie presidente”.

La giornata a Roma e Milano

Oggi, 25 aprile 2026, è l’81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

  • A Roma la giornata si è aperta con l’omaggio alle Fosse Ardeatine. Mattarella ha deposto la corona d’alloro all’Altare della Patria: con lui Meloni, Fontana e La Russa. Poi concentramento a Porta San Paolo e corteo verso il parco Schuster.
  • A Milano la tradizionale manifestazione dell’Anpi, con concentramento in corso Venezia e corteo verso piazza Duomo.

La Russa: “Celebrare doverosamente il 25 aprile”

“Oggi all’Altare della Patria con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le alte cariche dello Stato per celebrare doverosamente la ricorrenza del 25 aprile”. Lo scrive su Instagram il presidente del Senato Ignazio La Russa, postando una foto della cerimonia.

Brunetta (Cnel): “Sincera gratitudine a chi donò la sua vita”

“Per le polemiche politiche ci sarà tempo; oggi è il momento più giusto per mostrare tutta la nostra sincera gratitudine a chi, nel 1945, donò la propria vita per liberare l’Italia dalla dittatura e la immaginò come patria dei diritti”, ha detto il presidente del Cnel Renato Brunetta. “Il 25 aprile 2026 celebri la rinnovata libertà e l’ansia di pace, e sia un’occasione da non perdere per esaltare il principio fondamentale della tolleranza”, ha aggiunto.

Contestazioni a Palermo

“Fuori Lagalla e i sionisti dal 25 aprile”, “Lagalla dimettiti”. Sono alcuni dei cori di contestazione contro il sindaco di Palermo alla cerimonia di celebrazione della Liberazione, al giardino Inglese. “Vergogna… vergogna”, hanno urlato i manifestati contro il sindaco Roberto Lagalla quando ha preso la parola, mentre sventolavano bandiere della Palestina e di Cuba. I manifestanti contestano al sindaco di avere incontrato nei giorni scorsi l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled.

Brunetta (Cnel): “La libertà non è una cosa scontata”

“Se oggi respiriamo aria di libertà, non dobbiamo pensare che sia una cosa scontata. Lo confermano la crisi geopolitica e i venti di guerra che soffiano alle porte dell’Europa. La data del 25 aprile, mai come quest’anno, tra bombe che cadono e crisi energetica, diventa per tutti gli italiani un forte invito all’unità. Divisi perdiamo tutti”. Lo dichiara il presidente del Cnel, Renato Brunetta, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile.

Crosetto: “La libertà non è mai un bene dato per acquisito”

Ricordare la Liberazione, ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, “significa anche comprendere che la libertà non è mai un bene acquisito una volta per tutte. Vale lo stesso per la pace, che non nasce dal suo semplice desiderio né può essere considerata definitiva. La pace si costruisce ogni giorno, con responsabilità, equilibrio, forza e determinazione. È una verità che oggi avvertiamo con ancora maggiore chiarezza e convinzione. Le trasformazioni del contesto globale ci ricordano che libertà e sicurezza sono inscindibili. Le minacce assumono forme nuove, si sommano a quelle tradizionali, e si estendono a più dimensioni: militare, economica, tecnologica, energetica, informativa, cibernetica, spaziale e cognitiva”.

Perché il 25 aprile si festeggia la Liberazione

La data del 25 aprile è stata scelta convenzionalmente come giornata di Festa nazionale perché quel giorno, nel 1945, iniziò la ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della Repubblica di Salò da Torino e Milano. Ecco la storia.

Crosetto: “Fu un impegno diffuso e silenzioso”

“Quello che rende straordinaria la Festa della Liberazione è proprio questo: il fatto che sia nata da scelte difficili, pericolose, compiute in contesti diversi ma unite da uno stesso senso di responsabilità”, ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Fu un impegno diffuso e silenzioso, fatto di volti, storie, gesti concreti; un percorso corale di lotta al nazifascismo che allora opprimeva la nostra Patria e molte Patrie dell’Europa, che ha reso possibile la rinascita dell’Italia come Paese libero e democratico, da cui è poi scaturita la Costituzione repubblicana. Un Paese, il nostro, che oggi è parte fondante dell’Unione europea e attore di primo piano nella scena internazionale”, ha aggiunto Crosetto.

Crosetto: “Gratitudine per quella generazione di italiani”

“Donne e uomini della Difesa, il 25 aprile ricordiamo con profonda gratitudine quella generazione di italiani, civili e militari, che ci ha restituito la libertà con grande valore e sacrificio, e che ci ricorda ciò che siamo oggi come Nazione e come comunità”. Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo messaggio in occasione dell’81esimo Anniversario della Liberazione.

I supermercati aperti

Il 25 aprile non è un sabato qualsiasi. Diversi consumatori, alle prese con la spesa settimanale oppure, complice il tempo mite, con gli acquisti da fare per picnic, grigliate e gite fuori porta, si chiedono se i supermercati restino aperti per la Festa della Liberazione. Ecco quali centri commerciali sono attivi.

Gli approfondimenti sul 25 aprile

Mattarella depone la corona d’alloro all’Altare della Patria

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio, all’Altare della Patria, al milite ignoto e a tutti i caduti per la liberazione, deponendo una corona d’alloro, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Il Capo dello Stato era accompagnato dalla premier Giorgia Meloni e dai presidenti delle camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Alla cerimonia erano presenti anche i vertici dell’Esercito e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche.

Salvini: “Grazie a chi ha donato la sua vita”

“Contro ogni dittatura e ogni regime, nazifascista, comunista o islamista, ora e sempre. Per la libertà, ora e sempre. Grazie a chi ha donato la vita per salvare altre vite”. Così su X il vicepremier della Lega Matteo Salvini.

Le manifestazioni istituzionali a Firenze

Il 25 aprile si celebra anche a Firenze. Alle 8 cerimonia al cimitero di Trespiano in ricordo della partigiana Gilda La Rocca. Alle 9.45 verrà scoperta la nuova lapide in memoria della “Resistenza senza armi” degli Internati Militari italiani, con deposizione corone alle lapidi della scuola “Vittorino da Feltre”. Alle 10 la celebrazione con deposizione di una corona di alloro in onore ai caduti di tutte le guerre nella Piazza dell’Unità Italiana, mentre alle 11 è prevista la cerimonia sull’arengario di Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria. Nel pomeriggio spazio alla musica: alle 17.30 concerto della Filarmonica Gioacchino Rossini sull’arengario di Palazzo Vecchio. Non solo: le biblioteche comunali propongono un ricco programma di eventi per celebrare la Festa della Liberazione con presentazioni, incontri, letture e attività per tutte le età.

Le manifestazioni istituzionali a Bologna

Il 25 aprile si celebra anche a Bologna. Alle 9.30, nel Chiostro della Basilica di Santo Stefano, prevista la deposizione di una corona alla lapide dei Caduti in Guerra. Alle 10.15, in piazza Nettuno, alzabandiera con picchetto militare d’onore e deposizione di una corona al Sacrario dei Caduti Partigiani. Intervengono il sindaco di Bologna Matteo Lepore, la presidente dell’Anpi provinciale Bologna Anna Cocchi, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. Alle 11.30 attesa l’esibizione musicale dei Modena City Ramblers. Alle 12, nel giardino di Villa Cassarini in porta Saragozza, la deposizione di una corona alla lapide in ricordo delle vittime omosessuali del nazifascismo.

Le manifestazioni istituzionali a Milano

A Milano si tiene la manifestazione nazionale dell’Anpi, dove partecipa, come ogni anno, il presidente Gianfranco Pagliarulo, con concentramento alle 14 in corso Venezia e corteo verso piazza Duomo. In piazza anche la Brigata ebraica insieme ad un’area della comunità iraniana, “contro ogni dittatura e per la democrazia”. Ci saranno anche i cittadini ucraini, l’Associazione dei Russi liberi, nonché i bielorussi e georgiani che sono contro i loro governi.

Le manifestazioni istituzionali a Roma

A Roma la giornata si è aperta alle 8.30 con l’omaggio alle Fosse Ardeatine. Alle 9 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella depone una corona d’alloro all’Altare della Patria, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i presidenti di Senato e Camera. Alle 10.30, il concentramento a Porta San Paolo e alle 11 l’omaggio al Memoriale della Resistenza. Poi, partenza del corteo verso il parco Schuster. Alle 12 saluti istituzionali e comizio, quindi alle 13 Festa della Liberazione.

Le manifestazioni civili a Roma

Reti di studenti e movimenti, insieme alle realtà pro Palestina, sono in pre-concentramento alle 8.30 sotto la Fao, con il corteo diretto verso l’ambasciata di Cuba e poi a Porta San Paolo. Sui social il coordinamento palestinese rilancia le parole d’ordine “antifasciste, antisioniste e antimperialiste”, inserendo il 25 aprile nel quadro delle mobilitazioni contro guerre e riarmo. Previsti anche percorsi separati e iniziative diffuse, tra cui al Quarticciolo.

Cortei e manifestazioni in tutta Italia

Oggi, 25 aprile, è l’81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. In tutta Italia si tengono cortei e manifestazioni, sia istituzionali che civili. Ecco gli appuntamenti più importanti.

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È stata una giornata di polemiche, scontri e aggressioni quella del 25 aprile 2026, 81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. A Roma due iscritti all’ANPI sono stati feriti da colpi di pistola ad aria compressa sparati da una persona che è poi fuggita in scooter. I due feriti hanno riportato lievi escoriazioni. A Milano invece, dopo ore di tensione, la Brigata Ebraica è stata fatta uscire dal corteo dalla polizia in tenuta antisommossa. Fiano denuncia:”Ci hanno cacciati dal corteo, mai successo in 50 anni”.n

In giornata il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato a San Severino Marche (Macerata), dove ha ricordato che la Repubblica è “nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore“. La premier Meloni: “Ricordiamo la sconfitta dell’oppressione fascista. Oggi sia l’ora della coesione nazionale”. Schlein (Pd): “Il fascismo non è un’opinione, è un reato”. Conte (M5s): “Giornata divisiva solo per chi non si riconosce nei valori democratici”.

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Gli episodi di aggressione e discriminazione contro persone con bandiere ucraine durante le celebrazioni odierne” del 25 aprile “sono assolutamente inaccettabili”. Lo scrive su X l’ambasciata ucraina in Italia. “La bandiera ucraina è oggi simbolo della lotta per la libertà, l’indipendenza, la democrazia e la vita umana contro la brutale guerra della Russia, la più grande guerra dalla Seconda guerra mondiale. Siamo sinceramente grati al governo italiano e a tutti gli italiani che sostengono l’Ucraina e il popolo ucraino nella lotta per la vita e il futuro”, sottolinea l’ambasciata, ribadendo che “la violenza contro chi si oppone alle uccisioni quotidiane di persone innocenti, alla deportazione dei bambini e ai tentativi della Russia di distruggere uno Stato indipendente e il suo popolo suscita profonda indignazione e totale incomprensione” e “non deve ripetersi”.

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“Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione:

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• Aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione;

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• Sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati;

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• Cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati;

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• La Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine.

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Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”, ha scritto sui social  in serata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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“Escludere la Brigata ebraica e i giovani di Forza Italia dal corteo di Milano, così come il ferimento di due iscritti all’Anpi a Roma, sono una vergogna che tradisce i valori di libertà e democrazia che onoriamo nel giorno della Festa della Liberazione. A loro va la mia sincera vicinanza, insieme all’augurio di una pronta guarigione ai feriti. Il 25 aprile è e deve continuare a essere una giornata di unità nazionale e di piena adesione ai valori della nostra Costituzione”, ha detto la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

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“Quanto accaduto anche quest’anno nei cortei del 25 aprile è grave e inaccettabile. Nel giorno della Liberazione è stato negato il diritto di commemorare il contributo eroico della Brigata Ebraica alla sconfitta del nazifascismo, da parte di chi pretende di arrogarsi il monopolio della memoria, della storia e dello spazio pubblico. Intolleranza che ha poi colpito anche altre comunità e cittadini, tra cui iraniani e ucraini, anch’essi bersaglio di ostilità e insulti”, ha detto Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia. “A questo clima infame si aggiunge il fatto gravissimo avvenuto a Roma, dove due iscritti all’Anpi sono stati feriti da colpi di pistola ad aria compressa. Un episodio allarmante che impone una riflessione collettiva e richiama tutti a un’assunzione di responsabilità, a partire dall’uso di toni adeguati e dal rifiuto di ogni forma di demagogia e radicalizzazione”.

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“Da questa piazza di Milano, diciamo una cosa semplice e ferma: l’antifascismo è un presidio vivo della nostra Repubblica. La libertà va difesa, la democrazia praticata, la pace costruita, il lavoro rimesso al centro”. È quanto ha affermato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, nel suo intervento alla manifestazione di Milano a Piazza Duomo, con il ricordo del partigiano Domenico Bertinatti, vicecomandante della 47ma Brigata Garibaldi, fucilato dai tedeschi il 24 novembre 1944.

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“La libertà che celebriamo il 25 aprile è anche il frutto del sacrificio di 90mila soldati americani. Uomini arrivati nella nostra Italia lacerata e che sono rimasti sul nostro suolo, a dispetto dei loro interessi”, ha detto la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, NM, UDC, MAIE.

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“Quanto accaduto nel corteo del 25 aprile lascia amarezza e preoccupazione. La cacciata della Brigata ebraica e di quanti sostengono con convinzione la prospettiva di due popoli e due Stati rappresenta una ferita ai valori di pluralismo e convivenza che quella giornata dovrebbe incarnare”, ha dichiarato Piero Fassino.

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“Condanno i gravi episodi di violenza e gli scontri in occasione di quella che dovrebbe essere una festa di tutti gli italiani, in ricordo dei caduti e di coloro che si unirono indistintamente per il trionfo della libertà. Esprimo solidarietà ai giovani di Forza Italia ai quali è stato impedito di sfilare con le loro bandiere e alla brigata ebraica esclusa dal corteo di Milano”, ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Esprimo altresì vicinanza ai due iscritti all’Anpi feriti a Roma da colpi di pistola ad aria compressa. Inaccettabili episodi che macchiano una giornata di festa. Il 25 Aprile deve essere una giornata dell’unità nazionale, della democrazia e dei valori sanciti dalla Costituzione”.

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‘Mai più fascismi’ è la scritta sullo striscione che ha aperto il corteo antifascista che nel pomeriggio ha attraversato il centro di Bari nell’ambito delle iniziative organizzate per il 25 aprile dal Coordinamento Antifascista di Bari, che comprende Anpi, Arci, Cgil, Libera e le associazioni studentesche Udu, Uds e Zona Franka. Il lungo serpentone con bandiere tricolore, della pace, striscioni e cartelli, sulle note di ‘Bella Ciao’, è partito da piazza del Ferrarese e ha terminato il percorso nel parco Rossani, dove questa sera si terrà un concerto antifascista. Sui cartelli e gli striscioni dei manifestanti frasi come “ieri partigiani, oggi antifascisti”, “partigiani della pace”, “il fascismo non è un’idea, è la morte di tutte le idee”, “Bella Ciao è divisiva solo se sei fascista”.

“,”postId”:”e94e1964-2733-49d6-a52e-380fa65e66ec”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-25T17:45:00.453Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-25T19:45:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”25 aprile, Lupi: violenza e intolleranza ne tradiscono i valori”,”content”:”

“Il 25 Aprile appartiene a tutti: all’Italia, agli italiani e a ogni persona che si riconosce nei valori della democrazia, della libertà e della pace. È una ricorrenza che dovrebbe unire il Paese, non dividerlo. Per questo sono inaccettabili gli insulti rivolti alla Brigata Ebraica, le aggressioni contro chi sfilava con la bandiera ucraina e persino gli spari con una pistola ad aria compressa contro due manifestanti. Episodi del genere non hanno nulla a che vedere con lo spirito della Liberazione: sono atti di intolleranza e violenza che vanno condannati senza ambiguità. Celebrare il 25 Aprile significa difendere la libertà di tutti, il rispetto delle persone e il rifiuto di ogni forma di odio, antisemitismo e sopraffazione. Chi è sceso in Piazza e ha impedito ad altri di manifestare ha negato i valori fondanti di questa giornata”, ha detto il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi.

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“L’episodio di gravissimo antisemitismo che si è verificato a Milano ci preoccupa e ci indigna. Voglio esprimere solidarietà a tutti gli ebrei italiani. Quanto è avvenuto a Milano è gravissimo. La cacciata dal corteo del 25 Aprile dei rappresentanti della Brigata ebraica e della Comunità ebraica dimostra come alcuni diano un tono fazioso e di parte a celebrazioni che dovrebbero unire e ispirarsi a principi di pace e di pacificazione. È indispensabile rafforzare immediatamente le norme che contrastano l’antisemitismo. È un fenomeno che cresce, che si manifesta anche in momenti e in circostanze istituzionali. Questi sentimenti di odio e di razzismo non sono compatibili con la nostra democrazia. I responsabili di quanto è avvenuto vanno individuati e devono rispondere di quanto è accaduto. Le colpe si estendono a promotori e organizzatori di eventi che dovrebbero andare nella direzione esattamente contraria rispetto a quella che ha caratterizzato la giornata odierna a Milano”, ha detto il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri.

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“Sono uscito da poco dall’oftalmico. Ho un’abrasione alla cornea dopo gli avvenimenti di questa mattina. Nelle prossime ore procederemo con la denuncia contro chi ci ha aggredito questa mattina. Chiediamo a tutti di prendere le distanze da questi estremisti di sinistra che stanno rovinando delle celebrazioni come queste”, ha detto Matteo Hallissey, presidente di Radicali italiani, in merito all’aggressione subita durante il corteo per il 25 aprile a Roma con spray urticante.

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In foto, i manifestanti in piazza Duomo a Milano per le celebrazioni del 25 aprile.

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“Gli insulti di oggi alla Brigata ebraica sono inaccettabili. I riferimenti alla pagina più buia e terrificante della nostra storia sono solo odio e negazione della memoria. Come resta intollerabile l’aggressione subita da Matteo Hallissey e la delegazione radicale presente a Roma con le bandiere ucraine. Quelle di un popolo che oggi combatte la propria di Resistenza. Atti vigliacchi e squadristi nel giorno della Liberazione. Celebrare il 25 aprile significa anche rispettarlo, senza piegarlo a divisioni o strumentalizzazioni”, ha scritto sui social il vicesegretario di Azione, Ettore Rosato.

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“Accuso il presidente nazionale dell’Anpi Pagliarulo e il presidente dell’Anpi di Milano Minelli: quello che fanno è incitamento all’antisemitismo”: lo ha detto il presidente della comunità ebraica milanese Walker Meghnagi uscendo dalla Questura. “È stata una pessima giornata. Gli ebrei sono stati parte attiva della liberazione dell’Italia e oggi sono stati fatti ostaggi da persone che hanno vietato di partecipare a un corteo pacifico”, ha aggiunto Meghnagi che non ha partecipato alla manifestazione perché era shabbat ma è arrivato quando è stato avvisato di cosa stava succedendo. “Sono stati offesi, anche con il lancio di uova e pomodori”, ha aggiunto.

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Il capo della Polizia Vittorio Pisani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sono intervenuti al telefono all’incontro che gli esponenti della Brigata e della comunità ebraica di Milano hanno avuto con il questore Bruno Megale dopo che hanno dovuto lasciare il corteo del 25 aprile. “Quando siamo entrati il questore era al telefono con Pisani che mi ha voluto parlare”, ha spiegato Emanuele Fiano. Una conversazione sul “fenomeno nuovo in larga scala diffuso” di antisemitismo “che non può essere trattato come il solito. Anche con il ministro abbiamo avuto lo stesso colloquio: sarà qui martedì al memoriale della Shoah. Bisogna aprire una riflessione su cosa si può fare” e iniziare a pensare alla manifestazione del prossimo anno “da domani. Non si può far finta di niente”.

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“Il 25 aprile dovrebbe essere una festa di libertà, di memoria e di riconoscenza verso tutti coloro che hanno combattuto l’orrore del fascismo e del nazismo. Libertà di manifestare le proprie opinioni e la propria identità, memoria soprattutto di coloro che sono le vittime della follia nazista e riconoscenza verso coloro che hanno combattuto nella Resistenza, come la Brigata Ebraica. È grave arrendersi all’antisemitismo e alla violenza di pochi gruppi estremisti. Significa tradire il senso del 25 aprile: non è un problema degli italiani di origine ebraica e nemmeno degli ucraini a cui è stato impedito di sventolare la propria bandiera, è un problema della nostra democrazia. Che va affrontato, rigettando con forza ogni violenza che vuole reprimere il libero pensiero e la memoria”, ha detto il senatore del Pd Graziano Delrio.

“,”postId”:”3ef65589-2dcb-4183-a250-3595bbad6941″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-25T16:50:00.846Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-25T18:50:00+0200″,”video”:{“videoId”:”1092931″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/cronaca/video/roma-spari-contro-iscritti-anpi-due-feriti-1092931″},”altBackground”:true,”title”:”A Roma spari contro due iscritti all’ANPI, feriti. VIDEO”,”postId”:”8b391616-db0d-4ed2-a16c-66ea8b016235″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-25T16:41:00.879Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-25T18:41:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Anpi Milano: circa 100mila persone al corteo del 25 aprile “,”content”:”

Sono state 100mila le persone che hanno sfilato nel corteo nazionale per il 25 aprile a Milano, secondo quanto riferito dal presidente di Anpi Milano, Primo Minelli. “C’è stato un tappo nel corteo e qualche tensione, ma alla fine il bilancio che noi facciamo di questa giornata è positivo – ha detto al termine dei discorsi dal palco – perché c’è tanta gente e tanti giovani e quindi siamo soddisfatti”.

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“È gravissimo l’episodio che ha coinvolto due persone rimaste ferite da colpi di pistola ad aria compressa mentre si accingevano a celebrare la Festa della Liberazione del 25 aprile. Si tratta di un fatto inquietante, che colpisce una giornata simbolo per i valori democratici del nostro Paese. Mi auguro che venga fatta piena luce al più presto su quanto accaduto e che i responsabili di questo gesto vile e vigliacco siano assicurati alla giustizia”, ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

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Avrebbe esploso tre colpi presumibilmente con una softair l’uomo che ha ferito una coppia, iscritta all’Anpi, nei pressi di parco Schuster dov’era terminato il corteo per il 25 aprile. Dalle prime informazioni, sembra che l’uomo (e non due come si era ipotizzato in un primo momento) fosse a bordo di uno scooter chiaro, con casco integrale nero e giacca verde militare, e abbia sparato da una distanza di circa dieci metri prima di fuggire. Due colpi hanno ferito il marito e un altro la moglie. Sono al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso dettagli dello scooter per risalire all’identità dell’aggressore. Al momento non si esclude alcuna pista. Sulla vicenda indagano gli investigatori della Digos e del commissariato San Paolo.

“,”postId”:”a5781bca-a179-4915-9df3-a6a2f7706e83″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-25T16:08:00.731Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-25T18:08:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Anpi Roma: “Le due persone colpite sono estremamente scioccate””,”content”:”

Le persone colpite a Roma, che sono state ferite, fisicamente ora stanno bene ma sono “estremamente scioccate”. Lo ha detto ai giornalisti la presidente del comitato provinciale dell’Anpi, Marina Pierlorenzi. “C’erano i comizi, poi c’era la musica e nel pomeriggio, due nostri compagni, un signore e una signora, con il fazzoletto dell’Anpi, mentre stavano arrivando qui, sono stati colpiti con una pistola d’aria compressa, o una una scacciacani, io non so bene. La signora è molto scioccata, ed è stata ferita ad una spalla, il marito alla gola e ad una mano perché evidentemente ha tentato di ripararsi. Sono stati medicati, stanno comunque in buona salute, ma sono estremamente scioccati”.

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“Io non so che notizie abbiano riferito a Pagliarulo, ma evidentemente gli hanno riferito delle notizie sbagliate”: così Emanuele Fiano ha replicato al presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, secondo cui la Brigata ebraica ha bloccato il corteo. “La brigata ebraica con dietro i ragazzi dell’Hashomer Hatzair e lo striscione di ‘Sinistra per Israele, due popoli, due Stati’ si è inserita nel corteo seguendo le istruzioni della polizia che ha deciso esattamente dove e quando doveva entrare” e “la Brigata ebraica non si è fermata all’incrocio tra via Senato e corso Venezia, ma è stata fermata da qualche migliaio di persone che, siccome la Brigata Ebraica ha un vessillo con la stella di Davide, siccome Sinistra per Israele ha un vessillo con la stella di Davide, hanno ritenuto, in nome di una loro versione della libertà, che queste persone non potessero sfilare. Punto. Non ci sono altre motivazioni”.

“,”postId”:”e95e99b5-62ae-414e-84ce-38268c1b7117″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-25T15:54:00.833Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-25T17:54:00+0200″,”video”:{“videoId”:”1092802″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/politica/video/25-aprile-mattarella-allaltare-della-patria-1092802″},”altBackground”:true,”title”:”L’omaggio di Mattarella all’Altare della Patria. VIDEO”,”postId”:”1e703d50-1be4-4364-a433-122b68e16a3b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-25T15:47:13.252Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-25T17:47:13+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Questore di Milano incontra delegazione della Brigata ebraica”,”content”:”

Il questore di Milano Bruno Megale sta incontrando una delegazione dei manifestanti della Brigata ebraica al corteo del 25 aprile, con loro anche il presidente della comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi. Fra i presenti il direttore del museo della Brigata Ebraica Davide Romano, Daniele Nahum ed Emanuele Fiano.

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“Che due persone con il fazzoletto dell’Anpi al collo vengano colpite da colpi di pistola, anche se ad aria compressa, come è avvenuto a Roma è di una gravità assoluta. Ai due feriti la nostra solidarietà. Siamo certi che le forze dell’ordine individueranno al più presto il responsabile di questo gesto”, ha detto Nicola Fratoianni di Avs appena appresa la notizia di quanto accaduto nella capitale.

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Lo spezzone della Brigata ebraica del corteo del 25 aprile a Milano si sta dirigendo verso la Questura in via Fatebenefratelli. Fra i presenti Emanuele Fiano, Daniele Nahum e il consigliere regionale Manfredi Palmeri. Una delegazione dovrebbe essere ricevuta dal questore Bruno Megale.

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“È un giorno di festa nazionale perché dai fatti della resistenza sono nati i valori della Repubblica, della democrazia, della Costituzione ed è un dovere per noi, anche come magistrati, trasmettere e custodire la memoria collettiva, anche e soprattutto per le giovani generazioni. Più avranno conoscenza di ciò che è accaduto in quegli anni bui, prima della Liberazione, più avranno consapevolezza, più apprezzeranno quelle conquiste che non sono affatto scontate”, ha detto il presidente dell’Anm, Giuseppe Tango, a margine di un evento del 25 aprile.

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Dopo un lungo blocco, lentamente il corteo principale del 25 aprile a Milano ha ripreso la sua marcia in direzione Piazza Duomo, dove sono già iniziati i comizi finali. Un gruppo di manifestanti con bandiere della Palestina, circa un centinaio, hanno seguito lo spezzone della Brigata ebraica quando è uscita dal corteo in via Senato. Al momento un cordone di forze dell’ordine li ha fermati in via Senato. I manifestanti scandiscono ”Palestina libera’, ‘Milano sa da che parte stare. Palestina libera da fiume al mare’ e ‘Fuori i sionisti da Milano’.

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In foto, un momento di tensione al corteo di Milano

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“Il 25 aprile dovrebbe essere la festa della democrazia, la festa di tutti. È invece quest’anno è stata segnata da episodi di intolleranza e violenza. A Milano, dove cori razzisti e vergognosi sono stati rivolti contro la Brigata ebraica. A Roma, dove due esponenti dell’Anpi sono stati colpiti da colpi di pistola ad aria compressa. E ancora, l’aggressione intollerabile ai militanti e dirigenti di Più Europa, l’allontanamento di un nostro iscritto al corteo di Bologna, colpevole di portare una bandiera ucraina. Un clima di odio inaccettabile. La politica sia unita nel respingerlo”, ha detto Matteo Renzi.

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“Chiederemo conto al ministro Piantedosi”: è quanto ha detto la parlamentare del Pd Lia Quartapelle in merito all’uscita dello spezzone della Brigata ebraica al corteo del 25 aprile a Milano. “Credo che sia gravissimo che la Questura, dopo gli ultimi anni e dopo quanto è successo oggi a Roma e Bologna, non abbia predisposto un sistema di sicurezza in grado di far sfilare le persone con i simboli ebraica in sicurezza”, ha aggiunto. “È una ferita per Milano e per gli antifascisti”, ha concluso.

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“Oggi festeggiamo la scintilla vitale che ha vinto il gelo dell’odio. Il 25 Aprile è la celebrazione di un risveglio umano e civile, è il giorno in cui l’Italia ricorda a se stessa che la libertà è un atto di coraggio collettivo, la democrazia è un sentimento attivo da alimentare ogni giorno con la stessa passione di chi, ottantuno anni fa, scelse di stare dalla parte della luce”. È la riflessione della senatrice Tatjana Rojc (Pd), oggi alla Risiera di San Sabba di Trieste, alla cerimonia per il 25 Aprile.

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“Siamo stati cacciati dalla Polizia, è un fatto grave e ne parleremo”. Lo ha detto il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano, dopo che lo spezzone della Brigata Ebraica è stata fatta uscire dal corteo del 25 aprile a Milano.

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Il corteo del 25 aprile a Milano “non è bloccato per le contestazioni ma perché la Brigata ebraica non si è mossa. Il problema è che la Brigata come da accordo con il questore, così mi hanno detto, doveva uscire a un certo punto dal corteo”. Così il presidente di Anpi Gianfranco Pagliarulo commenta il blocco del corteo nazionale a Milano per le contestazioni alla Brigata ebraica. “Perché non c’è solo la Brigata ebraica, cosa assolutamente legittima, ma ci sono anche gli iraniani che vogliono il ritorno del figlio dello Scià, e questo non mi pare sia una posizione coerente col 25 aprile”. “Ci sono le bandiere israeliane ma c’era stato un impegno, mi hanno detto, da parte della comunità ebraica di non portare le bandiere israeliane per motivi ovvi data la situazione, tutto questo non è avvenuto e si è creata questa situazione molto incresciosa”.

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“Non eravamo eroi. Eravamo ragazzi che a un certo punto hanno deciso di non avere più paura”: la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha citato Ada Gobetti nel suo intervento alle manifestazioni per il 25 aprile. Sottolineando che “non è un altare, è una scelta, è il momento in cui ricordiamo l’Italia che ha scelto di non avere più paura, di non abbassare più lo sguardo di fronte a nessuno”.

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“È una cosa da anni ’30. Sono senza parole”: Daniele Nahum, consigliere comunale di Azione e membro della comunità ebraica di Milano, ha commentato in questo modo l’uscita della Brigata ebraica dal corteo del 25 aprile. “Questi sono fascisti: il problema dell’antisemitismo è diventato una emergenza del Paese. Questa è una ferita per Milano e per gli antifascisti’.

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“I tempi sono questi. Io devo dire che avevo espresso al prefetto e al questore la mia preoccupazione da tempo”, ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala arrivando con la testa del corteo in piazza Duomo, commentando il fatto che la manifestazione del 25 aprile è stata di fatto spezzata di due per le Proteste contro la Brigata ebraica. “Capisco che poi loro facciano quello che possono, ma la situazione in queste settimane, in questi mesi è questa, quindi c’è poco da stupirsi. Io sinceramente un po’ me l’aspettavo. E non lo so, è un fatto organizzativo su cui non posso ovviamente commentare”. Sono state anche urlate delle frasi tipo “meritate di esser saponette”: “Questo è anche il clima che si è creato in quest’ultima fase, spiace perché il 25 aprile è un momento importantissimo. Forse sarebbe ora che la smettessimo di chiamarla festa. Non è una festa, è un momento di riflessione, è un momento di impegno, è un momento di volontà. Però certamente tutto ciò si sta un po’ perdendo”.

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“Siamo stati cacciati dal corteo, perché abbiamo nei nostri striscioni la stella di David, perché difendiamo il diritto dello stato d’Israele di esistere, perché difendiamo i diritti della Brigata ebraica a sfilare? Non lo so, chiedetelo a loro”. è quanto ha spiegato Emanuele Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, presente con la Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile a Milano. “Adesso non ho ancora deciso cosa faremo, se andare in piazza del Duomo o meno. È il cinquantesimo anno che partecipo, non era mai successa una cosa così”, ha aggiunto.

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A quanto si apprende due iscritti all’Anpi, con il fazzoletto dei partigiani al collo, erano in cerca di un bar a via della delle Sette chiese, a Roma, vicino alla piazza della manifestazione per il 25 aprile quando un uomo su uno scooterone chiaro con casco integrale ed un giubbotto di colore militare si è fermato, ha estratto pistola e ha sparato con pistola ad aria compressa. I due, marito e moglie, sono stati colpiti al collo ed alla guancia il primo, alla spalla la seconda. Hanno perso sangue.

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Fra fischi e applausi, insulti e grida ‘fuori, fuori’, la polizia in tenuta antisommossa sta facendo spostare lo spezzone della Brigata ebraica fuori dal corteo del 25 aprile a Milano, lungo via Senato.

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“Come ben ricordato dal Capo dello Stato è bene rinnovare l’impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. In un periodo caratterizzato da guerre e minacce, l’auspicio è che questa giornata sia la festa di ogni italiano, a prescindere dallo schieramento politico a cui appartiene”, ha detto l’onorevole Aldo Mattia (FdI), che a Matera ha partecipato alle celebrazioni in occasione del 25 aprile, “onorato di essere presente quale rappresentante del Parlamento Italiano”.

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La testa del corteo nazionale del 25 aprile è arrivata in piazza Duomo a Milano, dove si terranno i discorsi delle autorità dal palco. Il corteo della Liberazione è di fatto spezzato in due, perché la gran parte dei manifestanti è ancora bloccata a metà di corso Venezia per le proteste dei pro Palestina e di altri cittadini contrari alla presenza della Brigata ebraica. Le tensioni negli ultimi giorni sono aumentate anche a causa della decisione del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, di mantenere il gemellaggio con la città di Tel Aviv. Una decisione che ha provocato anche la spaccatura delle piazze, che sono tre diverse a Milano in questo 25 aprile segnato da tensioni e divisioni. Anche la testa del corteo, dove sfila il sindaco Giuseppe Sala, ha subito qualche contestazione anche se in tono minore, con qualche cittadino che ha urlato: “Sala non ci ascolta, no al gemellaggio con Tel Aviv”.

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“Siamo entrati nel corteo dove ci hanno detto le forze dell’ordine. Siamo rimasti dietro un cordone di polizia fino a quando ci hanno detto di entrare. Il problema non è quando siamo entrati, ma che ci sono migliaia di persone che non vogliono che lo spezzone della Brigata ebraica vada avanti”, ha spiegato Emaniele Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, presente con la Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile a Milano. “Pensare che ci sia qualcuno che può decidere chi partecipa a un corteo e chi no, è una cosa folle” ha aggiunto, spiegando che la polizia ha chiesto che “lo spezzone si sposti in via Senato” una volta passato il resto del corteo. “Impedire a qualcuno di partecipare è molto grave”.

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Un appello a non trasformare il 25 aprile in un “grigio concentrato di retorica rivolto solo al passato” ma a rendere vivi i valori della Liberazione “nelle scelte del presente e proiettarsi nel futuro”. Con queste parole il sindaco di Imperia Claudio Scajola ha aperto il proprio intervento durante le celebrazioni del 25 aprile nel capoluogo del Ponente ligure. “I tanti ragazzi che hanno dato la vita nella lotta di Liberazione non morirono soltanto per sconfiggere il nazifascismo. Si impegnarono soprattutto per un cambiamento profondo dell’Italia, pur con ragioni diverse, pur con ideali diversi, talvolta anche molto diversi gli uni dagli altri”. In chiusura il sindaco ha richiamato le parole di Alcide De Gasperi: “Davanti a un congresso di partigiani De Gasperi che, mi piace ricordare, ha istituito ufficialmente la festa della Liberazione, disse: “Aiutateci a superare lo spirito funesto delle discordie”. È un monito valido ancora oggi”.

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“Quello che celebriamo oggi è un patto solenne tra cittadini scritto nella nostra carta costituzionale. È un patto che si fonda sull’antifascismo. Dobbiamo dirlo chiaramente l’antifascismo non è una scelta politica, non è una bandiera di parte. È il valore fondante su cui poggia la nostra democrazia. Senza l’antifascismo, non avremmo la Repubblica. Per questo dobbiamo difendere la nostra Costituzione anche e soprattutto dalla destra che oggi governa e dimostra di non aver mai fatto i conti con il passato, con il fascismo e le sue responsabilità storiche”. Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, in un video per i social.

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In foto, un momento di tensione durante il corteo per il 25 aprile a Milano. 

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“Il 25 aprile è il giorno più bello è la più bella festa della Repubblica, è la festa della liberazione dal nazifascismo. E mi auguro sempre che questa festa possa essere celebrata e vissuta come una pratica quotidiana”, ha detto Nicola Fratoianni di Avs giungendo a Porta Venezia prima della partenza del corteo di Milano.

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Al corteo del 25 aprile a Milano “c’è divisione, io mi auguro che si ricomponga e mi auguro che in Piazza Duomo arriviamo tutti insieme, ma comunque sia la stragrande maggioranza arriverà in Piazza Duomo”, ha detto il presidente di Anpi Gianfranco Pagliarulo, alla partenza del corteo nazionale a Milano. “L’augurio di questa unità non si limita ad oggi. Io mi auguro che si rafforzi l’unità antifascista nei prossimi giorni, nei prossimi mesi perché abbiamo davanti un grande pericolo, il pericolo che si potrebbe definire di fascismo nuovo”.

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In occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha deposto questa mattina a Roma una corona d’alloro presso il busto di Lauro De Bosis, situato sulla Passeggiata del Gianicolo. “Un gesto di rispetto e riconoscenza nei confronti di una figura che ha incarnato, con coraggio e senso civico, i valori di libertà alla base della nostra storia repubblicana”, ha dichiarato Giuli.

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“La partigiana Teresa Mattei ‘Chicchi’, nata a Genova, in una lettera datata 25 aprile 1945 ancora non ha idea che sarà la più giovane eletta all’assemblea costituente, scrive da Firenze a una compagna partigiana di Milano, Anna Maria Magni, appena mezz’ora dopo aver sentito alla radio che Torino e Milano sono liberate dai ‘patrioti’, dice proprio così perché i patrioti erano, sono e resteranno sempre i partigiani, anche se da destra cercano di rubare e appropriarsi di questa parola”. Lo ricorda la scrittrice Benedetta Tobagi a Genova, in piazza Matteotti, nell’orazione commemorativa per l’81esimomo anniversario della Liberazione.

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“Tutti i partiti politici dell’arco costituzionale e le organizzazioni antifasciste sono qui insieme alla Brigata ebraica”: Emanuele Fiano, esponente del PD e di Sinistra per Israele, lo ho sottolineato rispondendo a una domanda sulla divisione del corteo del 25 aprile a Milano.  “Questo è il corteo in cui si difende la libertà di tutti. Poi ci sono estremisti che assegnano la libertà a chi vogliono loro”, ha aggiunto.

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È stato fischiato da una parte della piazza l’intervento del presidente della Regione Liguria Marco Bucci a Genova in occasione dell’81mo anniversario della Liberazione, la contestazione si è placata quando ha ricordato al microfono la figura del partigiano Aldo Gastaldi detto ‘Bisagno’. La sindaca di Genova Silvia Salis si è offerta di intervenire in aiuto, ma Bucci l’ha invitata a “lasciare perdere” proseguendo l’intervento che non non è stato mai interrotto.

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Mentre la testa del corteo del 25 aprile a Milano è quasi arrivata in piazza Duomo, risulta bloccato dalle proteste dei pro-Palestina tutto il resto del corteo milanese, compreso lo spezzone della Brigata ebraica, che ha percorso pochi metri e poi si è fermato. I militanti pro Palestina continuano a gridare “fuori dal corteo” e “vergogna” e bloccano il passaggio all’incrocio con via Senato e corso di porta Venezia.

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Una manifestante, sotto il palco allestito a Roma per la Festa della Liberazione, ha contestato il sindaco della Capitale Roberto Gualtieri. La donna è stata fischiata dalla piazza, mentre i manifestanti hanno applaudito e incitato Gualtieri a proseguire nel suo intervento. “Grazie a tutti. Ma sono cose che succedono: a noi le piazze piacciono vere. Ne abbiamo fatte tante di assemblee “, ha detto il sindaco dal palco, continuando il suo discorso.

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A Genova la sindaca Silvia Salis ha mostrato un cartello con la scritta “W il 25 Aprile” tra la folla in piazza Matteotti, durante le celebrazioni per l’81esimo anniversario della Liberazione.

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“Oggi celebriamo l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione d’Italia. Il coraggio delle scelte compiute e i sacrifici condivisi da donne e uomini uniti negli ideali di libertà e democrazia, rappresentano un patrimonio prezioso che siamo chiamati a custodire e difendere, ogni giorno, con responsabilità, educazione civica e impegno collettivo. Buona Festa della Liberazione a tutti gli Italiani”, ha scritto su X il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago.

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“Uno ci ha detto, siete solo saponette mancate”. Lo ha riferito l’esponente del Pd Emanuele Fiano al corteo del 25 aprile a Milano parlando delle contestazioni ricevute alla Brigata ebraica dai manifestanti pro Palestina. Molti i fischi arrivati dai manifestanti allo spezzone dove si trova anche Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre, protetto da un ampio schieramento di forze dell’ordine.

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Fischi e grida “vergogna vergogna” al momento dell’immissione della Brigata ebraica nel corteo per il 25 aprile a Milano. La contestazione è avvenuta subito e prosegue lungo via Palestro, mentre la Brigata ebraica lentamente prosegue la marcia scortata da City Angels. “Fuori fuori dal corteo”, viene urlato dai contestatori.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a San Severino Marche ha deposto una corona d’alloro presso il Monumento ai Caduti della Resistenza.

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“25 aprile, sempre. Perché la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo non è una semplice ricorrenza ma la viva memoria del patto fondativo della nostra Repubblica, della consapevole scelta compiuta da giovani donne e uomini che hanno piantato i semi di una nuova e duratura libertà per la nostra Nazione”, ha scritto sui suoi social il presidente del M5S Giuseppe Conte pubblicando le foto della cerimonia del25 aprile a Napoli a cui ha partecipato. “Celebrare il 25 aprile significa valorizzare la faticosa conquista della convivenza democratica, rinnovare il riscatto morale e sociale dalla repressione cupa e violenta della dittatura. Significa, soprattutto, scongiurare che il ricordo di chi si è sacrificato per liberare l’Italia venga diluito nelle bassezze di nuovi ed eversivi rigurgiti revisionisti. Viva l’Italia democratica, viva la Costituzione antifascista, viva la Liberazione!”.

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“Ci saranno le solite contestazioni contro di noi in piazza San Babila ma ormai siamo abituati e lo accettiamo con serenità, noi ricordiamo chi ha liberato l’Italia”, ha spiegato il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano, prima della partenza del corte del 25 aprile. Il gruppo sfilerà insieme a cittadini iraniani, ucraini, georgiani, “che sono oppressi dalle dittature”. “Il nostro obiettivo il 25 aprile è sempre quello di allargare le comunità e le etnie presenti per ricordate la Liberazione, perché chi ha liberato l’Italia etano decine di comunità. Senza preclusione, senza alcun colore. Noi siamo qua per ricordate i 5mila soldati della Brigata ebraica, volontari ebrei che hanno combattuto contro i nazisti, se qualcuno non ci vuole viola la memoria del 25 aprile”. La Brigata ebraica come ogni anno sfilerà scortata dal cordone di sicurezza dei City Angels e dagli agenti delle forze dell’ordine.

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In occasione della Festa della Liberazione dal nazifascismo, la street artist Laika firma una nuova opera apparsa nella notte tra il 24 e il 25 aprile nel quartiere della Garbatella, a Roma, luogo simbolo della Resistenza capitolina. Il lavoro, realizzato in collaborazione con i collettivi Join the Resistance e Artivismo, si intitola “Senza memoria non c’è futuro” e ritrae un nonno partigiano che regala un fiore rosso alla sua nipotina. Il poster è accompagnato da un estratto di Oltre il Ponte, brano scritto da Italo Calvino nel 1959: “E vorrei che quei nostri pensieri, quelle nostre speranze di allora rivivessero in quel che tu speri, o ragazza color dell’aurora”.

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“Buon 25 aprile. Grazie a chi ci ha liberato dal fascismo e ci ha dato la democrazia. Grazie a Sandro Pertini, Alcide De Gasperi, Umberto Terracini, Teresa Noce, Nilde Iotti, Aldo Moro e tante/i altre/i. Ricordare per non dimenticare gli orrori del nazifascismo. O bella ciao”, ha scritto su X Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde.

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Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è intervenuto alle celebrazioni dell’81° Anniversario della Liberazione a Montemiletto, in provincia di Avellino.

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“Il 25 aprile è un momento in cui tutti possiamo ritrovarci uniti attorno ai valori della democrazia, della libertà, del rispetto dei diritti fondamentali. Principi mai scontati, che vanno custoditi e difesi ogni giorno, con responsabilità e impegno”. Lo dichiara in una nota il ministro della Salute, Orazio Schillaci.

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“La libertà non è mai scontata! Ricordare ai nostri figli il sangue versato per riconquistarla è un dovere assoluto”. Lo scrive su X il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto. “Il 25 aprile celebriamo la liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista. In tempi drammatici in cui sembra tristemente più facile dover spiegare la guerra, capiamo che la pace non può essere retorica, ma un tenace sforzo costruttivo quotidiano”, sottolinea Fitto, esortando l’Ue a “essere protagonista in questo”. “Sulle macerie dei totalitarismi, padri fondatori come De Gasperi, Adenauer e Schuman hanno edificato la più grande architettura di democrazia e pace del nostro continente – osserva -. Spetta a noi difenderla”.

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“Celebriamo l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione dal nazifascismo che segnò l’avvio del cammino che portò alla nascita della Repubblica e della Costituzione, fondamento della nostra democrazia. Il 25 aprile è una ricorrenza che, oggi più che mai, non può essere terreno di divisione, ma deve elevarsi a momento di memoria condivisa perché espressione di valori che sono patrimonio comune e che guidano ancora oggi la nostra convivenza civile. In un tempo attraversato da nuovi conflitti, richiama l’impegno a riaffermare con forza quegli ideali perché continuino a vivere nelle giovani generazioni”. Così il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, oggi all’Altare della Patria.

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“Oggi, 25 aprile, riflettiamo ancora di più sul senso della libertà di un popolo e della sua storia. Oggi in un mondo sempre più complesso e travolto da conflitti, ingiustizie e incertezze pensiamo a quanto vale la vita di ogni Persona. La dignità, la vita indipendente, l’autonomia, il diritto di tutti alla piena cittadinanza, sono elementi essenziali per una vita libera per tutti, senza lasciare indietro nessuno”. Lo afferma la ministra alle Disabilità Alessandra Locatelli in un post su Facebook.

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“Oggi si festeggia la Liberazione, figlia di tanti ragazzi e tante ragazze che hanno dato la loro vita, più di 300mila alleati da tutto il mondo, quasi 100mila dagli Stati Uniti, sono sepolti in decine di cimiteri italiani, combattendo contro il nazifascismo, siamo qua anche grazie a loro. È una giornata di tutti, per tutti”, e “spero che non passino ancora troppi anni perché sia una giornata di riconciliazione, di pacificazione nazionale. Perché dopo 80 anni ancora polemiche, divisioni, fischi, scontri ai cortei in una giornata che dovrebbe festeggiare la risorgenza, fanno male”, ha detto il vicepremier e ministro Matteo Salvini al Florence American Cemetery and Memorial a Tavarnuzze, in provincia di Firenze, a margine della commemorazione del 25 aprile.

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“Questa giornata non appartiene a una parte politica ma a tutti gli italiani perché, superate le contrapposizioni ideologiche del Novecento, tutti noi ci riconosciamo nella Costituzione e nella lotta antifascista. Nostalgie e malintesi su questo punto non sono possibili: d’altronde la destra italiana, dalla svolta di Fiuggi in poi, ha superato gli equivoci del passato riconoscendo che, nella storia, tutti meritano rispetto ma non tutti hanno le stesse ragioni”. Così l’ex presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, celebrando il 25 aprile nel comune di Modigliana (Forlì-Cesena).

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In occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha deposto questa mattina a Roma una corona d’alloro presso il busto di Lauro De Bosis, situato sulla Passeggiata del Gianicolo. “Un gesto di rispetto e riconoscenza nei confronti di una figura che ha incarnato, con coraggio e senso civico, i valori di libertà alla base della nostra storia repubblicana”, ha dichiarato Giuli.

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Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi la celebrazione del 25 aprile è “l’occasione per ribadire, con chiarezza, una condanna netta del nazifascismo e del regime fascista, che negarono la libertà, calpestarono la dignità della persona e trascinarono l’Italia nella tragedia della guerra”. Il responsabile del Viminale ne ha parlato a Montemiletto, in provincia di Avellino, evidenziando che “ricordare la Liberazione significa contrastare ogni forma di violenza politica, di nostalgia autoritaria, di antisemitismo, di razzismo, di intolleranza. Perché la Repubblica è nata da una rottura netta con tutto questo”.

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“Il 25 aprile rappresenta una data fondativa per la nostra Repubblica e un momento di memoria collettiva che deve unire tutti gli italiani nel ricordo di chi ha lottato per la libertà e la democrazia. È nostro dovere custodire e trasmettere alle nuove generazioni i valori che hanno guidato la rinascita del Paese, rafforzando ogni giorno il rispetto delle istituzioni e il senso di comunità”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia, Pino Bicchielli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico. “Mai come oggi, in uno scenario internazionale segnato da tensioni e conflitti, è fondamentale ribadire l’importanza della pace e dell’impegno comune per difenderla. Il 25 aprile sia un momento di unità nazionale, al di là di ogni divisione”, conclude Bicchielli.

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Il 25 aprile “dobbiamo interrogarci sul perché oggi e sempre è importante contrastare qualsiasi idea fascista e totalitaria”. Lo ha spiegato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, parlando del senso della festa della Liberazione a margine della deposizione di una corona davanti alla sede del Comune di Milano, insieme al sindaco Giuseppe Sala. “Il 25 aprile è una giornata di riflessione e nelle scuole dovrebbe svilupparsi una riflessione di questo tipo – ha aggiunto -, perché, soprattutto nell’ottantesimo anniversario dell’avvio dei lavori dell’Assemblea Costituente, è importante che si capiscano anche le radici culturali, storiche, politiche della Costituzione”.

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“Noi dobbiamo ragionare, a partire dalle scuole, sul significato della lotta contro il fascismo”, ha rimarcato ancora il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in occasione del 25 aprile. “Certo, noi siamo contro il fascismo per le leggi razziali, ma chi oggi potrebbe non essere contro le leggi razziali? Ci sono stati antifascisti ben prima delle leggi razziali, antifascisti che hanno perso la vita. Penso a Matteotti, a Gobetti, ai fratelli Rosselli. Allora bisogna andare ancora più in profondità e chiedersi perché il fascismo era sbagliato e perché è giusto celebrare il 25 aprile”. “Innanzitutto perché il fascismo era negazione delle libere elezioni – ha spiegato ancora Valditara -. Poi il fascismo, non soltanto aveva cancellato la democrazia, aveva anche cancellato alcune libertà fondamentali. Penso alla libertà di opinione, libertà di pensiero, libertà di manifestazione della parola”. “Il fascismo aveva cancellato l’importanza della persona. La nostra Costituzione rovescia questa impostazione, a differenza di tutti i regimi totalitari, la nostra Costituzione mette la persona al centro, non al servizio dello Stato, dell’ideologia, della religione o di qualsiasi altra cosa, del partito”, ha concluso.

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“Felice di aver partecipato alle cerimonie per la Festa della Liberazione nella mia Firenze. Viva il 25 aprile, viva la memoria, viva la libertà! Viva l’Italia!”. Così su X il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

“,”postId”:”0f5c918d-1481-4a8a-926d-0214de62c5c5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-04-25T11:10:00.327Z”,”timestampUtcIt”:”2026-04-25T13:10:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Occhiuto: “Ricorrenza che appartiene a ciascuno di noi””,”content”:”

“In occasione della Festa della Liberazione celebriamo una ricorrenza che appartiene al Paese intero, a ciascuno di noi: il giorno in cui l’Italia archiviò il nazifascismo, ritrovando la strada della libertà. Una festa che affonda le sue radici nei valori più alti della Costituzione repubblicana, nata dal sacrificio di donne e uomini che hanno dato la propria vita per restituire al Paese dignità, diritti e futuro”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia. “Il 25 aprile – prosegue – deve essere sempre più un momento di unità, mettendo da parte le divisioni. Una giornata in cui riconoscerci come comunità, nel rispetto della nostra storia e dei principi che ci tengono insieme. Ricordare significa custodire quella memoria, il modo più autentico per onorare chi ha lottato per consegnarci un’Italia libera, democratica e in pace”.

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Questo 25 aprile “sarà una giornata delicata, perché ci sono divisioni, ci sono sempre strascichi di polemiche”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha parlato della giornata della Liberazione, con il corteo che questo pomeriggio si suddividerà per concludersi in diverse piazze, a margine della deposizione delle corone davanti alla sede del Comune. “Però proprio per il fatto che qualcuno non vuol festeggiare il 25 aprile e un po’ nega anche il senso di questa giornata – ha aggiunto -, chi ci crede deve fare la sua parte, deve partecipare, deve far sentire la sua voce. Con grande educazione, che è qualcosa che oggi in politica spesso manca, ma anche in maniera ferma”. “Questo è il motivo per cui siamo qui e saremo oggi in manifestazione e sul palco”, ha concluso.

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Un corteo antifascista, promosso da Trieste Antifascista e da Global Sumud Italia Fvg, è partito dai pressi della Risiera di San Sabba a Trieste in occasione della Festa della Liberazione. In testa lo striscione con scritto: “Resistere oggi come ieri contro la guerra e i nuovi fascismi”. Diverse le bandiere della Palestina. E ancora slogan contro il riarmo, l’America, Israele, i Cpr e il decreto sicurezza.

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“Da San Severino Marche, segnata dalle prove del sisma di dieci anni or sono, dalle recenti alluvioni, si conferma la volontà di risorgere. La Repubblica è riconoscente alla gente delle Marche per il contributo che ha dato alla sua fondazione e al suo svilupparsi. Viva la Liberazione, viva la Repubblica!”. Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiuso il suo intervento per le celebrazioni del 25 aprile a San Severino Marche.

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Serve sempre un’opera “di costruzione della pace attraverso la cooperazione che gli italiani e i popoli europei hanno realizzato sulle ceneri del nazifascismo e sulle rovine del comunismo sovietico. L’Italia, raccolta intorno alla sua Costituzione, guarda con fiducia alle sfide del futuro, insieme agli altri popoli europei”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“Le dittature che avevano scatenato il Secondo conflitto mondiale avevano fatto della retorica della guerra un valore. Contro il loro disegno, dai morti tra la popolazione civile, dai militari caduti, dalle vittime dei campi di concentramento, si levava – e si leva – una sola invocazione: pace. Pace per ogni persona. Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese. Questo il senso della Resistenza. Opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“Lo scrittore statunitense, William Faulkner – premio Nobel per la letteratura nel 1949 -ammoniva, nel suo “Requiem per una monaca” che “il passato non è mai morto, non è neanche passato”. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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La pace, “fu per rispondere a questo accorato appello che la comunità internazionale progettò, con l’Onu, di ambire a liberare il mondo dall’incubo della guerra e, con il disegno dell’unità europea, di liberarne il nostro continente. In questi ultimi anni stiamo assistendo, dolorosamente, ad antistoriche velleità di affievolire se non addirittura di rimuovere quei percorsi. Dimenticando o ignorando che reagire alla guerra fra i popoli significa dar fiducia a istituzioni comuni di pace, renderle più autorevoli ed efficienti: un impegno tanto più indispensabile ora”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“La stretta relazione tra forze partigiane e popolazione scatenava la rabbia nazifascista con eccidi gratuiti contro la popolazione civile: oltre trecento saranno i civili uccisi per rappresaglia. Gli eccidi si succedevano: Fragheto di Casteldelci, Fabriano, Morro, Pozzuolo e Capolapiaggia, Valdiòla, Matelica, Ponte Chigiano, Pozza e Umito di Acquasanta Terme, Arcevia, Filottrano e la Val Musone. Era un popolo unito quello che si opponeva all’invasore”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“Eminenti figure ebbero a compiere in queste terre scelte che, segnando la loro vita, avrebbero, nel contempo, segnato quella dell’Italia. Il sottotenente dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, che operò, in quegli anni, a San Benedetto del Tronto e a Porto D’Ascoli. Un eroe della Repubblica. Enrico Mattei, protagonista dell’indipendenza economica e dello sviluppo nel dopoguerra della nuova Italia. La sua scelta avvenne proprio qui vicino, a Matelica, per entrare a far parte, successivamente, del Comando del Corpo Volontari della Libertà e, in questa qualità, sfilare, insieme ad altri comandanti, alla testa dei partigiani vittoriosi il 5 maggio 1945 a Milano. E nelle Marche, nell’entroterra maceratese, ebbe modo di operare Sandro Pertini, settimo presidente della nostra Repubblica, dopo la fuga dal carcere di Regina Coeli di Roma – compiuta insieme a Giuseppe Saragat, quinto presidente della Repubblica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“Gli avvenimenti in queste terre, con la decisiva avanzata delle truppe alleate, segnarono la ricongiunzione all’Italia libera delle province centro-settentrionali cadute sotto il dominio hitleriano con i suoi zelanti complici fascisti. Anche in questa regione, anche qui a San Severino, a Castel Raimondo, a Matelica, la Liberazione anticipò l’arrivo delle truppe alleate, nel luglio del 1944. Così come le Marche non furono esenti dall’esperienza di ‘zone libere’, di centri amministrati dalle forze partigiane per periodi più o meno lunghi, “Repubbliche” modellate su principi inediti nella storia italiana, esempi embrionali di vita democratica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“L’occupazione germanica, la complicità della Guardia Nazionale Repubblicana, la presenza degli uomini della malfamata Legione Tagliamento, hanno recato lutti e sofferenze a questi borghi e alla loro gente. In particolare, questa provincia di Macerata e questi luoghi, come abbiamo ascoltato, furono oggetto di prevaricazioni e stragi. Il concentramento di bande partigiane sapeva tenere in scacco i nazifascisti e si subivano le loro rappresaglie: proprio San Severino fu teatro dei primi scontri a fuoco”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“Da San Severino, intendiamo sottolineare – insieme al carattere della nostra ferma unità – la nostra determinazione nella difesa delle nostre libertà, la nostra convinta apertura a condividere, con gli altri popoli, i valori della giustizia e della pace”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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“La Repubblica è “nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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Un amor di Patria, ha continuato il presidente Mattarella, “che, con immenso sacrificio, ebbero a testimoniare i militari lasciati allo sbando, in assenza di ordini dopo l’8 settembre 1943. I giovani che fuggivano i bandi della sedicente Repubblica Sociale Italiana e che si unirono nelle formazioni partigiane. I contadini che venivano strappati alla terra per essere comandati a lavorare alla cosiddetta Linea Gotica, ultimo tentativo del Reich hitleriano di ritardare la disfatta. Le donne, le famiglie verso cui si scatenò, anche in queste contrade, una cieca violenza. I sacerdoti trucidati per rappresaglia, come don Enrico Pocognoni, Medaglia d’oro al Merito civile, parroco di Braccano di Matelica. I Carabinieri che dettero la vita, come Glorio Della Vecchia, vice brigadiere, Medaglia d’argento al valor militare, al quale fu intitolata la Caserma dei Carabinieri di San Severino e il maggior Pasquale Infèlisi, Medaglia di bronzo al valor militare, al quale è intitolata la Caserma della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise a Chieti. Questa la storia, scritta con la loro vita. Da questi italiani”

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“Oggi, a San Severino Marche, facciamo memoria del 25 aprile, data della Liberazione del nostro Paese. A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

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Le statue raffiguranti Giulio Cesare e Augusto collocate a Torino nella zona della Porta Palatina sono state coperte con un telo nero oggi per iniziativa di Extinction Rebellion in occasione del 25 aprile.

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Il 25 aprile “è una festa divisiva per chi non vuole riconoscere i valori della convivenza democratica, la liberazione dalla opaca schiavitù repressiva nazifascista, ma non c’è possibilità di dividersi sul fatto che abbracciamo i valori della convivenza democratica e della nostra Costituzione. La Costituzione è chiaramente antifascista”. Lo ha detto Giuseppe Conte, presidente M5S, a margine della cerimonia del 25 aprile a Napoli, in Piazza Matteotti.

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“Tutti seppero accantonare le differenze, anche le più profonde, per combattere insieme. I comunisti e i cattolici, i socialisti e i liberali, gli azionisti e i monarchici, di fronte a un dramma comune, scrissero, ciascuno per la loro parte, una grande pagina della nostra storia. Una pagina sulla quale si fonda la nostra Costituzione, sulla quale si fonda la nostra libertà”. Lo scrive la ministra all’Università e alla Ricerca Anna Maria Bernini su X in occasione del 25 aprile. “Le parole del presidente Silvio Berlusconi a Onna – aggiunge – ci ricordano il coraggio, soprattutto dei più giovani, che ha fatto la differenza: ragazzi e ragazze che hanno scelto, spesso senza esitazioni, da che parte stare, mettendo davanti a tutto la libertà e il futuro del Paese. È a loro che dobbiamo guardare oggi, con gratitudine e responsabilità. Perché quel patrimonio non è solo memoria, ma una promessa da rinnovare ogni giorno, insieme. Buon 25 aprile a tutti”.

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“Io sto alle dichiarazioni che vengono fatte, non spetta a me arrogantemente distribuire patenti di democraticità agli altri leader politici e alla presidente del Consiglio”. Lo ha detto Giuseppe Conte, presidente M5S commentando le parole di Giorgia Meloni sul 25 aprile. “Prendiamo atto – ha detto Conte a margine della sua partecipazione alla celebrazione a Napoli, in Piazza Carità – delle sue dichiarazioni, prendiamo anche atto che fino all’altro giorno La Russa ha fatto dichiarazioni di tono diverso, prendiamo atto che all’interno di Fratelli d’Italia molto spesso vengono fuori delle posizioni più ambigue, ma l’importante è che tutte le forze politiche che siedono in Parlamento si riconoscano nell’ordinamento democratico e abbraccino questi principi e questi valori antifascisti”. Conte sottolinea che “l’importante è questo, non spetta a me – aggiunge – distribuire patenti di antifascismo, spetta a me però, con la responsabilità di essere un leader politico richiamare tutti i cittadini, celebrare questo momento che non deve essere un omaggio formale, ma il ricordo di un momento importante dove l’Italia ha avuto una svolta, si è liberata dalle catene della repressione dittatoriale e ha abbracciato una svolta democratica e quindi di lì è venuta in seguito la nostra Costituzione”.

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“Siamo stati aggrediti brutalmente al corteo del 25 aprile da militanti di Cambiare Rotta. Ci hanno spruzzato spray al peperoncino negli occhi e strappato e tolto le bandiere dell’Ucraina, che avevano portato in piazza come ogni anno insieme a quelle della Palestina. Sono dovute intervenire le forze dell’ordine e un’ambulanza per soccorrere me, l’inviato di Pulp Podcast Ivan Grieco e altri compagni radicali, tra cui il segretario Filippo Blengino. In una festa come quella della Liberazione è inammissibile ci sia spazio per questi gruppi violenti e incapace di tollerare la diversità in una piazza che dovrebbe essere inclusiva e aperta, nel ricordo dei partigiani e a sostegno di tutti i popoli che ancora oggi si difendono”. Lo dichiara in una nota Matteo Hallissey, presidente di Radicali Italiani e +Europa.

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“La Resistenza è l’atto di nascita della nostra democrazia e il 25 aprile è la giornata più bella del nostro Paese”. Lo ha detto Matteo Lepore, intervenendo per le celebrazioni dell’81esimo anniversario della Liberazione in piazza del Nettuno a Bologna. Nel suo discorso, il sindaco ha ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “custode della Costituzione”, per aver ricordato “i valori di libertà, giustizia, pace e democrazia nati dalla Resistenza”. “Non possiamo dimenticare – ha aggiunto Lepore – che oggi nel mondo sono in corso decine di conflitti e milioni di persone vivono sotto guerre e regimi autoritari: per questo l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra, resta un riferimento fondamentale”. Il primo cittadino ha poi ribadito il ruolo di Bologna, “città medaglia d’oro della Resistenza”, come presidio di diritti e solidarietà.

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Tra bandiere rosse, e dell’Anpi, vessilli della pace, ma anche della Palestina, di Hezbollah, e dell’Iran, migliaia di persone si sono ritrovate a Porta San Paolo e sono ora partite in corteo per l’81esimo anniversario della Liberazione, al termine di una mattinata aperta dalle cerimonie istituzionali.

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Accoglienza calorosa e carica di emozione per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sia al suo arrivo in città, che al suo ingresso nel teatro Feronia di San Severino Marche (Macerata), dove terrà il discorso ufficiale in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile. Il capo dello Stato è stato salutato da una lunga standing ovation del pubblico presente, che si è alzato in piedi tributando un applauso prolungato mentre Mattarella faceva il suo ingresso in sala. All’interno del teatro presenti autorità civili, militari e religiose, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.

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“Chiediamo con rispetto e fermezza al governo il ripristino delle risorse per i luoghi di memoria. So che ci sono state interlocuzioni e le parole del ministro Giuli le giudico positivamente e con rispetto ma bisogna passare dalle parole ai fatti”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nel suo intervento per le celebrazioni del 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema (Lucca).

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“Se la nostra Costituzione sancisce la libertà di manifestazione dl pensiero e di opinione dobbiamo dire che il fascismo non è un’opinione, è un crimine, è un reato, e voglio ringraziare i 32 parlamentari che hanno letto la Costituzione per impedire una conferenza dei neofascisti. Le organizzazioni neofasciste devono essere sciolte, questo dice la nostra costituzione. Il 25 aprile è un giorno di festa, di memoria, impegno, porteremo avanti l’impegno della proposta legge nata proprio a Stazzema contro la propaganda nazista e fascista. Il 25 aprile ci insegna che non va mai persa la speranza, è davvero una giornata luminosa di riscatto e libertà, la nascita di una nuova Italia”. Lo ha detto la segreterai del Pd Elly Schlein nella sua orazione ufficiale per le celebrazioni del 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema (Lucca).

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“Sindaco, parla di Gaza non solo di Minneapolis”. Con queste parole una cinquantina di manifestanti pro Palestina ha incalzato il primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore, nel corso del suo intervento in piazza del Nettuno in occasione del 25 aprile, invitandolo a prendere le distanze dal conflitto in Medio Oriente. Oltre alle bandiere della Palestina, in manifestanti hanno portato in piazza anche cartelli che recitano ‘Liberazione ieri dal fascismo, oggi dal sionismo’ e ‘Free Palestine, liberazione dal sionismo e dal fascismo’ e hanno urlato slogan come ‘La lotta partigiana ce l’ha insegnato, combattere il fascismo non è reato’ e ‘Sionismo, fascismo, ora e sempre resistenza’. Gli attivisti hanno sottolineato diversi passaggi del discorso del sindaco Lepore, della presidente dell’Anpi di Bologna, Anna Cocchi con frasi e slogan per richiamare l’attenzione sul conflitto in atto, che hanno paragonato alla lotta di Liberazione. Poi, durante l’intervento della consigliera regionale Isabella Conti, i manifestanti hanno lasciato la piazza senza tensioni.

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Attimi di tensione alla manifestazione indetta dell’Anpi a Roma per il 25 aprile. Tutto è nato vicino a Porta San Paolo quando, poco prima delle 11, un gruppo di circa dieci manifestanti ha raggiunto i pressi della Piramide Cestia con bandiere ucraine. Le forze dell’ordine, secondo quanto si apprende, sono intrevenute per evitare che l’episodio potesse degenerare. In quegli attimi, infatti, alcuni manifestanti riconducibili alla componente di estrema sinistra hanno usato spray urticante anche in direzione di agenti in borghese. La situazione è poi tornata alla normalità con l’allontanamento dei manifestanti pro-Ucraina che sono monitorati dalle forze dell’ordine.

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Migliaia di persone in corteo a Palermo per celebrare la Liberazione del 25 aprile. La marcia è partita dalla via Libertà a conclusione della cerimonia istituzionale che si è svolta nel giardino Inglese, intitolato al presidente della Regione Piersanti Mattarella assassinato nel 1980, dove sono state deposte corone d’alloro e fiori nel cippo dedicato a Pompeo Colajanni, il comandante Barbato, e nella lapide dei caduti di Cefalonia dopo gli interventi del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, contestato al grido ‘vergogna’ e ‘dimettiti’, e del presidente dell’Anpi di Palermo Ottavio Terranova. In testa al corteo una gigantografia della carta costituzionale e a seguire lo striscione della Cgil. Tra i manifestanti tante famiglie con bambini, i rappresentanti dell’Anpi, collettivi, associazioni, movimenti. In mezzo un bandierone della Palestina di circa 20 metri. Dedicati alla liberazione di Gaza e dei territori palestinesi i tanti cori dei manifestanti diretti verso piazza Massimo per il comizio finale. Ampio lo spiegamento di agenti della Digos, poliziotti e carabinieri alla cerimonia istituzionale e al corteo pacifico.

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“È un momento particolare da un punto di vista geopolitico e proprio per questo, come abbiamo detto tante volte, la storia ci insegna e noi dobbiamo essere bravi scolari, perché magari tempo fa qualcuno non sapeva, ma oggi noi sappiamo quello che può accadere, quindi giornate come oggi assumono un significato ancora più importante di grande attualità”. Lo ha detto il governatore della Puglia Antonio Decaro in occasione del 25 aprile.

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“Dobbiamo custodire la memoria di questa giornata, celebrare la storia di questa giornata, ma dobbiamo saperla anche trasformare in un’idea di futuro, in una Puglia che deve essere sempre di più una casa dell’accoglienza, ponte di pace, una terra di lavoro. Quindi è un giorno importante che ci ricorda che oggi viviamo in un Paese libero e democratico anche grazie al sacrificio di tante persone. Fu un moto popolare dove tutti decisero di fare la propria parte senza essere di parte e questa è una cosa che dobbiamo ricordarci tutti, perché questa è una festa di tutti, è una festa del popolo italiano”, ha detto il governatore della Puglia Antonio Decaro in occasione del 25 aprile.

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“Questa è una giornata importante che ricorda a tutti noi che siamo noi, con le nostre scelte, le nostre parole, le nostre azioni politiche, a rappresentare gli anticorpi democratici ai fascismi e anche ai nazionalismi che si riaffacciano spavaldi nel mondo”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, partecipando a Lecce, in piazza Partigiani, alla cerimonia per la Festa della Liberazione, indossando al polso un braccialetto tricolore.

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“Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’Anniversario della Liberazione. “Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale”, aggiunge.

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“Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore. Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’81° anniversario della Liberazione.

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“Vorrei ricordare le parole di Papa Giovanni XXIII, drammaticamente attuali: ‘Non si deve permettere che la sciagura di una guerra mondiale con le sue rovine economiche e sociali e le sue aberrazioni e perturbamenti morali si rovesci per la terza volta sull’umanità’. La memoria della Liberazione serva ad aumentare questa consapevolezza che ci viene autorevolmente richiamata anche dall’attuale Pontefice: ‘La pace si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l’amicizia e la cultura dell’incontro. Torniamo a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica'”. Lo dice Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, in occasione del 25 aprile.

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“Il 25 Aprile è una data importante per tutti gli italiani, e deve quindi essere la festa di tutti gli italiani. La memoria del giorno della Liberazione deve essere l’affermazione della libertà per tutti. Per questo è festa nazionale. Perché unisce, perché non esclude. Perché così la pensò Alcide De Gasperi quando la istituì ottant’anni fa. Nel contesto internazionale di oggi il 25 Aprile si arricchisce di un significato particolare, perché il 25 Aprile è una pagina della storia d’Italia che si intreccia con quella dell’Europa, devastata dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.

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“Buon 25 aprile. Nella speranza che questa ricorrenza restituisca a tutti noi il vero senso la parola ‘resistenza’. Che non è uno slogan da esibire una volta l’anno. È una lezione precisa: la libertà non si conserva stando fermi, non si ottiene chiedendo gentilmente pietà a chi vuole toglierla. Si difende. Con coraggio, con scelte difficili, spesso a un costo altissimo. I partigiani lo sapevano come lo sanno gli ucraini”. Così Carlo Calenda, leader di Azione.

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“Sono passati 81 anni da quando l’Italia si è liberata dal nazifascismo, ma quel messaggio resta vivo. Ci parla oggi, qui, adesso. Le parole del Presidente Sergio Mattarella ci ricordano che libertà e pace non sono conquiste definitive: possono arretrare, possono essere messe in discussione, possono essere travolte dalla ‘legge del più forte’, cioè dalla barbarie. Oggi, mentre nel mondo tornano guerre, nazionalismi e violazioni del diritto internazionale, il messaggio della Resistenza è più che mai attuale. Difendere la democrazia significa contrastare ogni deriva autoritaria, ogni tentazione di riscrivere la storia, ogni indebolimento dei diritti. Il 25 aprile è questo: è la scelta, ogni giorno, tra la forza del diritto e il diritto della forza. Perché la libertà non è mai garantita per sempre. Va difesa. Ogni giorno”. Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare.

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“Il 25 aprile è una ricorrenza che appartiene all’Italia e agli italiani, a coloro che si riconoscono nella nostra Costituzione antifascista. I valori che ispirano la nostra convivenza civile fanno parte del nostro Dna culturale: oggi abbiamo il dovere di trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni affinché, in un momento in cui il modello del più forte appare sempre più attraente, prevalga la cultura della democrazia e della libertà contro la deriva della prevaricazione. In questa giornata il mio pensiero affettuoso va al popolo ucraino che, da oltre 4 anni, è protagonista di un’eroica resistenza”. Lo afferma il senatore e segretario nazionale Udc Antonio De Poli in occasione della Festa della Liberazione.

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“Uomini e donne. Civili e militari. Liberali, azionisti, repubblicani, socialisti e comunisti. Cattolici ed ebrei. Italiani, inglesi e americani. Grazie a tutti loro, è stato possibile liberare l’Italia da fascismo e nazismo. Chi oggi vorrebbe il 25 aprile come la festa di una sola parte, dovrebbe ricordare il loro esempio, il loro coraggio di mettere da parte le divisioni per un obiettivo comune. La pace, la libertà. Chiunque creda in questi valori, oggi ha il diritto di festeggiare. Buon 25 aprile!”. Lo scrive in una nota il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio.

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“La Resistenza è anzitutto la storia del riscatto morale dell’Italia, della dignità riconquistata con la lotta al nazifascismo. Fare memoria è una responsabilità, significa difendere la verità, rifiutare ogni ambiguità, custodire ciò che con sangue e sofferenza è stato conquistato. Ancora oggi da quell’eccezionale deposito di valori umani e civili attingiamo ispirazione e forza per chiedere democrazia, libertà e pace per tutti i popoli. Viva il 25 aprile. Viva la Repubblica. Viva la pace”. Così su X Anna Ascani, deputata Pd e vicepresidente della Camera.

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“Nel giorno dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo, rendiamo omaggio a donne e uomini che, spesso a costo della vita, hanno contribuito a restituire all’Italia la libertà. Da culture differenti, hanno saputo unirsi per il bene comune. Le loro storie ci richiamano oggi alla responsabilità di difendere e custodire ogni giorno la democrazia, nel rifiuto di ogni forma di totalitarismo e nella promozione della diplomazia e della pace”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana

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La visita del capo dello Stato Sergio Mattarella a San Severino Marche (Macerata) rappresenta il culmine di un percorso di riconoscimento del ruolo avuto dal territorio settempedano durante la Resistenza. Nel 2022 proprio Mattarella conferì alla città la medaglia d’oro al merito civile per il contributo alla lotta partigiana e per l’accoglienza offerta a centinaia di sfollati durante la guerra. Il programma della giornata prevede la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti, quindi il trasferimento al teatro Feronia, affacciato sulla piazza principale, dove è atteso l’intervento del presidente della Repubblica davanti alle autorità e alla cittadinanza.

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Già dalle prime ore del mattino numerosi cittadini di San Severino Marche (Macerata) si sono radunati in piazza del Popolo, trasformata in un punto di incontro festoso ma anche carico di significato civile, per accogliere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Imponente il dispositivo di sicurezza predisposto con un ampio dispiegamento di forze dell’ordine.

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Giornata storica per San Severino Marche (Macerata) che accoglie il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni della Festa della Liberazione. La città si è svegliata vestita di tricolore: bandiere lungo le vie del centro, palloncini verdi, bianchi e rossi e uno striscione nel cuore cittadino con la scritta “Grazie presidente”.

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Oggi, 25 aprile 2026, è l’81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

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  • A Roma la giornata si è aperta con l’omaggio alle Fosse Ardeatine. Mattarella ha deposto la corona d’alloro all’Altare della Patria: con lui Meloni, Fontana e La Russa. Poi concentramento a Porta San Paolo e corteo verso il parco Schuster.
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  • A Milano la tradizionale manifestazione dell’Anpi, con concentramento in corso Venezia e corteo verso piazza Duomo.
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“Oggi all’Altare della Patria con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le alte cariche dello Stato per celebrare doverosamente la ricorrenza del 25 aprile”. Lo scrive su Instagram il presidente del Senato Ignazio La Russa, postando una foto della cerimonia.

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“Per le polemiche politiche ci sarà tempo; oggi è il momento più giusto per mostrare tutta la nostra sincera gratitudine a chi, nel 1945, donò la propria vita per liberare l’Italia dalla dittatura e la immaginò come patria dei diritti”, ha detto il presidente del Cnel Renato Brunetta. “Il 25 aprile 2026 celebri la rinnovata libertà e l’ansia di pace, e sia un’occasione da non perdere per esaltare il principio fondamentale della tolleranza”, ha aggiunto.

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“Fuori Lagalla e i sionisti dal 25 aprile”, “Lagalla dimettiti”. Sono alcuni dei cori di contestazione contro il sindaco di Palermo alla cerimonia di celebrazione della Liberazione, al giardino Inglese. “Vergogna… vergogna”, hanno urlato i manifestati contro il sindaco Roberto Lagalla quando ha preso la parola, mentre sventolavano bandiere della Palestina e di Cuba. I manifestanti contestano al sindaco di avere incontrato nei giorni scorsi l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled.

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“Se oggi respiriamo aria di libertà, non dobbiamo pensare che sia una cosa scontata. Lo confermano la crisi geopolitica e i venti di guerra che soffiano alle porte dell’Europa. La data del 25 aprile, mai come quest’anno, tra bombe che cadono e crisi energetica, diventa per tutti gli italiani un forte invito all’unità. Divisi perdiamo tutti”. Lo dichiara il presidente del Cnel, Renato Brunetta, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile.

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Ricordare la Liberazione, ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, “significa anche comprendere che la libertà non è mai un bene acquisito una volta per tutte. Vale lo stesso per la pace, che non nasce dal suo semplice desiderio né può essere considerata definitiva. La pace si costruisce ogni giorno, con responsabilità, equilibrio, forza e determinazione. È una verità che oggi avvertiamo con ancora maggiore chiarezza e convinzione. Le trasformazioni del contesto globale ci ricordano che libertà e sicurezza sono inscindibili. Le minacce assumono forme nuove, si sommano a quelle tradizionali, e si estendono a più dimensioni: militare, economica, tecnologica, energetica, informativa, cibernetica, spaziale e cognitiva”.

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La data del 25 aprile è stata scelta convenzionalmente come giornata di Festa nazionale perché quel giorno, nel 1945, iniziò la ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della Repubblica di Salò da Torino e Milano. Ecco la storia.

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“Quello che rende straordinaria la Festa della Liberazione è proprio questo: il fatto che sia nata da scelte difficili, pericolose, compiute in contesti diversi ma unite da uno stesso senso di responsabilità”, ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Fu un impegno diffuso e silenzioso, fatto di volti, storie, gesti concreti; un percorso corale di lotta al nazifascismo che allora opprimeva la nostra Patria e molte Patrie dell’Europa, che ha reso possibile la rinascita dell’Italia come Paese libero e democratico, da cui è poi scaturita la Costituzione repubblicana. Un Paese, il nostro, che oggi è parte fondante dell’Unione europea e attore di primo piano nella scena internazionale”, ha aggiunto Crosetto.

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“Donne e uomini della Difesa, il 25 aprile ricordiamo con profonda gratitudine quella generazione di italiani, civili e militari, che ci ha restituito la libertà con grande valore e sacrificio, e che ci ricorda ciò che siamo oggi come Nazione e come comunità”. Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo messaggio in occasione dell’81esimo Anniversario della Liberazione.

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Il 25 aprile non è un sabato qualsiasi. Diversi consumatori, alle prese con la spesa settimanale oppure, complice il tempo mite, con gli acquisti da fare per picnic, grigliate e gite fuori porta, si chiedono se i supermercati restino aperti per la Festa della Liberazione. Ecco quali centri commerciali sono attivi.

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio, all’Altare della Patria, al milite ignoto e a tutti i caduti per la liberazione, deponendo una corona d’alloro, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Il Capo dello Stato era accompagnato dalla premier Giorgia Meloni e dai presidenti delle camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Alla cerimonia erano presenti anche i vertici dell’Esercito e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche.

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“Contro ogni dittatura e ogni regime, nazifascista, comunista o islamista, ora e sempre. Per la libertà, ora e sempre. Grazie a chi ha donato la vita per salvare altre vite”. Così su X il vicepremier della Lega Matteo Salvini.

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Il 25 aprile si celebra anche a Firenze. Alle 8 cerimonia al cimitero di Trespiano in ricordo della partigiana Gilda La Rocca. Alle 9.45 verrà scoperta la nuova lapide in memoria della “Resistenza senza armi” degli Internati Militari italiani, con deposizione corone alle lapidi della scuola “Vittorino da Feltre”. Alle 10 la celebrazione con deposizione di una corona di alloro in onore ai caduti di tutte le guerre nella Piazza dell’Unità Italiana, mentre alle 11 è prevista la cerimonia sull’arengario di Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria. Nel pomeriggio spazio alla musica: alle 17.30 concerto della Filarmonica Gioacchino Rossini sull’arengario di Palazzo Vecchio. Non solo: le biblioteche comunali propongono un ricco programma di eventi per celebrare la Festa della Liberazione con presentazioni, incontri, letture e attività per tutte le età.

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Il 25 aprile si celebra anche a Bologna. Alle 9.30, nel Chiostro della Basilica di Santo Stefano, prevista la deposizione di una corona alla lapide dei Caduti in Guerra. Alle 10.15, in piazza Nettuno, alzabandiera con picchetto militare d’onore e deposizione di una corona al Sacrario dei Caduti Partigiani. Intervengono il sindaco di Bologna Matteo Lepore, la presidente dell’Anpi provinciale Bologna Anna Cocchi, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. Alle 11.30 attesa l’esibizione musicale dei Modena City Ramblers. Alle 12, nel giardino di Villa Cassarini in porta Saragozza, la deposizione di una corona alla lapide in ricordo delle vittime omosessuali del nazifascismo.

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A Milano si tiene la manifestazione nazionale dell’Anpi, dove partecipa, come ogni anno, il presidente Gianfranco Pagliarulo, con concentramento alle 14 in corso Venezia e corteo verso piazza Duomo. In piazza anche la Brigata ebraica insieme ad un’area della comunità iraniana, “contro ogni dittatura e per la democrazia”. Ci saranno anche i cittadini ucraini, l’Associazione dei Russi liberi, nonché i bielorussi e georgiani che sono contro i loro governi.

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A Roma la giornata si è aperta alle 8.30 con l’omaggio alle Fosse Ardeatine. Alle 9 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella depone una corona d’alloro all’Altare della Patria, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i presidenti di Senato e Camera. Alle 10.30, il concentramento a Porta San Paolo e alle 11 l’omaggio al Memoriale della Resistenza. Poi, partenza del corteo verso il parco Schuster. Alle 12 saluti istituzionali e comizio, quindi alle 13 Festa della Liberazione.

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Reti di studenti e movimenti, insieme alle realtà pro Palestina, sono in pre-concentramento alle 8.30 sotto la Fao, con il corteo diretto verso l’ambasciata di Cuba e poi a Porta San Paolo. Sui social il coordinamento palestinese rilancia le parole d’ordine “antifasciste, antisioniste e antimperialiste”, inserendo il 25 aprile nel quadro delle mobilitazioni contro guerre e riarmo. Previsti anche percorsi separati e iniziative diffuse, tra cui al Quarticciolo.

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Oggi, 25 aprile, è l’81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. In tutta Italia si tengono cortei e manifestazioni, sia istituzionali che civili. Ecco gli appuntamenti più importanti.

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È stata una giornata di polemiche, scontri e aggressioni quella del 25 aprile 2026, 81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. A Roma due iscritti all’ANPI sono stati feriti da colpi di pistola ad aria compressa sparati da una persona che è poi fuggita in scooter. I due feriti hanno riportato lievi escoriazioni. A Milano invece, dopo ore di tensione, la Brigata Ebraica è stata fatta uscire dal corteo dalla polizia in tenuta antisommossa. Fiano denuncia:”Ci hanno cacciati dal corteo, mai successo in 50 anni”.

In giornata il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato a San Severino Marche (Macerata), dove ha ricordato che la Repubblica è “nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore“. La premier Meloni: “Ricordiamo la sconfitta dell’oppressione fascista. Oggi sia l’ora della coesione nazionale”. Schlein (Pd): “Il fascismo non è un’opinione, è un reato”. Conte (M5s): “Giornata divisiva solo per chi non si riconosce nei valori democratici”.

Gli approfondimenti:

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Ambasciata Kiev in Italia: “Violenze ai cortei del 25 aprile inaccettabili”

Gli episodi di aggressione e discriminazione contro persone con bandiere ucraine durante le celebrazioni odierne” del 25 aprile “sono assolutamente inaccettabili”. Lo scrive su X l’ambasciata ucraina in Italia. “La bandiera ucraina è oggi simbolo della lotta per la libertà, l’indipendenza, la democrazia e la vita umana contro la brutale guerra della Russia, la più grande guerra dalla Seconda guerra mondiale. Siamo sinceramente grati al governo italiano e a tutti gli italiani che sostengono l’Ucraina e il popolo ucraino nella lotta per la vita e il futuro”, sottolinea l’ambasciata, ribadendo che “la violenza contro chi si oppone alle uccisioni quotidiane di persone innocenti, alla deportazione dei bambini e ai tentativi della Russia di distruggere uno Stato indipendente e il suo popolo suscita profonda indignazione e totale incomprensione” e “non deve ripetersi”.

25 aprile, al corteo di Milano contestata la Brigata ebraica. VIDEO

Meloni: “Aggressioni e insulti da chi dice di difendere libertà”

“Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione:

• Aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione;

• Sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati;

• Cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati;

• La Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine.

Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”, ha scritto sui social  in serata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

25 aprile, l’omaggio di Mattarella all’Altare della Patria. VIDEO

Le parole della ministra Bernini

“Escludere la Brigata ebraica e i giovani di Forza Italia dal corteo di Milano, così come il ferimento di due iscritti all’Anpi a Roma, sono una vergogna che tradisce i valori di libertà e democrazia che onoriamo nel giorno della Festa della Liberazione. A loro va la mia sincera vicinanza, insieme all’augurio di una pronta guarigione ai feriti. Il 25 aprile è e deve continuare a essere una giornata di unità nazionale e di piena adesione ai valori della nostra Costituzione”, ha detto la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

25 aprile, Craxi: quanto è accaduto è grave e inaccettabile

“Quanto accaduto anche quest’anno nei cortei del 25 aprile è grave e inaccettabile. Nel giorno della Liberazione è stato negato il diritto di commemorare il contributo eroico della Brigata Ebraica alla sconfitta del nazifascismo, da parte di chi pretende di arrogarsi il monopolio della memoria, della storia e dello spazio pubblico. Intolleranza che ha poi colpito anche altre comunità e cittadini, tra cui iraniani e ucraini, anch’essi bersaglio di ostilità e insulti”, ha detto Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia. “A questo clima infame si aggiunge il fatto gravissimo avvenuto a Roma, dove due iscritti all’Anpi sono stati feriti da colpi di pistola ad aria compressa. Un episodio allarmante che impone una riflessione collettiva e richiama tutti a un’assunzione di responsabilità, a partire dall’uso di toni adeguati e dal rifiuto di ogni forma di demagogia e radicalizzazione”.

25 aprile, Fumarola: l’antifascismo è un presidio vivo

“Da questa piazza di Milano, diciamo una cosa semplice e ferma: l’antifascismo è un presidio vivo della nostra Repubblica. La libertà va difesa, la democrazia praticata, la pace costruita, il lavoro rimesso al centro”. È quanto ha affermato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, nel suo intervento alla manifestazione di Milano a Piazza Duomo, con il ricordo del partigiano Domenico Bertinatti, vicecomandante della 47ma Brigata Garibaldi, fucilato dai tedeschi il 24 novembre 1944.

Biancofiore: libertà frutto anche del sacrificio truppe Usa

“La libertà che celebriamo il 25 aprile è anche il frutto del sacrificio di 90mila soldati americani. Uomini arrivati nella nostra Italia lacerata e che sono rimasti sul nostro suolo, a dispetto dei loro interessi”, ha detto la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, NM, UDC, MAIE.

Fassino: “Cacciata Brigata ebraica è ferita ai valori del pluralismo”

“Quanto accaduto nel corteo del 25 aprile lascia amarezza e preoccupazione. La cacciata della Brigata ebraica e di quanti sostengono con convinzione la prospettiva di due popoli e due Stati rappresenta una ferita ai valori di pluralismo e convivenza che quella giornata dovrebbe incarnare”, ha dichiarato Piero Fassino.

25 aprile, coppia ferita da spari a Roma. VIDEO

Tajani: “Condanno i gravi episodi di violenza e gli scontri per il 25 aprile”

“Condanno i gravi episodi di violenza e gli scontri in occasione di quella che dovrebbe essere una festa di tutti gli italiani, in ricordo dei caduti e di coloro che si unirono indistintamente per il trionfo della libertà. Esprimo solidarietà ai giovani di Forza Italia ai quali è stato impedito di sfilare con le loro bandiere e alla brigata ebraica esclusa dal corteo di Milano”, ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Esprimo altresì vicinanza ai due iscritti all’Anpi feriti a Roma da colpi di pistola ad aria compressa. Inaccettabili episodi che macchiano una giornata di festa. Il 25 Aprile deve essere una giornata dell’unità nazionale, della democrazia e dei valori sanciti dalla Costituzione”.

25 aprile, a Bari sfila il corteo antifascista: “Partigiani della pace”

‘Mai più fascismi’ è la scritta sullo striscione che ha aperto il corteo antifascista che nel pomeriggio ha attraversato il centro di Bari nell’ambito delle iniziative organizzate per il 25 aprile dal Coordinamento Antifascista di Bari, che comprende Anpi, Arci, Cgil, Libera e le associazioni studentesche Udu, Uds e Zona Franka. Il lungo serpentone con bandiere tricolore, della pace, striscioni e cartelli, sulle note di ‘Bella Ciao’, è partito da piazza del Ferrarese e ha terminato il percorso nel parco Rossani, dove questa sera si terrà un concerto antifascista. Sui cartelli e gli striscioni dei manifestanti frasi come “ieri partigiani, oggi antifascisti”, “partigiani della pace”, “il fascismo non è un’idea, è la morte di tutte le idee”, “Bella Ciao è divisiva solo se sei fascista”.

25 aprile, Lupi: violenza e intolleranza ne tradiscono i valori

“Il 25 Aprile appartiene a tutti: all’Italia, agli italiani e a ogni persona che si riconosce nei valori della democrazia, della libertà e della pace. È una ricorrenza che dovrebbe unire il Paese, non dividerlo. Per questo sono inaccettabili gli insulti rivolti alla Brigata Ebraica, le aggressioni contro chi sfilava con la bandiera ucraina e persino gli spari con una pistola ad aria compressa contro due manifestanti. Episodi del genere non hanno nulla a che vedere con lo spirito della Liberazione: sono atti di intolleranza e violenza che vanno condannati senza ambiguità. Celebrare il 25 Aprile significa difendere la libertà di tutti, il rispetto delle persone e il rifiuto di ogni forma di odio, antisemitismo e sopraffazione. Chi è sceso in Piazza e ha impedito ad altri di manifestare ha negato i valori fondanti di questa giornata”, ha detto il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi.

Gasparri: gravissimo episodio a Milano, ci indigna e preoccupa

“L’episodio di gravissimo antisemitismo che si è verificato a Milano ci preoccupa e ci indigna. Voglio esprimere solidarietà a tutti gli ebrei italiani. Quanto è avvenuto a Milano è gravissimo. La cacciata dal corteo del 25 Aprile dei rappresentanti della Brigata ebraica e della Comunità ebraica dimostra come alcuni diano un tono fazioso e di parte a celebrazioni che dovrebbero unire e ispirarsi a principi di pace e di pacificazione. È indispensabile rafforzare immediatamente le norme che contrastano l’antisemitismo. È un fenomeno che cresce, che si manifesta anche in momenti e in circostanze istituzionali. Questi sentimenti di odio e di razzismo non sono compatibili con la nostra democrazia. I responsabili di quanto è avvenuto vanno individuati e devono rispondere di quanto è accaduto. Le colpe si estendono a promotori e organizzatori di eventi che dovrebbero andare nella direzione esattamente contraria rispetto a quella che ha caratterizzato la giornata odierna a Milano”, ha detto il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri.

Hallissey dopo l’aggressione a Roma: “Ho abrasione alla cornea”

“Sono uscito da poco dall’oftalmico. Ho un’abrasione alla cornea dopo gli avvenimenti di questa mattina. Nelle prossime ore procederemo con la denuncia contro chi ci ha aggredito questa mattina. Chiediamo a tutti di prendere le distanze da questi estremisti di sinistra che stanno rovinando delle celebrazioni come queste”, ha detto Matteo Hallissey, presidente di Radicali italiani, in merito all’aggressione subita durante il corteo per il 25 aprile a Roma con spray urticante.

Il 25 aprile a Milano

In foto, i manifestanti in piazza Duomo a Milano per le celebrazioni del 25 aprile.

Milano

Rosato: contro Brigata ebraica e bandiere ucraine, atti squadristi

“Gli insulti di oggi alla Brigata ebraica sono inaccettabili. I riferimenti alla pagina più buia e terrificante della nostra storia sono solo odio e negazione della memoria. Come resta intollerabile l’aggressione subita da Matteo Hallissey e la delegazione radicale presente a Roma con le bandiere ucraine. Quelle di un popolo che oggi combatte la propria di Resistenza. Atti vigliacchi e squadristi nel giorno della Liberazione. Celebrare il 25 aprile significa anche rispettarlo, senza piegarlo a divisioni o strumentalizzazioni”, ha scritto sui social il vicesegretario di Azione, Ettore Rosato.

Presidente comunità ebraica Milano: Anpi incita all’antisemitismo

“Accuso il presidente nazionale dell’Anpi Pagliarulo e il presidente dell’Anpi di Milano Minelli: quello che fanno è incitamento all’antisemitismo”: lo ha detto il presidente della comunità ebraica milanese Walker Meghnagi uscendo dalla Questura. “È stata una pessima giornata. Gli ebrei sono stati parte attiva della liberazione dell’Italia e oggi sono stati fatti ostaggi da persone che hanno vietato di partecipare a un corteo pacifico”, ha aggiunto Meghnagi che non ha partecipato alla manifestazione perché era shabbat ma è arrivato quando è stato avvisato di cosa stava succedendo. “Sono stati offesi, anche con il lancio di uova e pomodori”, ha aggiunto.

Incontro Brigata Ebraica in Questura, telefonate con Piantedosi e Pisani

Il capo della Polizia Vittorio Pisani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sono intervenuti al telefono all’incontro che gli esponenti della Brigata e della comunità ebraica di Milano hanno avuto con il questore Bruno Megale dopo che hanno dovuto lasciare il corteo del 25 aprile. “Quando siamo entrati il questore era al telefono con Pisani che mi ha voluto parlare”, ha spiegato Emanuele Fiano. Una conversazione sul “fenomeno nuovo in larga scala diffuso” di antisemitismo “che non può essere trattato come il solito. Anche con il ministro abbiamo avuto lo stesso colloquio: sarà qui martedì al memoriale della Shoah. Bisogna aprire una riflessione su cosa si può fare” e iniziare a pensare alla manifestazione del prossimo anno “da domani. Non si può far finta di niente”.

25 aprile, Delrio: “Grave arrendersi ai violenti antisemiti”

“Il 25 aprile dovrebbe essere una festa di libertà, di memoria e di riconoscenza verso tutti coloro che hanno combattuto l’orrore del fascismo e del nazismo. Libertà di manifestare le proprie opinioni e la propria identità, memoria soprattutto di coloro che sono le vittime della follia nazista e riconoscenza verso coloro che hanno combattuto nella Resistenza, come la Brigata Ebraica. È grave arrendersi all’antisemitismo e alla violenza di pochi gruppi estremisti. Significa tradire il senso del 25 aprile: non è un problema degli italiani di origine ebraica e nemmeno degli ucraini a cui è stato impedito di sventolare la propria bandiera, è un problema della nostra democrazia. Che va affrontato, rigettando con forza ogni violenza che vuole reprimere il libero pensiero e la memoria”, ha detto il senatore del Pd Graziano Delrio.

A Roma spari contro due iscritti all’ANPI, feriti. VIDEO

Anpi Milano: circa 100mila persone al corteo del 25 aprile

Sono state 100mila le persone che hanno sfilato nel corteo nazionale per il 25 aprile a Milano, secondo quanto riferito dal presidente di Anpi Milano, Primo Minelli. “C’è stato un tappo nel corteo e qualche tensione, ma alla fine il bilancio che noi facciamo di questa giornata è positivo – ha detto al termine dei discorsi dal palco – perché c’è tanta gente e tanti giovani e quindi siamo soddisfatti”.

Spari a Roma, Gualtieri: “Gravissimo, fare luce al più presto”

“È gravissimo l’episodio che ha coinvolto due persone rimaste ferite da colpi di pistola ad aria compressa mentre si accingevano a celebrare la Festa della Liberazione del 25 aprile. Si tratta di un fatto inquietante, che colpisce una giornata simbolo per i valori democratici del nostro Paese. Mi auguro che venga fatta piena luce al più presto su quanto accaduto e che i responsabili di questo gesto vile e vigliacco siano assicurati alla giustizia”, ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Tre colpi con arma softair contro la coppia dell’Anpi a Roma

Avrebbe esploso tre colpi presumibilmente con una softair l’uomo che ha ferito una coppia, iscritta all’Anpi, nei pressi di parco Schuster dov’era terminato il corteo per il 25 aprile. Dalle prime informazioni, sembra che l’uomo (e non due come si era ipotizzato in un primo momento) fosse a bordo di uno scooter chiaro, con casco integrale nero e giacca verde militare, e abbia sparato da una distanza di circa dieci metri prima di fuggire. Due colpi hanno ferito il marito e un altro la moglie. Sono al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso dettagli dello scooter per risalire all’identità dell’aggressore. Al momento non si esclude alcuna pista. Sulla vicenda indagano gli investigatori della Digos e del commissariato San Paolo.

Anpi Roma: “Le due persone colpite sono estremamente scioccate”

Le persone colpite a Roma, che sono state ferite, fisicamente ora stanno bene ma sono “estremamente scioccate”. Lo ha detto ai giornalisti la presidente del comitato provinciale dell’Anpi, Marina Pierlorenzi. “C’erano i comizi, poi c’era la musica e nel pomeriggio, due nostri compagni, un signore e una signora, con il fazzoletto dell’Anpi, mentre stavano arrivando qui, sono stati colpiti con una pistola d’aria compressa, o una una scacciacani, io non so bene. La signora è molto scioccata, ed è stata ferita ad una spalla, il marito alla gola e ad una mano perché evidentemente ha tentato di ripararsi. Sono stati medicati, stanno comunque in buona salute, ma sono estremamente scioccati”.

Fiano replica a Pagliarulo: noi bloccati, è male informato

“Io non so che notizie abbiano riferito a Pagliarulo, ma evidentemente gli hanno riferito delle notizie sbagliate”: così Emanuele Fiano ha replicato al presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, secondo cui la Brigata ebraica ha bloccato il corteo. “La brigata ebraica con dietro i ragazzi dell’Hashomer Hatzair e lo striscione di ‘Sinistra per Israele, due popoli, due Stati’ si è inserita nel corteo seguendo le istruzioni della polizia che ha deciso esattamente dove e quando doveva entrare” e “la Brigata ebraica non si è fermata all’incrocio tra via Senato e corso Venezia, ma è stata fermata da qualche migliaio di persone che, siccome la Brigata Ebraica ha un vessillo con la stella di Davide, siccome Sinistra per Israele ha un vessillo con la stella di Davide, hanno ritenuto, in nome di una loro versione della libertà, che queste persone non potessero sfilare. Punto. Non ci sono altre motivazioni”.

L’omaggio di Mattarella all’Altare della Patria. VIDEO

L'omaggio di Mattarella all'Altare della Patria. VIDEO
Milano Brigata Mattarella

Questore di Milano incontra delegazione della Brigata ebraica

Il questore di Milano Bruno Megale sta incontrando una delegazione dei manifestanti della Brigata ebraica al corteo del 25 aprile, con loro anche il presidente della comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi. Fra i presenti il direttore del museo della Brigata Ebraica Davide Romano, Daniele Nahum ed Emanuele Fiano.

Fratoianni: spari a Roma gravi, forze dell’ordine individuino responsabile

“Che due persone con il fazzoletto dell’Anpi al collo vengano colpite da colpi di pistola, anche se ad aria compressa, come è avvenuto a Roma è di una gravità assoluta. Ai due feriti la nostra solidarietà. Siamo certi che le forze dell’ordine individueranno al più presto il responsabile di questo gesto”, ha detto Nicola Fratoianni di Avs appena appresa la notizia di quanto accaduto nella capitale.

Spezzone della Brigata ebraica verso la questura di Milano

Lo spezzone della Brigata ebraica del corteo del 25 aprile a Milano si sta dirigendo verso la Questura in via Fatebenefratelli. Fra i presenti Emanuele Fiano, Daniele Nahum e il consigliere regionale Manfredi Palmeri. Una delegazione dovrebbe essere ricevuta dal questore Bruno Megale.

25 aprile, Anm: un dovere anche per i magistrati trasmettere la memoria

“È un giorno di festa nazionale perché dai fatti della resistenza sono nati i valori della Repubblica, della democrazia, della Costituzione ed è un dovere per noi, anche come magistrati, trasmettere e custodire la memoria collettiva, anche e soprattutto per le giovani generazioni. Più avranno conoscenza di ciò che è accaduto in quegli anni bui, prima della Liberazione, più avranno consapevolezza, più apprezzeranno quelle conquiste che non sono affatto scontate”, ha detto il presidente dell’Anm, Giuseppe Tango, a margine di un evento del 25 aprile.

Riparte il corteo a Milano, Pro Pal fermi vicino a Brigata Ebraica

Dopo un lungo blocco, lentamente il corteo principale del 25 aprile a Milano ha ripreso la sua marcia in direzione Piazza Duomo, dove sono già iniziati i comizi finali. Un gruppo di manifestanti con bandiere della Palestina, circa un centinaio, hanno seguito lo spezzone della Brigata ebraica quando è uscita dal corteo in via Senato. Al momento un cordone di forze dell’ordine li ha fermati in via Senato. I manifestanti scandiscono ”Palestina libera’, ‘Milano sa da che parte stare. Palestina libera da fiume al mare’ e ‘Fuori i sionisti da Milano’.

Tensione a Milano

In foto, un momento di tensione al corteo di Milano

Milano

Renzi: clima di odio inaccettabile, politica sia unita nel respingerlo

“Il 25 aprile dovrebbe essere la festa della democrazia, la festa di tutti. È invece quest’anno è stata segnata da episodi di intolleranza e violenza. A Milano, dove cori razzisti e vergognosi sono stati rivolti contro la Brigata ebraica. A Roma, dove due esponenti dell’Anpi sono stati colpiti da colpi di pistola ad aria compressa. E ancora, l’aggressione intollerabile ai militanti e dirigenti di Più Europa, l’allontanamento di un nostro iscritto al corteo di Bologna, colpevole di portare una bandiera ucraina. Un clima di odio inaccettabile. La politica sia unita nel respingerlo”, ha detto Matteo Renzi.

Quartapelle (Pd): su Brigata Ebraica chiederemo conto a Piantedosi

“Chiederemo conto al ministro Piantedosi”: è quanto ha detto la parlamentare del Pd Lia Quartapelle in merito all’uscita dello spezzone della Brigata ebraica al corteo del 25 aprile a Milano. “Credo che sia gravissimo che la Questura, dopo gli ultimi anni e dopo quanto è successo oggi a Roma e Bologna, non abbia predisposto un sistema di sicurezza in grado di far sfilare le persone con i simboli ebraica in sicurezza”, ha aggiunto. “È una ferita per Milano e per gli antifascisti”, ha concluso.

Rojc (Pd): libertà è atto di coraggio collettivo

“Oggi festeggiamo la scintilla vitale che ha vinto il gelo dell’odio. Il 25 Aprile è la celebrazione di un risveglio umano e civile, è il giorno in cui l’Italia ricorda a se stessa che la libertà è un atto di coraggio collettivo, la democrazia è un sentimento attivo da alimentare ogni giorno con la stessa passione di chi, ottantuno anni fa, scelse di stare dalla parte della luce”. È la riflessione della senatrice Tatjana Rojc (Pd), oggi alla Risiera di San Sabba di Trieste, alla cerimonia per il 25 Aprile.

Brigata Ebraica: “Cacciati dalla Polizia, ne parleremo”

“Siamo stati cacciati dalla Polizia, è un fatto grave e ne parleremo”. Lo ha detto il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano, dopo che lo spezzone della Brigata Ebraica è stata fatta uscire dal corteo del 25 aprile a Milano.

Anpi: blocco corteo causato da Brigata ebraica, non ha rispettato patti

Il corteo del 25 aprile a Milano “non è bloccato per le contestazioni ma perché la Brigata ebraica non si è mossa. Il problema è che la Brigata come da accordo con il questore, così mi hanno detto, doveva uscire a un certo punto dal corteo”. Così il presidente di Anpi Gianfranco Pagliarulo commenta il blocco del corteo nazionale a Milano per le contestazioni alla Brigata ebraica. “Perché non c’è solo la Brigata ebraica, cosa assolutamente legittima, ma ci sono anche gli iraniani che vogliono il ritorno del figlio dello Scià, e questo non mi pare sia una posizione coerente col 25 aprile”. “Ci sono le bandiere israeliane ma c’era stato un impegno, mi hanno detto, da parte della comunità ebraica di non portare le bandiere israeliane per motivi ovvi data la situazione, tutto questo non è avvenuto e si è creata questa situazione molto incresciosa”.

Sindaca di Perugia cita Ada Gobetti: “Non eravamo eroi”

“Non eravamo eroi. Eravamo ragazzi che a un certo punto hanno deciso di non avere più paura”: la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha citato Ada Gobetti nel suo intervento alle manifestazioni per il 25 aprile. Sottolineando che “non è un altare, è una scelta, è il momento in cui ricordiamo l’Italia che ha scelto di non avere più paura, di non abbassare più lo sguardo di fronte a nessuno”.

Nahum: “Una roba da anni ’30, è allarme antisemitismo”

“È una cosa da anni ’30. Sono senza parole”: Daniele Nahum, consigliere comunale di Azione e membro della comunità ebraica di Milano, ha commentato in questo modo l’uscita della Brigata ebraica dal corteo del 25 aprile. “Questi sono fascisti: il problema dell’antisemitismo è diventato una emergenza del Paese. Questa è una ferita per Milano e per gli antifascisti’.

25 aprile, Sala: “C’è poco da stupirsi, io me l’aspettavo”

“I tempi sono questi. Io devo dire che avevo espresso al prefetto e al questore la mia preoccupazione da tempo”, ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala arrivando con la testa del corteo in piazza Duomo, commentando il fatto che la manifestazione del 25 aprile è stata di fatto spezzata di due per le Proteste contro la Brigata ebraica. “Capisco che poi loro facciano quello che possono, ma la situazione in queste settimane, in questi mesi è questa, quindi c’è poco da stupirsi. Io sinceramente un po’ me l’aspettavo. E non lo so, è un fatto organizzativo su cui non posso ovviamente commentare”. Sono state anche urlate delle frasi tipo “meritate di esser saponette”: “Questo è anche il clima che si è creato in quest’ultima fase, spiace perché il 25 aprile è un momento importantissimo. Forse sarebbe ora che la smettessimo di chiamarla festa. Non è una festa, è un momento di riflessione, è un momento di impegno, è un momento di volontà. Però certamente tutto ciò si sta un po’ perdendo”.

Fiano: “Ci hanno cacciati dal corteo, mai successo in 50 anni”

“Siamo stati cacciati dal corteo, perché abbiamo nei nostri striscioni la stella di David, perché difendiamo il diritto dello stato d’Israele di esistere, perché difendiamo i diritti della Brigata ebraica a sfilare? Non lo so, chiedetelo a loro”. è quanto ha spiegato Emanuele Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, presente con la Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile a Milano. “Adesso non ho ancora deciso cosa faremo, se andare in piazza del Duomo o meno. È il cinquantesimo anno che partecipo, non era mai successa una cosa così”, ha aggiunto.

Colpi di pistola a Roma contro due iscritti all’Anpi, feriti

A quanto si apprende due iscritti all’Anpi, con il fazzoletto dei partigiani al collo, erano in cerca di un bar a via della delle Sette chiese, a Roma, vicino alla piazza della manifestazione per il 25 aprile quando un uomo su uno scooterone chiaro con casco integrale ed un giubbotto di colore militare si è fermato, ha estratto pistola e ha sparato con pistola ad aria compressa. I due, marito e moglie, sono stati colpiti al collo ed alla guancia il primo, alla spalla la seconda. Hanno perso sangue.

Brigata ebraica si sposta fuori dal corteo a Milano

Fra fischi e applausi, insulti e grida ‘fuori, fuori’, la polizia in tenuta antisommossa sta facendo spostare lo spezzone della Brigata ebraica fuori dal corteo del 25 aprile a Milano, lungo via Senato.

25 Aprile, Mattia (FdI): “Sia festa di ogni italiano“

“Come ben ricordato dal Capo dello Stato è bene rinnovare l’impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. In un periodo caratterizzato da guerre e minacce, l’auspicio è che questa giornata sia la festa di ogni italiano, a prescindere dallo schieramento politico a cui appartiene”, ha detto l’onorevole Aldo Mattia (FdI), che a Matera ha partecipato alle celebrazioni in occasione del 25 aprile, “onorato di essere presente quale rappresentante del Parlamento Italiano”.

A Milano testa del corteo in piazza Duomo, spezzone principale bloccato

La testa del corteo nazionale del 25 aprile è arrivata in piazza Duomo a Milano, dove si terranno i discorsi delle autorità dal palco. Il corteo della Liberazione è di fatto spezzato in due, perché la gran parte dei manifestanti è ancora bloccata a metà di corso Venezia per le proteste dei pro Palestina e di altri cittadini contrari alla presenza della Brigata ebraica. Le tensioni negli ultimi giorni sono aumentate anche a causa della decisione del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, di mantenere il gemellaggio con la città di Tel Aviv. Una decisione che ha provocato anche la spaccatura delle piazze, che sono tre diverse a Milano in questo 25 aprile segnato da tensioni e divisioni. Anche la testa del corteo, dove sfila il sindaco Giuseppe Sala, ha subito qualche contestazione anche se in tono minore, con qualche cittadino che ha urlato: “Sala non ci ascolta, no al gemellaggio con Tel Aviv”.

Fiano: “Folle che qualcuno possa decidere chi partecipa o meno a un corteo”

“Siamo entrati nel corteo dove ci hanno detto le forze dell’ordine. Siamo rimasti dietro un cordone di polizia fino a quando ci hanno detto di entrare. Il problema non è quando siamo entrati, ma che ci sono migliaia di persone che non vogliono che lo spezzone della Brigata ebraica vada avanti”, ha spiegato Emaniele Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, presente con la Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile a Milano. “Pensare che ci sia qualcuno che può decidere chi partecipa a un corteo e chi no, è una cosa folle” ha aggiunto, spiegando che la polizia ha chiesto che “lo spezzone si sposti in via Senato” una volta passato il resto del corteo. “Impedire a qualcuno di partecipare è molto grave”.

Claudio Scajola cita De Gasperi: “Superare spirito funesto discordie”

Un appello a non trasformare il 25 aprile in un “grigio concentrato di retorica rivolto solo al passato” ma a rendere vivi i valori della Liberazione “nelle scelte del presente e proiettarsi nel futuro”. Con queste parole il sindaco di Imperia Claudio Scajola ha aperto il proprio intervento durante le celebrazioni del 25 aprile nel capoluogo del Ponente ligure. “I tanti ragazzi che hanno dato la vita nella lotta di Liberazione non morirono soltanto per sconfiggere il nazifascismo. Si impegnarono soprattutto per un cambiamento profondo dell’Italia, pur con ragioni diverse, pur con ideali diversi, talvolta anche molto diversi gli uni dagli altri”. In chiusura il sindaco ha richiamato le parole di Alcide De Gasperi: “Davanti a un congresso di partigiani De Gasperi che, mi piace ricordare, ha istituito ufficialmente la festa della Liberazione, disse: “Aiutateci a superare lo spirito funesto delle discordie”. È un monito valido ancora oggi”.

Braga: senza antifascismo non c’è Repubblica

“Quello che celebriamo oggi è un patto solenne tra cittadini scritto nella nostra carta costituzionale. È un patto che si fonda sull’antifascismo. Dobbiamo dirlo chiaramente l’antifascismo non è una scelta politica, non è una bandiera di parte. È il valore fondante su cui poggia la nostra democrazia. Senza l’antifascismo, non avremmo la Repubblica. Per questo dobbiamo difendere la nostra Costituzione anche e soprattutto dalla destra che oggi governa e dimostra di non aver mai fatto i conti con il passato, con il fascismo e le sue responsabilità storiche”. Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, in un video per i social.

Tensione a Milano

In foto, un momento di tensione durante il corteo per il 25 aprile a Milano. 

Milano

Fratoianni: 25 aprile è la festa più bella della Repubblica

“Il 25 aprile è il giorno più bello è la più bella festa della Repubblica, è la festa della liberazione dal nazifascismo. E mi auguro sempre che questa festa possa essere celebrata e vissuta come una pratica quotidiana”, ha detto Nicola Fratoianni di Avs giungendo a Porta Venezia prima della partenza del corteo di Milano.

Pagliarulo (Anpi): serve unità antifascista contro nuovi fascismi

Al corteo del 25 aprile a Milano “c’è divisione, io mi auguro che si ricomponga e mi auguro che in Piazza Duomo arriviamo tutti insieme, ma comunque sia la stragrande maggioranza arriverà in Piazza Duomo”, ha detto il presidente di Anpi Gianfranco Pagliarulo, alla partenza del corteo nazionale a Milano. “L’augurio di questa unità non si limita ad oggi. Io mi auguro che si rafforzi l’unità antifascista nei prossimi giorni, nei prossimi mesi perché abbiamo davanti un grande pericolo, il pericolo che si potrebbe definire di fascismo nuovo”.

25 aprile, Giuli rende omaggio a Lauro De Bosis

In occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha deposto questa mattina a Roma una corona d’alloro presso il busto di Lauro De Bosis, situato sulla Passeggiata del Gianicolo. “Un gesto di rispetto e riconoscenza nei confronti di una figura che ha incarnato, con coraggio e senso civico, i valori di libertà alla base della nostra storia repubblicana”, ha dichiarato Giuli.

Ministro Giuli

Tobagi: “Patrioti erano, sono e resteranno sempre i partigiani”

“La partigiana Teresa Mattei ‘Chicchi’, nata a Genova, in una lettera datata 25 aprile 1945 ancora non ha idea che sarà la più giovane eletta all’assemblea costituente, scrive da Firenze a una compagna partigiana di Milano, Anna Maria Magni, appena mezz’ora dopo aver sentito alla radio che Torino e Milano sono liberate dai ‘patrioti’, dice proprio così perché i patrioti erano, sono e resteranno sempre i partigiani, anche se da destra cercano di rubare e appropriarsi di questa parola”. Lo ricorda la scrittrice Benedetta Tobagi a Genova, in piazza Matteotti, nell’orazione commemorativa per l’81esimomo anniversario della Liberazione.

Fiano: corteo per la libertà di tutti, poi ci sono gli estremisti

“Tutti i partiti politici dell’arco costituzionale e le organizzazioni antifasciste sono qui insieme alla Brigata ebraica”: Emanuele Fiano, esponente del PD e di Sinistra per Israele, lo ho sottolineato rispondendo a una domanda sulla divisione del corteo del 25 aprile a Milano.  “Questo è il corteo in cui si difende la libertà di tutti. Poi ci sono estremisti che assegnano la libertà a chi vogliono loro”, ha aggiunto.

Bucci fischiato da una parte della piazza a Genova

È stato fischiato da una parte della piazza l’intervento del presidente della Regione Liguria Marco Bucci a Genova in occasione dell’81mo anniversario della Liberazione, la contestazione si è placata quando ha ricordato al microfono la figura del partigiano Aldo Gastaldi detto ‘Bisagno’. La sindaca di Genova Silvia Salis si è offerta di intervenire in aiuto, ma Bucci l’ha invitata a “lasciare perdere” proseguendo l’intervento che non non è stato mai interrotto.

Pro-Pal bloccano il corteo del 25 aprile a Milano

Mentre la testa del corteo del 25 aprile a Milano è quasi arrivata in piazza Duomo, risulta bloccato dalle proteste dei pro-Palestina tutto il resto del corteo milanese, compreso lo spezzone della Brigata ebraica, che ha percorso pochi metri e poi si è fermato. I militanti pro Palestina continuano a gridare “fuori dal corteo” e “vergogna” e bloccano il passaggio all’incrocio con via Senato e corso di porta Venezia.

Manifestante contro Gualtieri, ma la piazza la fischia

Una manifestante, sotto il palco allestito a Roma per la Festa della Liberazione, ha contestato il sindaco della Capitale Roberto Gualtieri. La donna è stata fischiata dalla piazza, mentre i manifestanti hanno applaudito e incitato Gualtieri a proseguire nel suo intervento. “Grazie a tutti. Ma sono cose che succedono: a noi le piazze piacciono vere. Ne abbiamo fatte tante di assemblee “, ha detto il sindaco dal palco, continuando il suo discorso.

Il 25 aprile a Genova

A Genova la sindaca Silvia Salis ha mostrato un cartello con la scritta “W il 25 Aprile” tra la folla in piazza Matteotti, durante le celebrazioni per l’81esimo anniversario della Liberazione.

Silvia Salis

Perego: “Liberazione patrimonio prezioso da custodire”

“Oggi celebriamo l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione d’Italia. Il coraggio delle scelte compiute e i sacrifici condivisi da donne e uomini uniti negli ideali di libertà e democrazia, rappresentano un patrimonio prezioso che siamo chiamati a custodire e difendere, ogni giorno, con responsabilità, educazione civica e impegno collettivo. Buona Festa della Liberazione a tutti gli Italiani”, ha scritto su X il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago.

Fiano: insulti alla Brigata ebraica, ‘siete solo saponette mancate’

“Uno ci ha detto, siete solo saponette mancate”. Lo ha riferito l’esponente del Pd Emanuele Fiano al corteo del 25 aprile a Milano parlando delle contestazioni ricevute alla Brigata ebraica dai manifestanti pro Palestina. Molti i fischi arrivati dai manifestanti allo spezzone dove si trova anche Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre, protetto da un ampio schieramento di forze dell’ordine.

Brigata ebraica contestata a partenza corteo Milano

Fischi e grida “vergogna vergogna” al momento dell’immissione della Brigata ebraica nel corteo per il 25 aprile a Milano. La contestazione è avvenuta subito e prosegue lungo via Palestro, mentre la Brigata ebraica lentamente prosegue la marcia scortata da City Angels. “Fuori fuori dal corteo”, viene urlato dai contestatori.

Mattarella: “Da Resistenza si leva invocazione ‘pace, pace, pace’”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a San Severino Marche ha deposto una corona d’alloro presso il Monumento ai Caduti della Resistenza.

Sergio Mattarella

Conte: “25 aprile patto fondativo della Repubblica”

“25 aprile, sempre. Perché la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo non è una semplice ricorrenza ma la viva memoria del patto fondativo della nostra Repubblica, della consapevole scelta compiuta da giovani donne e uomini che hanno piantato i semi di una nuova e duratura libertà per la nostra Nazione”, ha scritto sui suoi social il presidente del M5S Giuseppe Conte pubblicando le foto della cerimonia del25 aprile a Napoli a cui ha partecipato. “Celebrare il 25 aprile significa valorizzare la faticosa conquista della convivenza democratica, rinnovare il riscatto morale e sociale dalla repressione cupa e violenta della dittatura. Significa, soprattutto, scongiurare che il ricordo di chi si è sacrificato per liberare l’Italia venga diluito nelle bassezze di nuovi ed eversivi rigurgiti revisionisti. Viva l’Italia democratica, viva la Costituzione antifascista, viva la Liberazione!”.

Brigata ebraica Milano: “Chi non ci vuole viola memoria Resistenza”

“Ci saranno le solite contestazioni contro di noi in piazza San Babila ma ormai siamo abituati e lo accettiamo con serenità, noi ricordiamo chi ha liberato l’Italia”, ha spiegato il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano, prima della partenza del corte del 25 aprile. Il gruppo sfilerà insieme a cittadini iraniani, ucraini, georgiani, “che sono oppressi dalle dittature”. “Il nostro obiettivo il 25 aprile è sempre quello di allargare le comunità e le etnie presenti per ricordate la Liberazione, perché chi ha liberato l’Italia etano decine di comunità. Senza preclusione, senza alcun colore. Noi siamo qua per ricordate i 5mila soldati della Brigata ebraica, volontari ebrei che hanno combattuto contro i nazisti, se qualcuno non ci vuole viola la memoria del 25 aprile”. La Brigata ebraica come ogni anno sfilerà scortata dal cordone di sicurezza dei City Angels e dagli agenti delle forze dell’ordine.

Alla Garbatella (Roma) nuova opera di Laika per il 25 aprile

In occasione della Festa della Liberazione dal nazifascismo, la street artist Laika firma una nuova opera apparsa nella notte tra il 24 e il 25 aprile nel quartiere della Garbatella, a Roma, luogo simbolo della Resistenza capitolina. Il lavoro, realizzato in collaborazione con i collettivi Join the Resistance e Artivismo, si intitola “Senza memoria non c’è futuro” e ritrae un nonno partigiano che regala un fiore rosso alla sua nipotina. Il poster è accompagnato da un estratto di Oltre il Ponte, brano scritto da Italo Calvino nel 1959: “E vorrei che quei nostri pensieri, quelle nostre speranze di allora rivivessero in quel che tu speri, o ragazza color dell’aurora”.

Bonelli: “Grazie a chi ci ha liberato dal fascismo”

“Buon 25 aprile. Grazie a chi ci ha liberato dal fascismo e ci ha dato la democrazia. Grazie a Sandro Pertini, Alcide De Gasperi, Umberto Terracini, Teresa Noce, Nilde Iotti, Aldo Moro e tante/i altre/i. Ricordare per non dimenticare gli orrori del nazifascismo. O bella ciao”, ha scritto su X Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde.

Piantedosi a Montemiletto

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è intervenuto alle celebrazioni dell’81° Anniversario della Liberazione a Montemiletto, in provincia di Avellino.

Matteo Piantedosi

Landini (Cgil) sul 25 aprile – VIDEO

Schillaci: “Custodiamo i valori della democrazia”

“Il 25 aprile è un momento in cui tutti possiamo ritrovarci uniti attorno ai valori della democrazia, della libertà, del rispetto dei diritti fondamentali. Principi mai scontati, che vanno custoditi e difesi ogni giorno, con responsabilità e impegno”. Lo dichiara in una nota il ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Fitto (Ue): “La libertà non è mai scontata”

“La libertà non è mai scontata! Ricordare ai nostri figli il sangue versato per riconquistarla è un dovere assoluto”. Lo scrive su X il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto. “Il 25 aprile celebriamo la liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista. In tempi drammatici in cui sembra tristemente più facile dover spiegare la guerra, capiamo che la pace non può essere retorica, ma un tenace sforzo costruttivo quotidiano”, sottolinea Fitto, esortando l’Ue a “essere protagonista in questo”. “Sulle macerie dei totalitarismi, padri fondatori come De Gasperi, Adenauer e Schuman hanno edificato la più grande architettura di democrazia e pace del nostro continente – osserva -. Spetta a noi difenderla”.

Mattarella all’Altare della Patria – VIDEO

Rocca (Lazio): “La memoria sia condivisa”

“Celebriamo l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione dal nazifascismo che segnò l’avvio del cammino che portò alla nascita della Repubblica e della Costituzione, fondamento della nostra democrazia. Il 25 aprile è una ricorrenza che, oggi più che mai, non può essere terreno di divisione, ma deve elevarsi a momento di memoria condivisa perché espressione di valori che sono patrimonio comune e che guidano ancora oggi la nostra convivenza civile. In un tempo attraversato da nuovi conflitti, richiama l’impegno a riaffermare con forza quegli ideali perché continuino a vivere nelle giovani generazioni”. Così il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, oggi all’Altare della Patria.

Locatelli: “Oggi pensiamo a quanto vale ogni persona”

“Oggi, 25 aprile, riflettiamo ancora di più sul senso della libertà di un popolo e della sua storia. Oggi in un mondo sempre più complesso e travolto da conflitti, ingiustizie e incertezze pensiamo a quanto vale la vita di ogni Persona. La dignità, la vita indipendente, l’autonomia, il diritto di tutti alla piena cittadinanza, sono elementi essenziali per una vita libera per tutti, senza lasciare indietro nessuno”. Lo afferma la ministra alle Disabilità Alessandra Locatelli in un post su Facebook.

Salvini: “Il 25 aprile una giornata di tutti, per tutti”

“Oggi si festeggia la Liberazione, figlia di tanti ragazzi e tante ragazze che hanno dato la loro vita, più di 300mila alleati da tutto il mondo, quasi 100mila dagli Stati Uniti, sono sepolti in decine di cimiteri italiani, combattendo contro il nazifascismo, siamo qua anche grazie a loro. È una giornata di tutti, per tutti”, e “spero che non passino ancora troppi anni perché sia una giornata di riconciliazione, di pacificazione nazionale. Perché dopo 80 anni ancora polemiche, divisioni, fischi, scontri ai cortei in una giornata che dovrebbe festeggiare la risorgenza, fanno male”, ha detto il vicepremier e ministro Matteo Salvini al Florence American Cemetery and Memorial a Tavarnuzze, in provincia di Firenze, a margine della commemorazione del 25 aprile.

Casini: “Giornata che non appartiene a una sola parte politica”

“Questa giornata non appartiene a una parte politica ma a tutti gli italiani perché, superate le contrapposizioni ideologiche del Novecento, tutti noi ci riconosciamo nella Costituzione e nella lotta antifascista. Nostalgie e malintesi su questo punto non sono possibili: d’altronde la destra italiana, dalla svolta di Fiuggi in poi, ha superato gli equivoci del passato riconoscendo che, nella storia, tutti meritano rispetto ma non tutti hanno le stesse ragioni”. Così l’ex presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, celebrando il 25 aprile nel comune di Modigliana (Forlì-Cesena).

Il ministro Giuli omaggia De Bosis

In occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha deposto questa mattina a Roma una corona d’alloro presso il busto di Lauro De Bosis, situato sulla Passeggiata del Gianicolo. “Un gesto di rispetto e riconoscenza nei confronti di una figura che ha incarnato, con coraggio e senso civico, i valori di libertà alla base della nostra storia repubblicana”, ha dichiarato Giuli.

Piantedosi: “Condanna netta del nazifascismo”

Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi la celebrazione del 25 aprile è “l’occasione per ribadire, con chiarezza, una condanna netta del nazifascismo e del regime fascista, che negarono la libertà, calpestarono la dignità della persona e trascinarono l’Italia nella tragedia della guerra”. Il responsabile del Viminale ne ha parlato a Montemiletto, in provincia di Avellino, evidenziando che “ricordare la Liberazione significa contrastare ogni forma di violenza politica, di nostalgia autoritaria, di antisemitismo, di razzismo, di intolleranza. Perché la Repubblica è nata da una rottura netta con tutto questo”.

Bicchielli (Fi): “Un momento di memoria collettiva”

“Il 25 aprile rappresenta una data fondativa per la nostra Repubblica e un momento di memoria collettiva che deve unire tutti gli italiani nel ricordo di chi ha lottato per la libertà e la democrazia. È nostro dovere custodire e trasmettere alle nuove generazioni i valori che hanno guidato la rinascita del Paese, rafforzando ogni giorno il rispetto delle istituzioni e il senso di comunità”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia, Pino Bicchielli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico. “Mai come oggi, in uno scenario internazionale segnato da tensioni e conflitti, è fondamentale ribadire l’importanza della pace e dell’impegno comune per difenderla. Il 25 aprile sia un momento di unità nazionale, al di là di ogni divisione”, conclude Bicchielli.

Valditara: “Contrastare ogni idea fascista e totalitaria”

Il 25 aprile “dobbiamo interrogarci sul perché oggi e sempre è importante contrastare qualsiasi idea fascista e totalitaria”. Lo ha spiegato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, parlando del senso della festa della Liberazione a margine della deposizione di una corona davanti alla sede del Comune di Milano, insieme al sindaco Giuseppe Sala. “Il 25 aprile è una giornata di riflessione e nelle scuole dovrebbe svilupparsi una riflessione di questo tipo – ha aggiunto -, perché, soprattutto nell’ottantesimo anniversario dell’avvio dei lavori dell’Assemblea Costituente, è importante che si capiscano anche le radici culturali, storiche, politiche della Costituzione”.

Valditara: “Ragionare sul significato della lotta al fascismo”

“Noi dobbiamo ragionare, a partire dalle scuole, sul significato della lotta contro il fascismo”, ha rimarcato ancora il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in occasione del 25 aprile. “Certo, noi siamo contro il fascismo per le leggi razziali, ma chi oggi potrebbe non essere contro le leggi razziali? Ci sono stati antifascisti ben prima delle leggi razziali, antifascisti che hanno perso la vita. Penso a Matteotti, a Gobetti, ai fratelli Rosselli. Allora bisogna andare ancora più in profondità e chiedersi perché il fascismo era sbagliato e perché è giusto celebrare il 25 aprile”. “Innanzitutto perché il fascismo era negazione delle libere elezioni – ha spiegato ancora Valditara -. Poi il fascismo, non soltanto aveva cancellato la democrazia, aveva anche cancellato alcune libertà fondamentali. Penso alla libertà di opinione, libertà di pensiero, libertà di manifestazione della parola”. “Il fascismo aveva cancellato l’importanza della persona. La nostra Costituzione rovescia questa impostazione, a differenza di tutti i regimi totalitari, la nostra Costituzione mette la persona al centro, non al servizio dello Stato, dell’ideologia, della religione o di qualsiasi altra cosa, del partito”, ha concluso.

Renzi: “Viva il 25 aprile, viva la memoria, viva la libertà”

“Felice di aver partecipato alle cerimonie per la Festa della Liberazione nella mia Firenze. Viva il 25 aprile, viva la memoria, viva la libertà! Viva l’Italia!”. Così su X il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Occhiuto: “Ricorrenza che appartiene a ciascuno di noi”

“In occasione della Festa della Liberazione celebriamo una ricorrenza che appartiene al Paese intero, a ciascuno di noi: il giorno in cui l’Italia archiviò il nazifascismo, ritrovando la strada della libertà. Una festa che affonda le sue radici nei valori più alti della Costituzione repubblicana, nata dal sacrificio di donne e uomini che hanno dato la propria vita per restituire al Paese dignità, diritti e futuro”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia. “Il 25 aprile – prosegue – deve essere sempre più un momento di unità, mettendo da parte le divisioni. Una giornata in cui riconoscerci come comunità, nel rispetto della nostra storia e dei principi che ci tengono insieme. Ricordare significa custodire quella memoria, il modo più autentico per onorare chi ha lottato per consegnarci un’Italia libera, democratica e in pace”.

Il sindaco di Milano Sala: “Ci sono divisioni al corteo, ma… “

Questo 25 aprile “sarà una giornata delicata, perché ci sono divisioni, ci sono sempre strascichi di polemiche”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha parlato della giornata della Liberazione, con il corteo che questo pomeriggio si suddividerà per concludersi in diverse piazze, a margine della deposizione delle corone davanti alla sede del Comune. “Però proprio per il fatto che qualcuno non vuol festeggiare il 25 aprile e un po’ nega anche il senso di questa giornata – ha aggiunto -, chi ci crede deve fare la sua parte, deve partecipare, deve far sentire la sua voce. Con grande educazione, che è qualcosa che oggi in politica spesso manca, ma anche in maniera ferma”. “Questo è il motivo per cui siamo qui e saremo oggi in manifestazione e sul palco”, ha concluso.

Partito il corteo antifascista a Trieste

Un corteo antifascista, promosso da Trieste Antifascista e da Global Sumud Italia Fvg, è partito dai pressi della Risiera di San Sabba a Trieste in occasione della Festa della Liberazione. In testa lo striscione con scritto: “Resistere oggi come ieri contro la guerra e i nuovi fascismi”. Diverse le bandiere della Palestina. E ancora slogan contro il riarmo, l’America, Israele, i Cpr e il decreto sicurezza.

Mattarella: “Da San Severino Marche volontà di risorgere”

“Da San Severino Marche, segnata dalle prove del sisma di dieci anni or sono, dalle recenti alluvioni, si conferma la volontà di risorgere. La Repubblica è riconoscente alla gente delle Marche per il contributo che ha dato alla sua fondazione e al suo svilupparsi. Viva la Liberazione, viva la Repubblica!”. Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiuso il suo intervento per le celebrazioni del 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Italia intorno alla sua Carta guarda al futuro”

Serve sempre un’opera “di costruzione della pace attraverso la cooperazione che gli italiani e i popoli europei hanno realizzato sulle ceneri del nazifascismo e sulle rovine del comunismo sovietico. L’Italia, raccolta intorno alla sua Costituzione, guarda con fiducia alle sfide del futuro, insieme agli altri popoli europei”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Dalla Resistenza si leva un’invocazione di pace”

“Le dittature che avevano scatenato il Secondo conflitto mondiale avevano fatto della retorica della guerra un valore. Contro il loro disegno, dai morti tra la popolazione civile, dai militari caduti, dalle vittime dei campi di concentramento, si levava – e si leva – una sola invocazione: pace. Pace per ogni persona. Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese. Questo il senso della Resistenza. Opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella ripete ancora: “Ora e sempre Resistenza!”

“Lo scrittore statunitense, William Faulkner – premio Nobel per la letteratura nel 1949 -ammoniva, nel suo “Requiem per una monaca” che “il passato non è mai morto, non è neanche passato”. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Ci sono antistoriche velleità di rimuovere Onu e Ue”

La pace, “fu per rispondere a questo accorato appello che la comunità internazionale progettò, con l’Onu, di ambire a liberare il mondo dall’incubo della guerra e, con il disegno dell’unità europea, di liberarne il nostro continente. In questi ultimi anni stiamo assistendo, dolorosamente, ad antistoriche velleità di affievolire se non addirittura di rimuovere quei percorsi. Dimenticando o ignorando che reagire alla guerra fra i popoli significa dar fiducia a istituzioni comuni di pace, renderle più autorevoli ed efficienti: un impegno tanto più indispensabile ora”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Rabbia nazifascista per relazione partigiani-popolo”

“La stretta relazione tra forze partigiane e popolazione scatenava la rabbia nazifascista con eccidi gratuiti contro la popolazione civile: oltre trecento saranno i civili uccisi per rappresaglia. Gli eccidi si succedevano: Fragheto di Casteldelci, Fabriano, Morro, Pozzuolo e Capolapiaggia, Valdiòla, Matelica, Ponte Chigiano, Pozza e Umito di Acquasanta Terme, Arcevia, Filottrano e la Val Musone. Era un popolo unito quello che si opponeva all’invasore”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella ricorda Pertini, Saragat, Mattei e Dalla Chiesa

“Eminenti figure ebbero a compiere in queste terre scelte che, segnando la loro vita, avrebbero, nel contempo, segnato quella dell’Italia. Il sottotenente dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, che operò, in quegli anni, a San Benedetto del Tronto e a Porto D’Ascoli. Un eroe della Repubblica. Enrico Mattei, protagonista dell’indipendenza economica e dello sviluppo nel dopoguerra della nuova Italia. La sua scelta avvenne proprio qui vicino, a Matelica, per entrare a far parte, successivamente, del Comando del Corpo Volontari della Libertà e, in questa qualità, sfilare, insieme ad altri comandanti, alla testa dei partigiani vittoriosi il 5 maggio 1945 a Milano. E nelle Marche, nell’entroterra maceratese, ebbe modo di operare Sandro Pertini, settimo presidente della nostra Repubblica, dopo la fuga dal carcere di Regina Coeli di Roma – compiuta insieme a Giuseppe Saragat, quinto presidente della Repubblica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Zone sotto nazisti con zelanti complici fascisti”

“Gli avvenimenti in queste terre, con la decisiva avanzata delle truppe alleate, segnarono la ricongiunzione all’Italia libera delle province centro-settentrionali cadute sotto il dominio hitleriano con i suoi zelanti complici fascisti. Anche in questa regione, anche qui a San Severino, a Castel Raimondo, a Matelica, la Liberazione anticipò l’arrivo delle truppe alleate, nel luglio del 1944. Così come le Marche non furono esenti dall’esperienza di ‘zone libere’, di centri amministrati dalle forze partigiane per periodi più o meno lunghi, “Repubbliche” modellate su principi inediti nella storia italiana, esempi embrionali di vita democratica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Complicità della Guardia nazionale repubblicana”

“L’occupazione germanica, la complicità della Guardia Nazionale Repubblicana, la presenza degli uomini della malfamata Legione Tagliamento, hanno recato lutti e sofferenze a questi borghi e alla loro gente. In particolare, questa provincia di Macerata e questi luoghi, come abbiamo ascoltato, furono oggetto di prevaricazioni e stragi. Il concentramento di bande partigiane sapeva tenere in scacco i nazifascisti e si subivano le loro rappresaglie: proprio San Severino fu teatro dei primi scontri a fuoco”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Determinati a difendere unità, giustizia e pace”

“Da San Severino, intendiamo sottolineare – insieme al carattere della nostra ferma unità – la nostra determinazione nella difesa delle nostre libertà, la nostra convinta apertura a condividere, con gli altri popoli, i valori della giustizia e della pace”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Repubblica nata sugli orrori della guerra”

“La Repubblica è “nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

Mattarella: “Una storia scritta con la vita dagli italiani”

Un amor di Patria, ha continuato il presidente Mattarella, “che, con immenso sacrificio, ebbero a testimoniare i militari lasciati allo sbando, in assenza di ordini dopo l’8 settembre 1943. I giovani che fuggivano i bandi della sedicente Repubblica Sociale Italiana e che si unirono nelle formazioni partigiane. I contadini che venivano strappati alla terra per essere comandati a lavorare alla cosiddetta Linea Gotica, ultimo tentativo del Reich hitleriano di ritardare la disfatta. Le donne, le famiglie verso cui si scatenò, anche in queste contrade, una cieca violenza. I sacerdoti trucidati per rappresaglia, come don Enrico Pocognoni, Medaglia d’oro al Merito civile, parroco di Braccano di Matelica. I Carabinieri che dettero la vita, come Glorio Della Vecchia, vice brigadiere, Medaglia d’argento al valor militare, al quale fu intitolata la Caserma dei Carabinieri di San Severino e il maggior Pasquale Infèlisi, Medaglia di bronzo al valor militare, al quale è intitolata la Caserma della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise a Chieti. Questa la storia, scritta con la loro vita. Da questi italiani”

Mattarella: “25 aprile, a muoverci è amor di Patria”

“Oggi, a San Severino Marche, facciamo memoria del 25 aprile, data della Liberazione del nostro Paese. A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.

A Torino coperte statue di Giulio Cesare e Augusto

Le statue raffiguranti Giulio Cesare e Augusto collocate a Torino nella zona della Porta Palatina sono state coperte con un telo nero oggi per iniziativa di Extinction Rebellion in occasione del 25 aprile.

Torino

Conte (M5s): “Festa divisiva solo per chi è antidemocratico”

Il 25 aprile “è una festa divisiva per chi non vuole riconoscere i valori della convivenza democratica, la liberazione dalla opaca schiavitù repressiva nazifascista, ma non c’è possibilità di dividersi sul fatto che abbracciamo i valori della convivenza democratica e della nostra Costituzione. La Costituzione è chiaramente antifascista”. Lo ha detto Giuseppe Conte, presidente M5S, a margine della cerimonia del 25 aprile a Napoli, in Piazza Matteotti.

Bernini: “Accantonare le differenze per combattere assieme”

“Tutti seppero accantonare le differenze, anche le più profonde, per combattere insieme. I comunisti e i cattolici, i socialisti e i liberali, gli azionisti e i monarchici, di fronte a un dramma comune, scrissero, ciascuno per la loro parte, una grande pagina della nostra storia. Una pagina sulla quale si fonda la nostra Costituzione, sulla quale si fonda la nostra libertà”. Lo scrive la ministra all’Università e alla Ricerca Anna Maria Bernini su X in occasione del 25 aprile. “Le parole del presidente Silvio Berlusconi a Onna – aggiunge – ci ricordano il coraggio, soprattutto dei più giovani, che ha fatto la differenza: ragazzi e ragazze che hanno scelto, spesso senza esitazioni, da che parte stare, mettendo davanti a tutto la libertà e il futuro del Paese. È a loro che dobbiamo guardare oggi, con gratitudine e responsabilità. Perché quel patrimonio non è solo memoria, ma una promessa da rinnovare ogni giorno, insieme. Buon 25 aprile a tutti”.

Conte (M5s): “Tutte le forze politiche abbraccino l’antifascismo”

“Io sto alle dichiarazioni che vengono fatte, non spetta a me arrogantemente distribuire patenti di democraticità agli altri leader politici e alla presidente del Consiglio”. Lo ha detto Giuseppe Conte, presidente M5S commentando le parole di Giorgia Meloni sul 25 aprile. “Prendiamo atto – ha detto Conte a margine della sua partecipazione alla celebrazione a Napoli, in Piazza Carità – delle sue dichiarazioni, prendiamo anche atto che fino all’altro giorno La Russa ha fatto dichiarazioni di tono diverso, prendiamo atto che all’interno di Fratelli d’Italia molto spesso vengono fuori delle posizioni più ambigue, ma l’importante è che tutte le forze politiche che siedono in Parlamento si riconoscano nell’ordinamento democratico e abbraccino questi principi e questi valori antifascisti”. Conte sottolinea che “l’importante è questo, non spetta a me – aggiunge – distribuire patenti di antifascismo, spetta a me però, con la responsabilità di essere un leader politico richiamare tutti i cittadini, celebrare questo momento che non deve essere un omaggio formale, ma il ricordo di un momento importante dove l’Italia ha avuto una svolta, si è liberata dalle catene della repressione dittatoriale e ha abbracciato una svolta democratica e quindi di lì è venuta in seguito la nostra Costituzione”.

Standing ovation per Mattarella nelle Marche – FOTO

Mattarella

Hallissey (+Europa): “Aggredito al corteo del 25 aprile”

“Siamo stati aggrediti brutalmente al corteo del 25 aprile da militanti di Cambiare Rotta. Ci hanno spruzzato spray al peperoncino negli occhi e strappato e tolto le bandiere dell’Ucraina, che avevano portato in piazza come ogni anno insieme a quelle della Palestina. Sono dovute intervenire le forze dell’ordine e un’ambulanza per soccorrere me, l’inviato di Pulp Podcast Ivan Grieco e altri compagni radicali, tra cui il segretario Filippo Blengino. In una festa come quella della Liberazione è inammissibile ci sia spazio per questi gruppi violenti e incapace di tollerare la diversità in una piazza che dovrebbe essere inclusiva e aperta, nel ricordo dei partigiani e a sostegno di tutti i popoli che ancora oggi si difendono”. Lo dichiara in una nota Matteo Hallissey, presidente di Radicali Italiani e +Europa.

Il sindaco Lepore: “Bologna città dei diritti e della pace”

“La Resistenza è l’atto di nascita della nostra democrazia e il 25 aprile è la giornata più bella del nostro Paese”. Lo ha detto Matteo Lepore, intervenendo per le celebrazioni dell’81esimo anniversario della Liberazione in piazza del Nettuno a Bologna. Nel suo discorso, il sindaco ha ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “custode della Costituzione”, per aver ricordato “i valori di libertà, giustizia, pace e democrazia nati dalla Resistenza”. “Non possiamo dimenticare – ha aggiunto Lepore – che oggi nel mondo sono in corso decine di conflitti e milioni di persone vivono sotto guerre e regimi autoritari: per questo l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra, resta un riferimento fondamentale”. Il primo cittadino ha poi ribadito il ruolo di Bologna, “città medaglia d’oro della Resistenza”, come presidio di diritti e solidarietà.

Partito il corteo a Roma

Tra bandiere rosse, e dell’Anpi, vessilli della pace, ma anche della Palestina, di Hezbollah, e dell’Iran, migliaia di persone si sono ritrovate a Porta San Paolo e sono ora partite in corteo per l’81esimo anniversario della Liberazione, al termine di una mattinata aperta dalle cerimonie istituzionali.

Calorosa accoglienza a Mattarella a San Severino Marche

Accoglienza calorosa e carica di emozione per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sia al suo arrivo in città, che al suo ingresso nel teatro Feronia di San Severino Marche (Macerata), dove terrà il discorso ufficiale in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile. Il capo dello Stato è stato salutato da una lunga standing ovation del pubblico presente, che si è alzato in piedi tributando un applauso prolungato mentre Mattarella faceva il suo ingresso in sala. All’interno del teatro presenti autorità civili, militari e religiose, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.

Schlein (Pd): “Ripristinare le risorse per i luoghi di memoria”

“Chiediamo con rispetto e fermezza al governo il ripristino delle risorse per i luoghi di memoria. So che ci sono state interlocuzioni e le parole del ministro Giuli le giudico positivamente e con rispetto ma bisogna passare dalle parole ai fatti”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nel suo intervento per le celebrazioni del 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema (Lucca).

Schlein (Pd): “Il fascismo non è un’opinione, è un reato”

“Se la nostra Costituzione sancisce la libertà di manifestazione dl pensiero e di opinione dobbiamo dire che il fascismo non è un’opinione, è un crimine, è un reato, e voglio ringraziare i 32 parlamentari che hanno letto la Costituzione per impedire una conferenza dei neofascisti. Le organizzazioni neofasciste devono essere sciolte, questo dice la nostra costituzione. Il 25 aprile è un giorno di festa, di memoria, impegno, porteremo avanti l’impegno della proposta legge nata proprio a Stazzema contro la propaganda nazista e fascista. Il 25 aprile ci insegna che non va mai persa la speranza, è davvero una giornata luminosa di riscatto e libertà, la nascita di una nuova Italia”. Lo ha detto la segreterai del Pd Elly Schlein nella sua orazione ufficiale per le celebrazioni del 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema (Lucca).

Pro Pal al sindaco di Bologna Lepore: “Parla di Gaza”

“Sindaco, parla di Gaza non solo di Minneapolis”. Con queste parole una cinquantina di manifestanti pro Palestina ha incalzato il primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore, nel corso del suo intervento in piazza del Nettuno in occasione del 25 aprile, invitandolo a prendere le distanze dal conflitto in Medio Oriente. Oltre alle bandiere della Palestina, in manifestanti hanno portato in piazza anche cartelli che recitano ‘Liberazione ieri dal fascismo, oggi dal sionismo’ e ‘Free Palestine, liberazione dal sionismo e dal fascismo’ e hanno urlato slogan come ‘La lotta partigiana ce l’ha insegnato, combattere il fascismo non è reato’ e ‘Sionismo, fascismo, ora e sempre resistenza’. Gli attivisti hanno sottolineato diversi passaggi del discorso del sindaco Lepore, della presidente dell’Anpi di Bologna, Anna Cocchi con frasi e slogan per richiamare l’attenzione sul conflitto in atto, che hanno paragonato alla lotta di Liberazione. Poi, durante l’intervento della consigliera regionale Isabella Conti, i manifestanti hanno lasciato la piazza senza tensioni.

A Roma spuntano bandiere ucraine: attimi di tensione

Attimi di tensione alla manifestazione indetta dell’Anpi a Roma per il 25 aprile. Tutto è nato vicino a Porta San Paolo quando, poco prima delle 11, un gruppo di circa dieci manifestanti ha raggiunto i pressi della Piramide Cestia con bandiere ucraine. Le forze dell’ordine, secondo quanto si apprende, sono intrevenute per evitare che l’episodio potesse degenerare. In quegli attimi, infatti, alcuni manifestanti riconducibili alla componente di estrema sinistra hanno usato spray urticante anche in direzione di agenti in borghese. La situazione è poi tornata alla normalità con l’allontanamento dei manifestanti pro-Ucraina che sono monitorati dalle forze dell’ordine.

A Palermo bandiere palestinesi al corteo

Migliaia di persone in corteo a Palermo per celebrare la Liberazione del 25 aprile. La marcia è partita dalla via Libertà a conclusione della cerimonia istituzionale che si è svolta nel giardino Inglese, intitolato al presidente della Regione Piersanti Mattarella assassinato nel 1980, dove sono state deposte corone d’alloro e fiori nel cippo dedicato a Pompeo Colajanni, il comandante Barbato, e nella lapide dei caduti di Cefalonia dopo gli interventi del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, contestato al grido ‘vergogna’ e ‘dimettiti’, e del presidente dell’Anpi di Palermo Ottavio Terranova. In testa al corteo una gigantografia della carta costituzionale e a seguire lo striscione della Cgil. Tra i manifestanti tante famiglie con bambini, i rappresentanti dell’Anpi, collettivi, associazioni, movimenti. In mezzo un bandierone della Palestina di circa 20 metri. Dedicati alla liberazione di Gaza e dei territori palestinesi i tanti cori dei manifestanti diretti verso piazza Massimo per il comizio finale. Ampio lo spiegamento di agenti della Digos, poliziotti e carabinieri alla cerimonia istituzionale e al corteo pacifico.

Decaro (Puglia): “La storia insegna, bisogna essere bravi scolari”

“È un momento particolare da un punto di vista geopolitico e proprio per questo, come abbiamo detto tante volte, la storia ci insegna e noi dobbiamo essere bravi scolari, perché magari tempo fa qualcuno non sapeva, ma oggi noi sappiamo quello che può accadere, quindi giornate come oggi assumono un significato ancora più importante di grande attualità”. Lo ha detto il governatore della Puglia Antonio Decaro in occasione del 25 aprile.

Decaro (Puglia): “Trasformare la Liberazione in un’idea di futuro”

“Dobbiamo custodire la memoria di questa giornata, celebrare la storia di questa giornata, ma dobbiamo saperla anche trasformare in un’idea di futuro, in una Puglia che deve essere sempre di più una casa dell’accoglienza, ponte di pace, una terra di lavoro. Quindi è un giorno importante che ci ricorda che oggi viviamo in un Paese libero e democratico anche grazie al sacrificio di tante persone. Fu un moto popolare dove tutti decisero di fare la propria parte senza essere di parte e questa è una cosa che dobbiamo ricordarci tutti, perché questa è una festa di tutti, è una festa del popolo italiano”, ha detto il governatore della Puglia Antonio Decaro in occasione del 25 aprile.

Decaro (Puglia): “Siamo noi gli anticorpi democratici ai fascismi”

“Questa è una giornata importante che ricorda a tutti noi che siamo noi, con le nostre scelte, le nostre parole, le nostre azioni politiche, a rappresentare gli anticorpi democratici ai fascismi e anche ai nazionalismi che si riaffacciano spavaldi nel mondo”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, partecipando a Lecce, in piazza Partigiani, alla cerimonia per la Festa della Liberazione, indossando al polso un braccialetto tricolore.

Meloni: “Ricordiamo la sconfitta dell’oppressione fascista”

“Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’Anniversario della Liberazione. “Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale”, aggiunge.

Meloni cita Mattarella: “Sia l’ora della coesione nazionale”

“Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore. Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’81° anniversario della Liberazione.

Lupi cita Papa Giovanni: “Le sue parole sono attuali”

“Vorrei ricordare le parole di Papa Giovanni XXIII, drammaticamente attuali: ‘Non si deve permettere che la sciagura di una guerra mondiale con le sue rovine economiche e sociali e le sue aberrazioni e perturbamenti morali si rovesci per la terza volta sull’umanità’. La memoria della Liberazione serva ad aumentare questa consapevolezza che ci viene autorevolmente richiamata anche dall’attuale Pontefice: ‘La pace si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l’amicizia e la cultura dell’incontro. Torniamo a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica'”. Lo dice Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, in occasione del 25 aprile.

Lupi: “Una Festa che oggi ha un significato particolare”

“Il 25 Aprile è una data importante per tutti gli italiani, e deve quindi essere la festa di tutti gli italiani. La memoria del giorno della Liberazione deve essere l’affermazione della libertà per tutti. Per questo è festa nazionale. Perché unisce, perché non esclude. Perché così la pensò Alcide De Gasperi quando la istituì ottant’anni fa. Nel contesto internazionale di oggi il 25 Aprile si arricchisce di un significato particolare, perché il 25 Aprile è una pagina della storia d’Italia che si intreccia con quella dell’Europa, devastata dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.

Calenda: “Resistenza non è slogan da esibire una volta l’anno”

“Buon 25 aprile. Nella speranza che questa ricorrenza restituisca a tutti noi il vero senso la parola ‘resistenza’. Che non è uno slogan da esibire una volta l’anno. È una lezione precisa: la libertà non si conserva stando fermi, non si ottiene chiedendo gentilmente pietà a chi vuole toglierla. Si difende. Con coraggio, con scelte difficili, spesso a un costo altissimo. I partigiani lo sapevano come lo sanno gli ucraini”. Così Carlo Calenda, leader di Azione.

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Ruotolo (Pd): “Libertà e pace non sono conquiste definitive”

“Sono passati 81 anni da quando l’Italia si è liberata dal nazifascismo, ma quel messaggio resta vivo. Ci parla oggi, qui, adesso. Le parole del Presidente Sergio Mattarella ci ricordano che libertà e pace non sono conquiste definitive: possono arretrare, possono essere messe in discussione, possono essere travolte dalla ‘legge del più forte’, cioè dalla barbarie. Oggi, mentre nel mondo tornano guerre, nazionalismi e violazioni del diritto internazionale, il messaggio della Resistenza è più che mai attuale. Difendere la democrazia significa contrastare ogni deriva autoritaria, ogni tentazione di riscrivere la storia, ogni indebolimento dei diritti. Il 25 aprile è questo: è la scelta, ogni giorno, tra la forza del diritto e il diritto della forza. Perché la libertà non è mai garantita per sempre. Va difesa. Ogni giorno”. Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare.

De Poli (Udc): “Trasmettere questo patrimonio ai giovani”

“Il 25 aprile è una ricorrenza che appartiene all’Italia e agli italiani, a coloro che si riconoscono nella nostra Costituzione antifascista. I valori che ispirano la nostra convivenza civile fanno parte del nostro Dna culturale: oggi abbiamo il dovere di trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni affinché, in un momento in cui il modello del più forte appare sempre più attraente, prevalga la cultura della democrazia e della libertà contro la deriva della prevaricazione. In questa giornata il mio pensiero affettuoso va al popolo ucraino che, da oltre 4 anni, è protagonista di un’eroica resistenza”. Lo afferma il senatore e segretario nazionale Udc Antonio De Poli in occasione della Festa della Liberazione.

Centinaio (Lega): “Il 25 aprile non è la festa di una sola parte”

“Uomini e donne. Civili e militari. Liberali, azionisti, repubblicani, socialisti e comunisti. Cattolici ed ebrei. Italiani, inglesi e americani. Grazie a tutti loro, è stato possibile liberare l’Italia da fascismo e nazismo. Chi oggi vorrebbe il 25 aprile come la festa di una sola parte, dovrebbe ricordare il loro esempio, il loro coraggio di mettere da parte le divisioni per un obiettivo comune. La pace, la libertà. Chiunque creda in questi valori, oggi ha il diritto di festeggiare. Buon 25 aprile!”. Lo scrive in una nota il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio.

Ascani (Pd): “La Resistenza è il riscatto morale dell’Italia”

“La Resistenza è anzitutto la storia del riscatto morale dell’Italia, della dignità riconquistata con la lotta al nazifascismo. Fare memoria è una responsabilità, significa difendere la verità, rifiutare ogni ambiguità, custodire ciò che con sangue e sofferenza è stato conquistato. Ancora oggi da quell’eccezionale deposito di valori umani e civili attingiamo ispirazione e forza per chiedere democrazia, libertà e pace per tutti i popoli. Viva il 25 aprile. Viva la Repubblica. Viva la pace”. Così su X Anna Ascani, deputata Pd e vicepresidente della Camera.

Fontana: “Omaggio a donne e uomini di libertà”

“Nel giorno dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo, rendiamo omaggio a donne e uomini che, spesso a costo della vita, hanno contribuito a restituire all’Italia la libertà. Da culture differenti, hanno saputo unirsi per il bene comune. Le loro storie ci richiamano oggi alla responsabilità di difendere e custodire ogni giorno la democrazia, nel rifiuto di ogni forma di totalitarismo e nella promozione della diplomazia e della pace”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana

Perché Mattarella va a San Severino Marche

La visita del capo dello Stato Sergio Mattarella a San Severino Marche (Macerata) rappresenta il culmine di un percorso di riconoscimento del ruolo avuto dal territorio settempedano durante la Resistenza. Nel 2022 proprio Mattarella conferì alla città la medaglia d’oro al merito civile per il contributo alla lotta partigiana e per l’accoglienza offerta a centinaia di sfollati durante la guerra. Il programma della giornata prevede la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti, quindi il trasferimento al teatro Feronia, affacciato sulla piazza principale, dove è atteso l’intervento del presidente della Repubblica davanti alle autorità e alla cittadinanza.

San Severino Marche si prepara ad accogliere Mattarella

Già dalle prime ore del mattino numerosi cittadini di San Severino Marche (Macerata) si sono radunati in piazza del Popolo, trasformata in un punto di incontro festoso ma anche carico di significato civile, per accogliere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Imponente il dispositivo di sicurezza predisposto con un ampio dispiegamento di forze dell’ordine.

Giornata storica per San Severino Marche

Giornata storica per San Severino Marche (Macerata) che accoglie il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni della Festa della Liberazione. La città si è svegliata vestita di tricolore: bandiere lungo le vie del centro, palloncini verdi, bianchi e rossi e uno striscione nel cuore cittadino con la scritta “Grazie presidente”.

La giornata a Roma e Milano

Oggi, 25 aprile 2026, è l’81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

  • A Roma la giornata si è aperta con l’omaggio alle Fosse Ardeatine. Mattarella ha deposto la corona d’alloro all’Altare della Patria: con lui Meloni, Fontana e La Russa. Poi concentramento a Porta San Paolo e corteo verso il parco Schuster.
  • A Milano la tradizionale manifestazione dell’Anpi, con concentramento in corso Venezia e corteo verso piazza Duomo.

La Russa: “Celebrare doverosamente il 25 aprile”

“Oggi all’Altare della Patria con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le alte cariche dello Stato per celebrare doverosamente la ricorrenza del 25 aprile”. Lo scrive su Instagram il presidente del Senato Ignazio La Russa, postando una foto della cerimonia.

Brunetta (Cnel): “Sincera gratitudine a chi donò la sua vita”

“Per le polemiche politiche ci sarà tempo; oggi è il momento più giusto per mostrare tutta la nostra sincera gratitudine a chi, nel 1945, donò la propria vita per liberare l’Italia dalla dittatura e la immaginò come patria dei diritti”, ha detto il presidente del Cnel Renato Brunetta. “Il 25 aprile 2026 celebri la rinnovata libertà e l’ansia di pace, e sia un’occasione da non perdere per esaltare il principio fondamentale della tolleranza”, ha aggiunto.

Contestazioni a Palermo

“Fuori Lagalla e i sionisti dal 25 aprile”, “Lagalla dimettiti”. Sono alcuni dei cori di contestazione contro il sindaco di Palermo alla cerimonia di celebrazione della Liberazione, al giardino Inglese. “Vergogna… vergogna”, hanno urlato i manifestati contro il sindaco Roberto Lagalla quando ha preso la parola, mentre sventolavano bandiere della Palestina e di Cuba. I manifestanti contestano al sindaco di avere incontrato nei giorni scorsi l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled.

Brunetta (Cnel): “La libertà non è una cosa scontata”

“Se oggi respiriamo aria di libertà, non dobbiamo pensare che sia una cosa scontata. Lo confermano la crisi geopolitica e i venti di guerra che soffiano alle porte dell’Europa. La data del 25 aprile, mai come quest’anno, tra bombe che cadono e crisi energetica, diventa per tutti gli italiani un forte invito all’unità. Divisi perdiamo tutti”. Lo dichiara il presidente del Cnel, Renato Brunetta, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile.

Crosetto: “La libertà non è mai un bene dato per acquisito”

Ricordare la Liberazione, ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, “significa anche comprendere che la libertà non è mai un bene acquisito una volta per tutte. Vale lo stesso per la pace, che non nasce dal suo semplice desiderio né può essere considerata definitiva. La pace si costruisce ogni giorno, con responsabilità, equilibrio, forza e determinazione. È una verità che oggi avvertiamo con ancora maggiore chiarezza e convinzione. Le trasformazioni del contesto globale ci ricordano che libertà e sicurezza sono inscindibili. Le minacce assumono forme nuove, si sommano a quelle tradizionali, e si estendono a più dimensioni: militare, economica, tecnologica, energetica, informativa, cibernetica, spaziale e cognitiva”.

Perché il 25 aprile si festeggia la Liberazione

La data del 25 aprile è stata scelta convenzionalmente come giornata di Festa nazionale perché quel giorno, nel 1945, iniziò la ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della Repubblica di Salò da Torino e Milano. Ecco la storia.

Crosetto: “Fu un impegno diffuso e silenzioso”

“Quello che rende straordinaria la Festa della Liberazione è proprio questo: il fatto che sia nata da scelte difficili, pericolose, compiute in contesti diversi ma unite da uno stesso senso di responsabilità”, ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Fu un impegno diffuso e silenzioso, fatto di volti, storie, gesti concreti; un percorso corale di lotta al nazifascismo che allora opprimeva la nostra Patria e molte Patrie dell’Europa, che ha reso possibile la rinascita dell’Italia come Paese libero e democratico, da cui è poi scaturita la Costituzione repubblicana. Un Paese, il nostro, che oggi è parte fondante dell’Unione europea e attore di primo piano nella scena internazionale”, ha aggiunto Crosetto.

Crosetto: “Gratitudine per quella generazione di italiani”

“Donne e uomini della Difesa, il 25 aprile ricordiamo con profonda gratitudine quella generazione di italiani, civili e militari, che ci ha restituito la libertà con grande valore e sacrificio, e che ci ricorda ciò che siamo oggi come Nazione e come comunità”. Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo messaggio in occasione dell’81esimo Anniversario della Liberazione.

I supermercati aperti

Il 25 aprile non è un sabato qualsiasi. Diversi consumatori, alle prese con la spesa settimanale oppure, complice il tempo mite, con gli acquisti da fare per picnic, grigliate e gite fuori porta, si chiedono se i supermercati restino aperti per la Festa della Liberazione. Ecco quali centri commerciali sono attivi.

Gli approfondimenti sul 25 aprile

Mattarella depone la corona d’alloro all’Altare della Patria

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio, all’Altare della Patria, al milite ignoto e a tutti i caduti per la liberazione, deponendo una corona d’alloro, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Il Capo dello Stato era accompagnato dalla premier Giorgia Meloni e dai presidenti delle camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Alla cerimonia erano presenti anche i vertici dell’Esercito e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche.

Salvini: “Grazie a chi ha donato la sua vita”

“Contro ogni dittatura e ogni regime, nazifascista, comunista o islamista, ora e sempre. Per la libertà, ora e sempre. Grazie a chi ha donato la vita per salvare altre vite”. Così su X il vicepremier della Lega Matteo Salvini.

Le manifestazioni istituzionali a Firenze

Il 25 aprile si celebra anche a Firenze. Alle 8 cerimonia al cimitero di Trespiano in ricordo della partigiana Gilda La Rocca. Alle 9.45 verrà scoperta la nuova lapide in memoria della “Resistenza senza armi” degli Internati Militari italiani, con deposizione corone alle lapidi della scuola “Vittorino da Feltre”. Alle 10 la celebrazione con deposizione di una corona di alloro in onore ai caduti di tutte le guerre nella Piazza dell’Unità Italiana, mentre alle 11 è prevista la cerimonia sull’arengario di Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria. Nel pomeriggio spazio alla musica: alle 17.30 concerto della Filarmonica Gioacchino Rossini sull’arengario di Palazzo Vecchio. Non solo: le biblioteche comunali propongono un ricco programma di eventi per celebrare la Festa della Liberazione con presentazioni, incontri, letture e attività per tutte le età.

Le manifestazioni istituzionali a Bologna

Il 25 aprile si celebra anche a Bologna. Alle 9.30, nel Chiostro della Basilica di Santo Stefano, prevista la deposizione di una corona alla lapide dei Caduti in Guerra. Alle 10.15, in piazza Nettuno, alzabandiera con picchetto militare d’onore e deposizione di una corona al Sacrario dei Caduti Partigiani. Intervengono il sindaco di Bologna Matteo Lepore, la presidente dell’Anpi provinciale Bologna Anna Cocchi, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. Alle 11.30 attesa l’esibizione musicale dei Modena City Ramblers. Alle 12, nel giardino di Villa Cassarini in porta Saragozza, la deposizione di una corona alla lapide in ricordo delle vittime omosessuali del nazifascismo.

Le manifestazioni istituzionali a Milano

A Milano si tiene la manifestazione nazionale dell’Anpi, dove partecipa, come ogni anno, il presidente Gianfranco Pagliarulo, con concentramento alle 14 in corso Venezia e corteo verso piazza Duomo. In piazza anche la Brigata ebraica insieme ad un’area della comunità iraniana, “contro ogni dittatura e per la democrazia”. Ci saranno anche i cittadini ucraini, l’Associazione dei Russi liberi, nonché i bielorussi e georgiani che sono contro i loro governi.

Le manifestazioni istituzionali a Roma

A Roma la giornata si è aperta alle 8.30 con l’omaggio alle Fosse Ardeatine. Alle 9 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella depone una corona d’alloro all’Altare della Patria, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i presidenti di Senato e Camera. Alle 10.30, il concentramento a Porta San Paolo e alle 11 l’omaggio al Memoriale della Resistenza. Poi, partenza del corteo verso il parco Schuster. Alle 12 saluti istituzionali e comizio, quindi alle 13 Festa della Liberazione.

Le manifestazioni civili a Roma

Reti di studenti e movimenti, insieme alle realtà pro Palestina, sono in pre-concentramento alle 8.30 sotto la Fao, con il corteo diretto verso l’ambasciata di Cuba e poi a Porta San Paolo. Sui social il coordinamento palestinese rilancia le parole d’ordine “antifasciste, antisioniste e antimperialiste”, inserendo il 25 aprile nel quadro delle mobilitazioni contro guerre e riarmo. Previsti anche percorsi separati e iniziative diffuse, tra cui al Quarticciolo.

Cortei e manifestazioni in tutta Italia

Oggi, 25 aprile, è l’81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. In tutta Italia si tengono cortei e manifestazioni, sia istituzionali che civili. Ecco gli appuntamenti più importanti.

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