L’appuntamento del Papa con la sede dell’Unesco programmato per il 25 settembre rappresenterà l’opportunità per riallacciare le relazioni tra il mondo scientifico e la fede, nonché tra l’istituzione ecclesiale e i creativi, stando alle riflessioni di padre Olric de Gélis e Martine Sautory. Nel corso di un’intervista ai canali d’informazione della Santa Sede, il responsabile della sezione di studio del Collège des Bernardins e la responsabile della Galerie Saint-Séverin hanno manifestato il desiderio di promuovere un confronto aperto mediante la creatività, in grado di generare semi di armonia fra contesti e popolazioni apparentemente distanti.
Collège des Bernardins: Arte, dialogo e ricerca
All’interno delle sale coperte da volte a crociera dell’antico refettorio del Collège des Bernardins, situate a poca distanza dal fiume Senna e da quell’Île de la Cité che custodisce la cattedrale di Notre-Dame, riecheggia tuttora la memoria del periodo storico in cui tale fondazione cistercense vide la luce: il XIII secolo, ossia la fase aurea della scolastica teologica sviluppatasi nella capitale francese, i cui massimi esponenti furono Tommaso d’Aquino e Bonaventura. Il legame tra queste due realtà istituzionali, entrambe votate al confronto tra la dimensione scientifica e quella spirituale oltre che tra la Chiesa e gli autori non credenti, si racchiude nella figura del cardinale Jean-Marie Lustiger, che resse l’arcidiocesi di Parigi dal 31 gennaio 1981 all’11 febbraio 2005. Secondo quanto evidenziato da padre de Gélis, l’indirizzo impresso dal porporato all’interno del Collège consistette nell’approfondire le Scritture senza mai distogliere lo sguardo dai interrogativi esistenziali degli uomini e delle donne contemporanei. Un percorso di crescita ramificatosi in tre differenti ambiti: la produzione artistica, inclusa quella d’avanguardia, che costituisce un ulteriore tratto d’unione con la Galerie Saint-Séverin; i dibattiti e gli incontri pubblici in cui il pensiero cristiano si misura con le grandi sfide del presente, prime fra tutte i conflitti bellici e il dialogo fra fedi diverse; infine la struttura di cui il sacerdote è attualmente a capo, ovvero il polo di ricerca.
Un organismo di ampio respiro focalizzato su percorsi di studio pluriennali, trasversali e marcatamente pluralistici, capaci di generare esiti di elevato profilo scientifico e culturale: “Tra i partecipanti ci sono teologi, sacerdoti e laici cristiani, ma circa il 70-80% dei ricercatori che collaborano con noi non è cristiano. Ci sono musulmani, ebrei, agnostici e anche persone che professano un autentico ateismo”. Per valorizzare gli insegnamenti del Concilio Vaticano II traendo ispirazione dai cicli di catechesi tenuti da Leone XIV, l’attività di ricerca affonda le proprie fondamenta nella costituzione dogmatica Dei Verbum per quanto attiene all’approfondimento della Parola divina, e nel documento Gaudium et spes relativamente al confronto con la modernità.
Did you know?
L’eredità spirituale e culturale del cardinale Jean-Marie Lustiger, che guidò la diocesi parigina dal 31 gennaio 1981 all’11 febbraio 2005, rappresenta il filo conduttore che unisce tali istituzioni.
Oltre il solo positivismo
Fu proprio nell’auditorium del Collège des Bernardins che il Pontefice emerito Benedetto XVI tenne un memorabile intervento rivolto agli intellettuali parigini, incentrato sulle origini monastiche del continente europeo e sulla costante ricerca del Creatore nota come quaerere Deum, nel corso del quale sostenne che “una cultura meramente positivista, che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione”. Un’intuizione che padre de Gélis constata quotidianamente nella pratica: “La sola positività dei risultati scientifici, per quanto fondamentale, non basta allo spirito umano. Lo vediamo nella ricerca contemporanea: uomini e donne di oggi cercano risposte più profonde alle domande che si pongono”. Una tematica emblematica in tal senso è rappresentata dalla salvaguardia del creato, un ambito che interpella non soltanto le discipline scientifiche, ma sollecita altresì approfondimenti di carattere storico, filosofico e culturale orientati alla “riorganizzazione delle nostre società, sul cambiamento dei nostri stili di vita e, in definitiva, sul senso stesso della nostra esistenza”.
L’impegno investigativo del centro di ricerca si rivolge inoltre all’argomento posto al centro della prima lettera enciclica di Leone XIV, intitolata Magnifica humanitas, ossia il fenomeno dell’Intelligenza Artificiale. Non a caso la docente Gemma Serrano, corresponsabile del dipartimento scientifico e alla guida del secondo ciclo presso la Facoltà Notre-Dame del Collège oltre che co-direttrice della sezione dedicata all'”Umanesimo digitale”, ha preso parte alla delegazione ufficiale che ha affiancato il capo dello Stato francese Emmanuel Macron nel corso della sua missione in Vaticano dello scorso 10 aprile. La prospettiva condivisa risulta netta: “Oggi la tecnica si sviluppa e si dispiega in modo massiccio attraverso l’intelligenza artificiale. Ma la questione antropologica che l’IA pone, in modo molto preciso, riguarda proprio il rapporto dell’uomo con la tecnica, in particolare con la tecnica digitale”.
Galerie Saint-Séverin, l’arte contemporanea incontra la fede
Procedendo lungo gli argini della Senna e conservando negli occhi la vista delle guglie di Notre-Dame, si giunge in uno scorcio che, malgrado la vicinanza con i profili gotici della parrocchia omonima, potrebbe scambiarsi per la vetrina patinata di un negozio d’alta moda parigino. Si tratta invece della Galerie Saint-Séverin, riconosciuta come il più piccolo polo espositivo della metropoli transalpina: una singola lastra di cristallo divide i passanti lungo le strade dalle creazioni artistiche ospitate all’interno, fondendo in un perimetro così ristretto due universi apparentemente distanti come la tradizione cristiana millenaria e la ricerca artistica odierna. È questo il fulcro su cui batte Martine Sautory, amministratrice dello spazio culturale. All’epoca della sua istituzione negli anni Novanta per volontà del cardinale Lustiger, “c’era qualcosa di più immediato ed evidente: più praticanti, più persone che conoscevano la religione e che la vivevano”. Oggi giorno, per contro, la dimensione spirituale ha assunto contorni più ampi, aprendosi a linguaggi espressivi inediti.
Il centro espositivo riceve il supporto economico dell’ente Arts, Culture et Foi, afferente alla diocesi di Parigi, sebbene la selezione delle opere da presentare al pubblico venga demandata a specialisti esterni. Il principio guida rimane immutato e consiste nel preservare vivo il “dialogo tra la Chiesa e gli artisti”, accogliendo contributi espressivi provenienti pure da differenti confessioni religiose. Qualora avesse l’opportunità di presentare un manufatto artistico al Santo Padre, la responsabile selezionerebbe la scultura di un canide realizzata interamente con polvere dall’autore Lionel Sabaté, proposta durante il periodo quaresimale quale richiamo alla condizione mortale dell’essere umano e alla figura di san Francesco. “Sabaté raccoglie la polvere nelle stazioni della metropolitana. È una materia umile. Quando ne parla, dice che è composta da tutti noi, perché tutti attraversiamo la metropolitana e tutti lasciamo, in qualche modo, piccole tracce, piccole particelle di polvere”. Da qui, la fermata di Cluny-La Sorbonne è a cinque minuti a piedi: si passa accanto a turisti, studenti, persone senza dimora, tutti portando con sé la propria polvere.
Pro Tip:
Camminando per cinque minuti si raggiunge la stazione metropolitana di Cluny-La Sorbonne, incrociando lungo il tragitto visitatori stranieri, allievi e individui senza tetto, ciascuno custode della propria polvere quotidiana.
Frequently Asked Questions
What is the significance of Pope Leo XIV’s visit to the UNESCO headquarters?
Il viaggio del Pontefice alla sede dell’Unesco in agenda per il 25 settembre offrirà l’occasione propizia per riallacciare i legami di confronto fra la scienza e la fede e tra la comunità ecclesiale e il mondo artistico.
What is the Collège des Bernardins?
Tra le antiche strutture del refettorio del Collège des Bernardins caratterizzate da volte a crociera, a brevissima distanza dal fiume Senna e dall’Île de la Cité che custodisce la cattedrale di Notre-Dame, risuona ancora la testimonianza storica del XIII secolo, epoca in cui fu edificato tale insediamento cistercense.
How does Galerie Saint-Séverin connect art and faith?
L’attività della galleria è finanziata dall’organizzazione Arts, Culture et Foi che fa capo alla diocesi parigina, mentre la programmazione e la scelta dei lavori artistici da esporre spettano a curatori indipendenti.
Join the Conversation: Il pellegrinaggio di Leone XIV presso il quartier generale dell’Unesco fissato per il 25 settembre costituirà il momento propizio per riallacciare i canali di comunicazione tra il sapere scientifico e la fede, nonché tra la Chiesa e gli artisti.
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